reviews-interviews:
about: "Drunk upon thy holy mountain" by Frans De Waard [Vital Weekley#610]: Two active members of Italy's microsound scene, each with a long discography to their names, mainly in the areas of MP3 and CDR. Logoplasm is the duo of Laura Lovreglio and Paolo Ippoliti and Punck is Adriano Zanni and the three of them love to record the field and feed it to their laptops. Here things are processed, treated, mixed and constructed into one long track, which falls apart in various distinct different sections. The drones they built something reminded me of The Hafler Trio in the early nineties, while they use extended techniques to change the field recordings: cow bells, rain, voices, sea gulls and such like. Together that makes a lot of sense and they created a most interesting piece of music, compelling and intense as well as relaxing at times. Perhaps not the most innovative things around, but surely their most refined work to date. It's about time for a real CD or real piece of vinyl.
about: "Drunk upon thy holy mountain" by Marco Carcasi
[Sands-Zine]:
Il trovarsi fra Logoplasm e Punck è qualcosa che ha a che fare
con i cicli della natura, gli avvenimenti immutabili, qualcosa che sai
e speri accada.Che tu ci possa esser; per raccontarlo.Accenni di unione
ce ne erano stati (la voce di Paolo Ippoliti su Tsunami Notes da
“Nowhere Campfire Tapes” di Punck), ma questa uscita
targata Setola va oltre.Come bambino rimango ammaliato, stupito e con
il dito in bocca.L’espressività emozionalmente dirompente
di Logoplasm e Punck, trova in “Drunk…”, un naturale
territorio di compenetrazione reciproca.Materiali raccolti, distrutti e
ricomposti fra Ravenna ed Ariccia.Ricordi di una notte infinita di
fuoco sfrigolante con i grilli ad intonare mantra
tutt’intorno.Field recordings del/dall’infinito, un aereo
che passa e rimane intrappolato per sempre in un loop di marmorea
bellezza.Musica dello spazio interiore che trova sbocco e nuova ragion
d’essere nel rapporto verso l’esterno.Biosphere,
“Substrata” lo risuonerebbe cosi, questo pare esserne il
gemello perduto; lo stesso cangiante ed incantevole senso di pace.Le
nubi paiono essersi diradate, l’oscurità incombente un
ricordo ancor attuale; ma il giorno avanza.Resiste il sapore, sulla
punta della lingua; e non è più cosi importante.Massa
emozionale in migrazione; questo pare essere.E la parte meno sana del
mio cervello mi sussurra che, se il cammino proseguirà in quella
direzione, fra scorciatoie e strade interrotte, bruschi stop e
ripartenze brucianti, prima o poi potrebbe giungere nel cuore di un
suono lussureggiante; dalle parti di Talk Talk e Popol
Vuh.Consapevolezza e superamento, compenetrazione, catarsi, fine,
principio, fine, principio, cicli, calma, di nuovo fine, ed ancora,
mutare, perdersi, cercare; esserci.Il Miles Davis alla
ricerca di Teo Macero; il loro primo incontro.Imperfetto, come
altrimenti non potrebbe essere.Vertigine.Ascoltare al massimo volume
sino a sfinimento.
about: "Drunk upon thy holy mountain" by Dionisio Capuano [Blow Up]: vorremmo sapere quali sono i suoni sorgente di questo viaggio sonoro allestito da Laura Lovreglio,Paolo ipploiti e Adriano zanni. Nei primi minuti cresce un drone gorgonplex e pulsazione; su questo sondo appare,scompare e poi riappare un mulinello,come un pezzetto di nastro di vento mandato in loop da un registratore malfunzionante.Nella successiva sequenza una specie di lenta onda avanza e arretra mentre scampanellano gamelan di metallo (i campanacci di vacche al pascolo?) e affiorano voci umane di uccelli, crepitare di fuochi e si rialza una pulsazione rituale,profonda , bassa,che risuona nello stomaco.In questo brodo (che non sembra tanto promordiale) e che raccoglie i suoni della wilderness e intraducibili fantasticherie umane,appare una voce sitetica di un navigatore,rumori di traffico,rumore bianco di un fuori sequenza,che sembra magiarsi tutto,tranne lo sciabordare dell'acqua.Jodorosky mon amour,spiegami come fare:domani e' lunedi e nel disco la navigatrice ci lascia dicendo di svoltare a destra.Lavoro strutturato.laicamente iniziatico:un viaggio tuttaltro che magico.Un'elettronica che inizia (nuovamente) a rischiare,abbandonando un poco le confortevoli seduzioni ambient-dark,per visioni senza troppe sugestioni paesaggistiche. (7)
about: "Drunk upon thy holy mountain" by Andrea Ferraris [Sodapop]: Se Enrico Ruggeri "è stato punk prima di te" i Logoplasm e Punck sono stati field-recording prima di parecchia gente, i primi hanno gestito un'etichetta misconosciuta di importanza capitale per l’evoluzione di certi generi in Italia, la S'agita (oggi reincarnata nella Kosmik Elk Mind http://kosmikelkmind.110mb.com/), e Punck gestisce la net-label Contrl+Alt+Canc. Oltre alle label, messi insieme annoverano una corposa discografia fra cd e cdr stampati per label italiane ed estere fra lo sconosciuto e l'etichetta di culto. Questo disco a traccia unica accasato su Setola Di Maiale a differenza di altre collaborazioni unisce le caratteristiche salienti di entrambi, il che significa per chi non li avesse mai sentiti che da una base di field-recording (ripuliti ma lasciati molto al naturale) vanno sovrapponendosi e esondando mugugnii, drones sibili elettronici e gorgoglii di cui è difficile intuire se si tratti di suoni lavorati o di arrangiamenti fatti con il laptop. Il fatto che molte field-recordings non siano state lavorate credo sia dovuto alla scelta conscia di molti "vecchi" del genere nel considerarli alla strega di diario sonoro, in pratica un'istantanea sonora che pietrifica un momento nell'ambra come le mosche giunte fino a noi da ere geologiche remote. La traccia unica prende il via dalle field-recordings ma nello scorrere dei minuti si ammorbidisce lasciando molto spazio alla melodia man mano che ci si avvicina al cuore del pezzo. Certo le melodie non sono certo solari e l'effetto è quello di un bombardone narcotico com'è giusto che sia un disco del genere, ma resta che oltre ad essere molto ben disegnata si sviluppa in modo paziente, da un certo punto di vista ciò ricorda che Zanni, Lovreglio ed Ippoliti sono più "old school dei Growing Concern, lo sai, ancora più di un film con Rocco e Selen!" (come cantava qualcuno). Il fatto è che in realtà un taglio di tipo tradizionale nella forma del disco c'è davvero, ma più per lo sviluppo che per i suoni che sono tutto fuorchè datati. Gran bel lavoro, gli estimatori di entrambi non rimarranno delusi.
about: "Drunk upon thy holy mountain" by Mattia Paneroni [Ondarock] + interview: Setola di Maiale-Musiche Non Convenzionali è un’interessante iniziativa promossa da Stefano Giust diretta a costituire un sostegno per musicisti italiani avulsi dagl’interessi dei canali distributivi musicali ufficiali; si autodefinisce come “alternativa ad un modo di fare musica basato sul denaro, sulla mercificazione, sulla diffusione ad ogni costo, sul distacco tra musicista e pubblico a dispetto delle quantità di copie vendute”, offrendo dunque la possibilità di “dare corpo e continuità alle musiche creative prodotte nel nostro Paese” e “autoproducendo lavori che, per mancanza di opportunità discografiche o per limitate disponibilità economiche degli stessi artisti, andrebbero perduti”. Proprio grazie a questa etichetta/non etichetta è possibile beneficiare del recente frutto della collaborazione tra lo storico duo romano Logoplasm (Laura Lovreglio e Paolo Ippoliti) e Punck (Adriano Zanni), ovvero una lunga traccia di oltre trentotto minuti che suona come un maelstrom generatore di onde anomale e angosciosi vortici di marea. In “Drunk Upon Thy Holy Mountain" collimano musica concreta e field recording, minimalismo elettroacustico e “drone”. Un’opera pervasa di grigia malinconia e di freddo smarrimento, sottolineato dal campionamento di un’asettica voce femminile generata da un navigatore per auto che conduce inesorabilmente al termine di un’ esperienza uditiva che prova fino allo strenuo l’emotività dell’ascoltatore. L’efficace botta-e-risposta con gli artefici di questa nuova, meravigliosa esperienza musicale svelerà al lettore inedite prospettive d’approccio alla materia elettroacustica, che scoprirà essere un naturale catalizzatore di emozioni nell’egual misura in cui potrebbe esserlo la solitaria contemplazione della nascita di una nuova giornata:
about: "Aube Noire" by Byron Coley [The Wire # 288]: Three short pieces by Italian composer Adriano Zanni on a 3" CD card. Because of the name, I assumed they'd be water based, but they actually sound more like pure electronics. Whatever the sources might be, these sounds are far removed from them. The pieces are intensely focused without being particularly loud or harsh, and their brief lenght allows a listener to concentrate on them in a way that is tougher with longer sound-chuncks. My favorite is the third piece, which sounds like a travelogue of the trajectory of a toy xylophone being swallowed by some very large animal. And who knows? Maybe that was the source material.
about: "Aube Noire" by Etero Genio
[Sands-Zine]: Punck è un essere
indefinibile… vive in un suo mondo al di fuori della
pagnotta quotidiana, indipendentemente dal fatto che questa prenda le
sembianze del nu-qualcosa o del post-qualcos’altro.
È sicuramente un artista ‘marginale’,
come lo furono i suoi ‘idoli’ Tim Buckley e Syd
Barrett, un autentico clochard di musicopoli. Se ne sta lì
acquattato in quel di Ravenna, alle spalle di paludi che non sono
più e davanti ad un mare ormai al tramonto, magari fumando
l’ennesima sigaretta, e finisci quasi per dimenticarti della
sua esistenza, quando eccolo che salta fuori con una rara esibizione o
con un disco assolutamente inatteso. “Aube Noir”
sembra adattarsi al formato che lo contiene, nella sua struttura
più spigolosa e meno sontuosa del solito, e pure Punck offre
come sempre la dimostrazione di possedere una sensibilità
affatto insolita. La forma – claudicante in Aube Noire,
frizzante ne La chanson de sirènes (titolo che evidentemente
vuole omaggiare il Tim) e invasata ne L’aurore - è
soltanto un contenitore vuoto da riempire con questa
sensibilità, che pare essere più malinconica che
oscura; e non lasciatevi ingannare da un titolo come L’aurore
che parrebbe preannunciare un futuro di ilarità che non
verrà mai.Le
sembianze vorrebbero confinare questo dischetto al ruolo di aperitivo
in attesa della più corposa collaborazione con i Logoplasm
che uscirà su ‘Setola di maiale’, state
accuorti, ma in realtà è accompagnato da tanti di
quegli stuzzichini che finisce con l’essere un pasto quasi
completo.
about: "A constant migration" by dan warburton [paris transatlantic #dec-06]:This reminds me of the strange French habit of spelling "steak" with an extra "c": "steack" (they do the same with Franck, don't ask me why). There's nothing punk about Adriano Zanni's music though; instead of taking out that "c" you might want to remove the "n": this is more Puck, Midsummer Night's Dream rather than Never Mind The Bollocks, evocative and superbly crafted music for laptop and field recordings. It's also, unless I'm very much mistaken, pretty much composed – if Zanni can produce this kind of stuff live I want to see him – which I suppose also raises the question as to why it's on an improv label like Creative Sources (wouldn't it attract a little more attention if it were on Bowindo, I wonder?). The six tracks follow each other without a break, from the cavernous slightly disturbing percussive rattles of the two opening tracks to the strange atmospherics of "44°25'37N 12°34'28 E" (that had me looking for a Fennesz connection, but a Google search for the precise co-ordinates only got me as far as an Italian astrology website, but I think it's somewhere in or near Genoa.. maybe someone will enlighten me) to the distant police cars and barking dogs in "From Belleville to Ravenna" and the exquisite chill of the closing "Hagakure (II, 105)". Wherever and whatever it is, A Constant Migration is worth checking out.
about: "A constant migration" by frans de waard [vital weekly#548]:The last release [of the 10 Creative Sources label CD issues of Autumn 2006] might be a bit of a surprise, since Adriano Zanni, also known as Punck, is not exactly the man I would expect on this all improvisation label. So far his releases were all stuck in the microsound corner, but perhaps he's opening new territories. Zanni uses laptop, field recordings, found sound and sampling to create his music. It proofs indeed to be the odd ball of this batch of his releases, even when the first track sound like an improvised affair. Zanni finely waves field recordings together with sounds recorded from objects and such like. Improvisation seems far away on this release, which is still along the lines of microsound and found it's influences in the work of Roel Meelkop or Richard Chartier. On a totally different, but the best of all.
about: "A constant migration" by Marc Barnes [the WIRE #257]: Punck is the alias of italian electroacoustic composer Adriano Zanni. But rather than appearing remote and aloof, his work has a poetry about it. The album’s title and the cover photos of crepuscular urban riverscapes – by Zanni himself – mirror the music’s slow flow from one idea to another. Zanni uses laptop, field recordings, found sounds and sampling to deft effect. Beginning with an opening door, the 19 minute “A Constant Migration” then presents a sound like air rushing though a pipe. This is oddly comforting, like hearing the wind outside within a warm room. Throughout, field recordings appear as cryptic activity outside the main body of sound. On “ From Belleville to Ravenna” (the latter being Zanni’s Hometown) his presentation of mundane sounds – whimpering dog – kitchen activity – rather break the spell. It also sounds like there’s someone or something eating – maybe the dog? At this point it recalls the audio verite’ of “Alan’s Psychedelic Breakfast”, Pink Floyd infamous filler on Atom Heart Mother. This segues into car noise, and while vaporous sounds being seeping in the background, it isn’t the most interesting section of the recordd. After this brief interlude, “Hagakure (II,105)” forms out of thin air. Zanni uses some super high frequencies, which I could hear quit cleary from another room, even when played at a low level. You can only wonder what the might be doing to the listener cerebral cortex.
about: "A Constant Migration" by
Eugenio Maggi [Chain Dlk]: I truly feel awful
for reviewing Punck's last year full length only now, also because it's
been in constant rotation (...) in my stereo for all these months. Life
problems and taking one's time eventually lead to these disasters... "A
Constant Migration" is surely the best and most mature release of
Adriano Zanni's as of yet - following the wake of his previous "Nowhere
Campfire Tapes", but taking his soundscapes to a higher level (and that
was a good album, mind it). I suppose that playing live sets has
contributed to refine his tecniques and give a smoother, more organic
feel to his compositions. As usual, Zanni uses "laptop, field
recordings, found sound and sampling", and the result can be compared
to the works of Seth Nehil, jgrznich, Dave Lloyd and mnortham. Highly
refined concrete music where natural and electronic sounds are
stretched and layered into drones, or scattered around as in an
improvised session (which could explain why this has been released on
Creative Sources). Zanni's audio-trip stands out from similar ones for
the warmer, more emotional (existentialist, I wrote about his previous
cd) approach to soundmaking, here leading to the breathtaking closure
of "Hagakure [II, 105]", a powerful high-end drone streaked by bowed
strings. This cd was mastered by Hue (Sparkle in Grey), which totally
makes sense: take it as a comrade to "Un'estate senza pioggia", at
least in terms of attitude.
about: "A constant migration" by marco carcasi [kathodik]:Quello di Punck è un silente schiumar rabbioso, impressionante dimostrazione di talento ascensionale; intransigente visione espressiva.Originale assemblaggio materico che all'apparenza può risultar semplice; ma è materia che ti scava le ossa questa.Sottilissima capacità comunicativa quella sviluppata, anni trascorsi ad affinar un talento compositivo ammirevole, Adriano Zanni si è volontariamente posto fuori dal cerchio, un isolamento caparbio, fiero e passionale dal quale è germogliato questo importante “A Costant Migration...”.Punck a partire da “Mu” del 2002 si è sempre caratterizzato per una concretezza espressiva raramente riscontrata in tanti altri sperimentatori nostrani (ma in questo caso il nostrano calza veramente stretto...), un'ascesa appassionante dicevo, ogni lavoro un tassello aggiuntivo per un puzzle entusiasmante, tutto un gioco continuo di sottrazione, una visione acusmatica che brilla per snellezza ed aerodinamico profilo; inquietante verrebbe quasi voglia di definirlo.“Mu” era l'alba, nel bene e nel male, livido e rabbiosamente contratto, dentro il disagio era evidente, non si poteva ignorare, il successivo “A Movie Without Images” del 2004 rilanciava quella formula diluendola subdolamente per sottrazione appunto, improvvisamente l'isolazionismo mutava in vero e proprio paesaggio spinale di ballardiana memoria; ma lo scarto decisivo avviene con il successivo e splendido “Nowhere Campfire Tapes” del 2005.Uno stralunato girovagare lungo i bordi di un paesaggio innevato al crepuscolo, un groviglio inestricabile di pensieri ed azioni; una rivendicazione/dichiarazione del proprio status di abbacinante e tormentosa bellezza.In qualche maniera, uno spartiacque, il commiato/superamento di un particolare fenomeno espressivo raggrumatosi intorno a certo astrattismo industriale (molto ottanta) intriso di ingenua (splendida in molti casi...) ricerca povera e velocemente scolorito in un vero e proprio; incubo freak esotico/industriale.L'ambient di Punck si è scrollata di dosso quel residuo fisso ingombrante, strada facendo ha integrato suggestioni riconducibili alla scuola concretista francese ed alla musica per film vera e propria; si è fatta snella e senza tempo.Logico che a questo punto qualcuno dovesse per forza di cose accorgersi del duro lavoro svolto negli anni da Adriano, ci pensa allora la prestigiosa etichetta portoghese experimental Creative Sources ad editare questo cd da inserire prepotentemente fra le migliori uscite dell'anno in chiusura.Copertina splendida, screzi metallici su acque apparentemente tranquille, un incendio interiore, un filo di suono falsamente sottile che ti avviluppa l'anima come pochi altri a livello mondiale (l'ho detto finalmente, evvai!!!), la sensazione d'estasi al contrario che trasmette è unica; all'improvviso ho capito!Punck è un dinosauro, di quelli con una bella cresta sulla schiena, irta di squame verdognole e denti lunghi ed aguzzi, quando te lo ritrovi davanti capisci, stai ammirando la bellezza dell'ultimo esemplare, sopravvissuto a se stesso, circospetto e risoluto; la bellezza dell'essere.Solo un'onda impetuosa di parole mute e poesia visiva per l'orecchio e poi ancora; vita in tutte le sue dolorose rappresentazioni.Vita, ed ancor di più; vita.Adriano; io ti ringrazio di aver realizzato questo lavoro.Semplicemente disco dell'anno.
about: "A constant migration" by mattia paneroni [ondarock]:Bussano alla porta. Una voce femminile, secca e decisa, afferma di essere giunta per aiutare un indefinito interlocutore. Tra i rumori di fondo, un ringraziamento, un sospiro e il viaggio ha inizio: "A Constant Migration (Between Reality And Fiction)" è il biglietto che ci permetterà di scorgere una nuova dimensione, situata “tra la realtà e la finzione” al centro dell’universo.La proposta del ravennate Adriano Zanni giunge infatti come un’ipotetica anamorfosi musicale, volta a dilatare il suono della natura fino a donargli sembianze inedite e profondamente suggestive. Il laptop di Punck [ moniker utilizzato da Zanni per il lavoro de quo e altri, tra cui la precedente autoproduzione: il riuscito e incodificabile "Nowhere Campfire Tapes" (Ctrl+Alt+Canc, 2005)] traccia rotte immaginarie d’infinita bellezza utilizzando come riferimento il minimalismo elettroacustico e, come sestante, quella musica concreta teorizzata negli anni Venti dal tedesco Walter Ruttmann che, conferendo dignità musicale al rumore urbano, generò una delle più innovative intuizioni artistiche del secolo scorso. Il mugolio di un cane, il rumore del passaggio di un’automobile sopra una strada ghiaiosa e poco trafficata, il vento assolvono qui alla funzione di strumenti atti a interpretare evanescenti partiture di rara intensità emotiva."A Constant Migration (Between Reality And Fiction)" si dipana alle orecchie dell’ascoltatore quasi fosse un ossimoro tecnologico rappresentante un elogio della discrezione espresso, paradossamente, attraverso quanto di più invadente esista oggi: il computer. La successione degli elementi costitutivi l’insieme, infatti, è amabilmente armonica e sacrifica a un ascolto gratificante l’usuale autismo espressivo riscontrabile nelle produzioni ottenute tramite l’impiego di strumentazione analogica. Discrezione e armonia che, tuttavia, privano la "musica d'ambiente" del proprio significato primordiale di mero "sottofondo" per definire una nuova, avvincente esperienza caratterizzata da una passione sanguigna, pulsante e da un'inusitata imprevedibilità.Pubblicato per la prestigiosa etichetta Creative Sources del portoghese Ernesto Rodrigues, si colloca ai vertici della moderna produzione musicale avanguardistica italiana (che, non dimentichiamolo, non ha nulla da invidiare a quella di musicisti stranieri pluridecorati e blasonati dalla nostra indefettibile esterofilia) e ne rappresenta uno dei fiori all’occhiello.
about: "A constant migration" by massimiliano osini[rockit.it]: E' stata una bella sorpresa ricevere questo cd. Primo, perche Adriano Zanni, in arte Punck, è uno dei più interessanti "pittori sonori" italiani in ambito elettronico, come avevo già avuto modo di constatare ascoltando e recensendo il suo precedente e ottimo "Nowhere Campfire Tapes" (Ctrl+Alt+Canc, 2005). Secondo, perché il booklet, oltre ad essere splendido di per sé, porta il nome di una prestigiosa etichetta straniera, per la precisione la portoghese Creative Sources Recordings (http://www.creativesourcesrec.com), gestita da Ernesto Rodrigues e specializzata in musica elettronica sperimentale. Passata la sorpresa è iniziato l'ascolto. Qualcuno bussa alla porta, una voce di donna, versi di animali, rumori imprecisati in sottofondo… Quindi inizia la musica, che musica non è, quanto piuttosto un miscuglio denso di fruscii, droni, ronzii, un continuum al tempo stesso denso e rarefatto che si protrae brano dopo brano con minime variazioni. Queste sono date da suoni della natura, reperti concreti che traspaiono dal buio di tanto in tanto per testimoniare una parvenza di vita. Un cane guaisce, passa un'automobile, soffia il vento, il tutto in modo discreto, ma anche dannatamente espressivo, un ossimoro che in pochi riescono a rendere in modo efficace."A Constant Migration" è uno di quei dischi che vive di una contraddizione: da un lato non è musica da ascoltare (piuttosto da sentire), ma solo ascoltandola attentamente se ne riesce ad apprezzare il valore. Il merito va senz'altro a Punck, la cui lunga esperienza nel campo gli dà modo di rendere organica e vitale una materia quale la musica ambient (e/o industriale e/o elettroacustica) che normalmente soffre di tedio e staticità. Probabilmente una parte del merito va anche a Hue e al suo lavoro in fase di editing e mastering, pratiche queste che nel genere sono tutt'altro che formalità. Sia come sia, "A Constant Migration" si rivela un disco tra i più apprezzabili del 2006 in ambito elettronico sperimentale, anche in rapporto a quanto pubblicato all'estero da musicisti molto più famosi e quotati.
about: "A constant migration" by Antonello Comunale [sentireascoltare]:Che siano le estati senza pioggia di Hue, le memorie che fanno rumore di Kinetix, le dediche ad Alan Lomax di Fabio Orsi, o ancora le musiche dei vari Ielasi, Rinaldi, De Gennaro, Borrelli e i regali ad Etero Genio, la scena italiana dell’elettronica di ricerca e dell’elettroacustica di frontiera è ormai una realtà solida, tangibile, personale, appassionante. Adriano Zanni, Punck, fa parte di tutto questo. Da un lato distribuisce suoni altrui attraverso la meritoria net-label Ctrl+alt+canc, dall’altro – ed è la parte che ci interessa ora – crea in proprio ricercatissimi lavori di creativa ambient music.Approdato per l’occasione sulla portoghese Creative Sources, per il suo secondo disco Punck trova un’intestazione quanto mai calzante. Perché di questo si tratta: migrazioni costanti tra la realtà e la finzione. Un titolo che parrebbe perfetto per un’ode alla sala cinematografica e che per la natura stessa dell’operazione traduce perfettamente la suggestione primaria di questi luoghi e di come questi luoghi “suonano”. Le costruzioni di Punck sono assemblate con elementi variabili di elettroacustica, microwaves, concretismi, drones. Nei vuoti abissali di A Constant Migration, Passaggi, percorsi, aperture o ancora della splendida Hagakure (II, 105) , l’ascolto diventa un avventuroso percorso con la benda sugli occhi. Una tappa silenziosa per tastare la realtà delle cose e tradurre con la nostra coscienza quello che crediamo di intendere. L’ascolto acusmatico di cui parlavano i teorici della musica concreta e che concentra l’attenzione sulla natura primaria del suono, vede qui una delle sue rappresentazioni più brillanti. L’abbaiare di un cane, un sospiro femminile, il dialogo di un film, un cinguettio, dei gabbiani, e mille altri dettagli dialogano con la “voce narrativa” del laptop per creare una realtà virtuale impenetrabile, che tende a nascondersi e a rivelarsi piano piano, timidamente.Quando tutto questo viene assemblato al meglio, Punck non ha nulla da invidiare a più celebrati esteti del suono come Loren Chasse e Steve Roden, mentre il mastering di Hue enfatizza un retrogusto per certa dark ambient di matrice industriale, dando un tono particolarmente metropolitano al disco. All’interno del cd, una dedica: “Dedicato a chi ha viaggiato con me verso il centro dell’universo”. A chi ha viaggiato e a chi viaggerà avendo questa colonna sonora.
about: "A constant migration" by Dionisio Capuano [Blow Up Magazine#103] : Giunto ad una maturità espressiva rara,Adriano Zanni mappa la sua esperienza sonor-esistenziale attraverso le nervature di un lavoro che rielabora e raffina almeno un decennio di elettronica non colta,ambient contaminato,espressionismo siliceo.Iprocessi di costruzione musicale comprendono field recordings,utilizzo di microfoni a contatto,sviluppi estesi e varianze digitali.E' un sistema-paesaggio sensoriale,cedevole alla partecipazione ri-compositiva dell'ascoltatore in quanto offre ganci di memoria e suggestioni di viaggi (intrapresi e da fare) nei climax timbrici e nelle screzianti interferenze di suoni analogici,in particolare,lungo le regioni digitali delineate in Passaggi,Percorsi,Aperture e 44°25'37,11"N 12°11'34,28"E (andateci con google earth).Una tavolozza quasi turneriana,empatica alla perturbazioni atmosferiche dell'anima (7)
about: "A constant migration" by
etero genio[sands zine]:Cosa
rappresenta il nostro top? Inutile fasciarsi il capo con idee
strampalate sul miglior disco della decade, chi può sapere
qual è e in quale decade è realmente uscito, o su
valori che hanno comunque la pretesa di essere assoluti. Di assoluto,
per chi ci crede, c’è una cosa sola, e per gli
altri neppure quella. Il nostro top vuol essere soltanto una piccola
promozione - o un piccolo premio - per dischi, musicisti e/o etichette
discografiche che, per svariati motivi, ciappaiono come particolarmente
meritori. E, quanto a meriti, non è più il caso
di ignorare, dopo esserci girati intorno forse troppo a lungo,
l’impegno riversato nella produzione e nella promozione delle
musiche sperimentali da parte del ravennate Adriano Zanni, in arte
Punck. Probabilmente “A Constant Migration [between reality
and fiction]” è il suo disco migliore, ma non
è questo il punto, e anche se così non fosse il
suo autore si è conquistato questa segnalazione per una
serie di circostanze che vado ora ad elencare. Innanzi tutto Punck
è un musicista che ha una storia, e in questo mondo dominato
da personaggi che sono sempre più privi di storia questo
è già un coefficiente in grado di fare la
differenza. La sua è la storia di un uomo che ha trovato la
sua strada, e s'è costruito il suo mondo, con
meticolosità, umiltà e discrezione, attraverso il
duro lavoro e l’applicazione quotidiana, proseguendo
caparbiamente nella propria strada anche quando le circostanze potevano
sembrare avverse. Tassello dopo tassello… mattone dopo
mattone… passo dopo passo… questo lavoro
meticoloso lo ha finalmente portato a quello che oggi sembra essere il
traguardo principale per ogni musicista che si muove in ambito
sperimentale-indipendente, cioè alla pubblicazione di un
disco per una casa discografica di riconosciuta caratura
internazionale, nella fattispecie la portoghese Creative Sources.
Punck, dal punto di vista musicale, sembra ormai aver raggiunto un
proprio equilibrio, un mood che rende i suoi dischi, pur simili ad
altri del cosiddetto panorama elettroacustico, affatto riconoscibili.
Mi sembra che nella sua musica vadano a concentrarsi due scuole:
l’ambient inglese di derivazione industrial e la scuola
concreta francese, con un particolare occhio sempre rivolto a quelle
che sono le voci e le tecniche del cinematografo (…between
reality and fiction). Un connubio che porta direttamente
verso quella che viene anche definita come ‘musica da
ascoltare con gli occhi’, ma fareste bene a rovesciare
l’assioma e pensare a questi suoni come ad una serie di
‘immagini da gustare con le orecchie’. Sembra che
Punck avverta, come molti altri musicisti contemporanei, il richiamo
della natura, seppure il rapporto sembri nel suo caso più
conflittuale, oscuro e carico di tensione (basti pensare al riferimento
allo tsunami presente nel precedente “Nowhere Campfire
Tapes”). La natura di Punck è però
più marina che rurale, e anche quando
l’ambientazione appare fortemente terrigna è come
se fosse intravista attraverso il filtro delle brume che si sprigionano
dalle acque. Chissà se i suoi antenati del neolitico sono
stati fra gli ultimi ad abbandonare le palafitte?
In attesa di una risposta è possibile già notare
come Punck apprezzi comunque gli ambienti di confine, una
particolarità che lo ha portato a dare vita alla casa
discografica ‘en ligne’ CtrlAltCanc. Questo
è un altro aspetto, altrettanto importante, della sua
attività: l’impegno diretto e finalizzato alla
diffusione dell’opera di altri musicisti.............
about: "A constant migration" by Vittore Baroni [rumore magazine dic2006]: Molto più attuale il sound design di Punck (alias Adriano Zanni) nell’esotico viaggio per immagini sonore di A Constant Migratrion (Between Reality and Fiction) per la portoghese Creative Sources: field recordings abilmente amalgamati ad atmosfere sospese ed espressivi spazialismi da laptop.
about: "A constant migration" by Tadeusz Kosiek [gazeta]:"A Constant Migration" to druga p?yta CD Adriano Zadniego, ukrywaj?cego si? pod pseudonimem Punck. Czterdziestodwuletni Zanni na powa?nie zaj?? si? muzyk? dopiero w latach 90. ubieg?ego stulecia i by? w?a?nie mo?e ta zw?oka spowodowa?a, ?e jego dyskografia jest do?c skromna. Oprócz tej p?yty i debiutanckiej "Nowhere Campfire Tapes", Punck ma na koncie par? wydawnictw CDRowych i sieciowych, kilka pojedynczych nagra? mo?na znale?? na kompilacjach prezentuj?cych wspó?czesn? muzyk? elektroniczn? i elektroakustyczn?."A Constant Migration (Between Reality and Fiction)" to historia opowiedziana d?wi?kiem, co? na podobie?stwo metamkine'owskich "filmów dla uszu". Niezwyk?a i z lekka niesamowita jest to opowie??, bo taka w?a?nie jest muzyka Zanniego. Rozpi?ta pomi?dzy mi?dzy eterycznym ambientem i zamglonym oko?o-dronowym minimalem, lekko ska?ona drobnymi ha?asami, wykorzystuj?ca zniekszta?cone i nieprzetworzone nagrania terenowe, rozmaite g?osy i odg?osy, sampling oraz ró?norodne, modyfikowane mikro- i makrod?wi?ki, rejestrowane z u?yciem mikrofonów kontaktowych, przynale?y do ?wiata stonowanej elektroakustyki, której subtelnej elegancji nie szkodzi nawet u?ycie nieco bardziej rozwichrzonych sk?adników (np. metalicznych szmerów i stukotów tworz?cych nieregularn? struktur? rytmiczn?, poszczekiwanie i skomlenie psa). Wszystkie elementy po??czono ze sob? z wyczuciem i dba?o?ci? o detal, efektywnie wykorzystuj?c wzajemne podobie?stwa i ró?nice brzmie?; zestawiono je ze sob? w rozmaitych konfiguracjach, nie zapominaj?c przy tym o narratywno?ci muzyki. D?wi?ki powoli dryfuj? w powietrzu, poszczególne epizody niespiesznie rozgrywaj? si? w czasie i niedopowiedziane nikn?, wzbudzaj?c w s?uchaczu nieodpart? ch?? powrotu do opisanych muzyk? miejsc.
about: "A constant migration" [tranzistor]:η creative sources του ernesto rodrigues (www.creativesourcesrec.com) ε?ναι μια εταιρε?α που κινε?ται στο χ?ρο του ελε?θερου αυτοσχεδιασμο? καλ?πτοντας τη μεγαλ?τερη γκ?μα ?χων του ε?δους, τη ν?α σκην?, την παλι?, ελε?θερη μουσικ?, απλ? pling plong και ping pong τεχνικ?ς, κλπ. απο ?να σημε?ο και μετ? λειτο?ργησε και λειτουργε? με τη λογικ? ?τι οι καλλιτ?χνες (συν)χρηματοδοτο?ν την κυκλοφορ?α τους και αυτ?ς αναλαμβ?νει τη διανομ?, προ?θηση, κλπ. ομολογ? ?τι η κυκλοφορ?α του punck (?νομα που κυκλοφορε? τις δουλει?ς του ο ιταλ?ς adriano zanni) a constant migration (between reality and fiction) ?ταν κ?τι σαν κεραυν?ς εν αιθρ?α. απο το πουθεν? μια κυκλοφορ?α δημιουργημ?νη με laptop, field recordings, sampling να θυμ?ζει δουλει?ς καλλιτεχν?ν ?πως richard chartier, roel meelkop, με κ?ποιους τ?τλους που ακ?μα θα ζ?λευε ?σως και ο fennesz. ηχογρ?φηση που θα ζ?λευαν εταιρε?ες του ε?δους, τ?σο για electronica, ?σο και για microsound και δι?φορα ?λλα παρακλ?δια του ε?δους. ε?σοδος σε ?να προσωπικ? κ?σμο που ?χι μ?νο ε?ναι τρομερ? ενδιαφ?ρον σχετικ? με την προσ?γγιση του αλλ? και μια κυκλοφορ?α που ξετυλ?γεται σαν ηχητικ? παραμ?θι στα αυτι? του ακροατ?. και για περισσ?τερες πληροφορ?ες, ?χους, ακ?μα και ηχητικ? ημερολ?γιο με ηχητικ?ς κ?ρτες, κλπ. αναζητ?στε www.punck.net ε?ναι ?νας ιδι?μορφος αλλ? παν?μορφος κ?σμος που ξεδιπλ?νεται.
about: "free for(m) rimbaud" by julian cowley [the WIRE issue 264]: 19th century French poet Arthur Rimbaud has famously inspired some of rock's finest lyricists, including Bob Dylan,Jim Morrison and Patty Smith. He chose to descend into silence early in his life, yet the appeal and influence of his work has persisted. Ten years after Hector Zazou recorded Sahara Blue , urban settings of traslations of Rimbaud's poems,perfomed with the help of John Cale. Now Acustronic Ensemble pays tribute to Rimbaud with just a few well chosen recitations from his writing and a fabric of music that manages to convey something of the allucinatory vividness of his poetry. Proximity is part of the vividness; although there is depth of field to the recording, many sounds are heard in close-up. And although the sounds are various, they often seem to be enfolding around one another in a physical way.Distinctive instrumentation conveys something of the character of the music: Vito M. Laforgia plays electric upright bass,electronics,megaphone and saw,with Giuseppe Mariani on trumpet and laptop,Punck using laptop, objects and field recordings, Luca Sigurta' objects and tapes and Fhievel feedback mixer and flield recordings. Mariani's trumpetsupplies some jazz inflectionsand associations but Free For(m) Rimbaud is not anchored in any particular idiom. In a singlehalf hour movement it glides across the contours of Ambient, avant rock, freely improvised and electroacoustic music, defining it's own territory. Scratchy, twitchy rythms of unidentified origin are multilayered and fringed with electronic gleam, a synthetised scirocco, instrumental gloos, odd banshee wailing.Don't be deterred if french symbolist poetry is not your particular cup of absinthe; this is still a musically intriguing and consistentley diverting release.
about: "free for(m) rimbaud" [vital weekley #510]:The Acustronic Ensemble is a spontaneous collaboration of a group of (electronic) musicians who met at the "blog on rimbaud" festival in Rivara, Italy. The disc presents an out-take of the live recording of their performance there. The single 30 minute track is a tour into a world that is defined by it's own rules: musical elements are as easily used as abstract noises, creating a link between worlds normally far apart. And it's exactly this quality that defines the recording and gives it it's power. Okay, I admit, sometimes there are just a little too much effects being used, but more often than not, these five (!) guys know how to get everything rolling the right way. And let's face it, for a spontaneous improvisation that is a very, very good result. I will recommend this disc very strongly to all readers again! (MR)
about: "free for(m) rimbaud" by Marco Carcasi [Kathodik]:Per una serata (speriamo ripetibile...) diventano (forse dopo veramente, chissà...) Acustronic Ensemble.Per caso (auspicato), si ritrovano a rigirare il coltello nelle pieghe di un suono parassitario che non vuol (pare) farsi, omaggio flaccido.Alcuni di loro si conoscono bene, le coppie Laforgia/Mariani e Sigurtà/Fhievel, entità strutturalmente simili, linguaggi condivisi, l'innesto centrale di Punck (un solitario di quelli duri); la materia suono che si contrae in nucleo pietroso.Sassi digitali ed acustici che ti entrano nelle scarpe, non c'è modo di eliminarli, pulsione mingusiana che scioglie in flusso sanguigno, bagliori evocati per sottrazione di un Davis lontano, la terra rocciosa ed impervia con tutte le sue asperità nelle mani dell'elettronica e degli oggetti di Fhievel e Sigurtà; Punck che spalma patine bitumose di cieli plumbei all'orizzonte.Un corpo vivo che si agita, nessun omaggio in questo.Gli incantevoli minuti finali, visione Herzog, fine, inizio, dubbio; ipotesi.Un applauso in lontananza; una liberazione.Germogliare bellissimo e letale.Impressionante sintomo di espansione (della scena italiana).
about: "free for(m) rimbaud" by Etero Genio [sands zine]:………è importante innanzi tutto perché realizza l’incontro, sulla carta piuttosto improbabile, fra due scuole diverse quali sono quella elettro-elettronica e quella di origine improvvisativo-jazzistica. Ed è importante perché in mezzo a due coppie consolidate, quali sono quelle Bergero-Sigurtà e Laforgia-Mariani, si inserisce un terzo incomodo come Punck che, se non mi sbaglio e almeno discograficamente parlando, supera per la prima volta lo scoglio della situazione collettiva. Si obietterà che il musicista ravennate ha dalla sua una pratica concertistica, e magari pure improvvisativa, ormai consolidata, ma è indubbio che stare da soli o in compagnia su un palco sono due cose affatto diverse. E “Free For(m) Rimbaud” è proprio questo: la manifestazione dell’’accidente’ collettivo e il conseguente piacere di suonare assieme; e se per i due musicisti pugliesi si tratta di pane quotidiano, certo che sì, altrettanto non può essere affermato per quanto riguarda i tre manipolatori elettroacustici. Improvvisazione allora, o quanto meno improvvisazione strutturata, e quanto viene perso in ‘eleganza’ è recuperato in feeling, ritmo, libertà, joy de vivre… . Il disco, registrato dal vivo a “Blog On Rimbaud”, è quindi un lavoro molto ‘fisico’, a partire dall’incalzante ritmo iniziale, e ben miscela i quattro elementi elettro-acustico-elettronico-improvvisativo. Il contrabbasso elettrico di Laforgia tiene banco e cuce insieme un patchwork di ritagli dai contorni indefiniti. La tromba di Mariani, pochi tocchi ma giusti, colora il tutto di un’aura davisiana, ma questo s’era già detto… (che sia proprio ‘brodo di cagne’ non ci giurerei, ma il sapore mi sembra quello… ed è un vero peccato che al giorno d’oggi sia molto più difficile stupire il mondo!!!?). Gli altri tre forniscono suoni trovati, risonanze, loop, nastri… e la miscela per ‘una notte sul monte calvo’ è infine pronta a gorgogliare nella caldera della creazione. Stregoni si può anche diventare, oltre che nascere, e “Free For(m) Rimbaud” è un chiaro sintomo di come sia in atto una crescita collettiva, oltre che una crescita individuale. I fiori del male sono nati e stanno crescendo.
about: "free for(m) rimbaud" by Francesco Vitale [Rocklab]:Questo Free for(m) Rimbaud è un flusso sonoro poetico, che partendo dal corpo letterario dell' artista, tenta di dare vita a un' immaginifica rappresentazione musicale, tesa a creare a sua volta una materia nuova. Una concettualizzazione musicale e ambientale al tempo stesso, la creazione di un vero e proprio spazio fisico in cui i suoni diventano versificazione viva. Ma al contempo è un lavoro autoptico, un tentativo di recuperare brandelli dell'esistenza eversiva del poeta Rimbaud, e attraverso la processazione di queste spoglie frammentarie, tentare di animare uno scheletro culturale. Appare evidente che la concettualizzazione dietro questo lavoro è il quid che lo rende unico e imprescindibile, ma anche il livello prettamente musicale mette in rilievo una coerenza di intenti illuminante: si può a buon ragione considerare questo Acustronic Ensemble come il gotha di certa musica italiana, musica che non è prettamente jazz, improvvista, elettronica, processata. Destrutturazioni ritmiche poggiate su registrazioni ambientali, squarci di jazz elegiaco incatenati a rumorismo minimalista. Ad animare il progetto Laforgia e Mariani, agitatori dell'etichetta pugliese AFK, e un trio di musicisti/manipolatori legati alla prolifica scena elettronica italiana: Punck, fhievel e Sigurtà. Ovvero alcune tra le migliori menti della nostra generazione musicale.
about: "free for(m) rimbaud" by Michele Coralli [Altremusiche]:Il confronto con Rimbaud può rivelarsi ostico per tutti, così come ostica può diventare la pratica di rivestire la poesia con la musica. Recentemente si sono confrontati con il poeta maledetto un gruppo come l'Ark Ensemble (vedi il loro Rimbaud), rimanendo legati ad una trasposizione poetica in una forma non distante dalla canzone.Devo confessare che personalmente non ho mai trovato rivelatrici dell'essenza poetica alcuna parodia postuma, e meno che mai credo possa considerarsi corretto delegare questo ruolo a chi, come in questo caso, ha trovato nel francese un punto di aggregazione attorno cui fare il proprio mestiere, ovvero improvvisare in forma libera. Certo, il lavoro dei cinque acustronici (Punck, Luca Sigurtà, Fhievel, più i due AFK Mariani e Laforgia) è effusivo come molte liriche originali, ma come si dice nelle note: "Questa musica non c'entra con Rimbaud, ma entra in lui e ne disgrega l'immagine stantia". Ecco, pur non trovando l'immagine di Rimbaud più stantia di quanto lo possano apparire molti poeti e scrittori attuali, penso che un tipo di approccio come quello dell'Acustronic Ensemble non nasconda, nella sue presa di distanza dal testo, il favore dell'incontro tra i rumori sporchi di nastri e oggetti, le microwaves dei laptop e le scarne note di tromba e contrabbasso.
about: "free for(m) rimbaud" by Massimiliano Busti [Blow Up#92]:Registrato durante una delle quattro giornate di “Blog on Rimbaud”, happening benefico di arti contemporanee tenutosi al castello di Rivara(To) nello scorso Maggio, il live dell’ Acustronic Ensemble è una personale e, come obbiettivamente lo stesso titolo del disco, libera reinterpretazione della poetica del genio francese. In quest’ambito, quello della trasposizione in musica del travaglio creativo intellettuale e fisico del poeta, il quintetto per c.basso, laptop, tromba, oggetti e nastri preregistrati riesce mirabilmente a comunicare una sensazione di dolorosa drammaticità fra i flussi mutevoli di un suono al cui interno convivono in armonia elementi tonali e concretismi.Al di là delle riflessioni teoriche su come possa essere affrontata in musica una trattazione tematica così specifica (citando le parole di Dionisio Capuano nelle note allegate al cd “questa musica non c’entra con Rimbaud, ma entra in lui e ne disgrega l’immagine stantia”), a noi rimane un’improvvisazione elettroacustica di notevole efficacia, lucida ed evocativa.
about: "free for(m) rimbaud" by urbanspaceman Busti [ultrasonica]Registrato dal vivo, in occasione della manifestazione a scopo benefico 'Blog On Rimbaud' in quel di Rivara (TO), Free For(m) Rimbaud è l'opera di questo estemporaneo collettivo 'Acustronic Ensamble', l'unione di cinque musicisti, italiani, riunitisi per reinterpretare e trasformare in suono, le sensazioni date da Rimbaud e dalle sue poesie, ne risulta un ottimo lavoro di improvvisazione, un abbinamento tra elementi melodici e schegge noise, la tromba di Mariani in coppia con il contrabbasso di Laforgia fornisce l'inclinazione jazzistica sulla quale scivolano gli echi dei Laptop di Fhievel, Punck (al suo primo lavoro in ensamble) e dei nastri di Luca Sigurtà.
about: "free for(m) rimbaud" by Marco Villa [Rockit]:Buio, qualche luce sul palco. Entrano in scena cinque musicisti. Una voce suadente pronuncia parole in francese. I cinque musicisti lavorano con calma intorno ai propri strumenti, producendo note sparute (e spaurite), sfregamenti, rumori. La tensione della sala calamitata sui loro gesti. La voce che solo a tratti torna a intersecarsi con una sequela indiscernibile di suoni. Bene. Adesso, a questa scena ipotetica, togliete ogni riferimento sensoriale che non sia uditivo e sottraete la percezione di un ascolto collettivo. Quello che resta è una serie di suggestioni, di suoni ripetuti ed evocativi che si mescolano a rumori. Ma che invocano disperatamente qualcosa da vedere.L’idea è ambiziosa, creare musica ispirati dai versi di Rimbaud, poeta francese e maledetto, ma il risultato è difficilmente sostenibile. Non appena la mono-traccia inizia a suonare, infatti, viene spontaneo crearsi un proprio riferimento visivo, che, tuttavia, dopo qualche minuto inizia a vacillare, reclamando a gran voce qualcosa che sia veramente visibile.Mai come in questo caso, dunque, la colonna video si fa necessità assoluta, perché, in assenza, le suggestioni cui si accennava rischiano di perdersi in una totale incomprensibilità, che anticipa di poco una altrettanto totale insofferenza.
about: "nowhere campfire tapes" by Dionisio
Capuano [Blow Up #91]: E' passato diverso
tempo dagli esordi IDM di Adriano Zanni che, tra glitch riduzionista e
neo-cosmica digitale, sta approfondendo il suo-nostro interesse per la
contaminazione genetica di suono d'ambiente, "naturale", e frinire di
laptop. "Almost Anything" è una stanza che ruota su una
modulazione sinusoidale nel vuoto e dalla quale provengono rumori di
piccola carpenteria. Il ravennate si industria di micro-bollori, flussi
equorei e frammenti di talking tapes su risacche marine in uno sguardo
assiderato alla creazione sonora ("Adriatico Lisergico"). Ad inquietare
è "Almost Anything", una marea riduzionista dove si sentono
ancora voci di natura e residui d'umanità. Ci sembra un
particolare dell'oceano pensante di Solaris colpito da alzheimer che
entropizza lentamente. Drammatico." [ 7 ]
about: "nowhere campfire tapes" by Frans De Waard [Vital Weekly#471]: For me this is the third time I encounter the music of Adriano Zanni, aka Punck (see also Vital Weekly 357 and 423), but this is the first 'real' CD, but his sound-sources still consist of laptop, objects, field recordings, contact microphones and samples. In the eighties he started playing music, going electronic in the nineties and using the internet to distribute his work. I think that with 'Nowhere Campfire Tapes' he has reached his most refined moment. Playing around with his sources quite clearly (the rain in 'Almost Anything' or the water sound in 'Tsunami Notes'), each on its distinct part of the sound spectrum, the four pieces are lengthy, microscopic and detailed precise pictures. Whereas his previous works had industrial music elements, this is all gone here and replaced by a more than excellent work along the lines of Richard Chartier or Roel Meelkop, but with even clearer diversification of the sound sources. A very fine work! (FdW)
about: "nowhere campfire tapes" JS [www.funprox.com]:‘Nowhere campfire tapes’ is a title that immediately struck me with its promise of obscureness. I never heard from the project Punck before, but that might well be because this is their full- length debut. They’ve only released some cdr’s before. Punck is no standard dark-ambient in the vein of Cold Meat Industry artists, and not even close to more regular ambient acts like Vidna Obmana or Steve Roach. It is electronic laptop minimalism with a very mysterious, trance-like feeling, mainly evoked by the razorsharp, high-pitched drones and haunting field recordings. The project is very similar to two acts I reviewed before: Freiband and Birchville Cat Motel. The reason why I was negative about Birchville Cat Motel, is exactly the same reason why I’m very positive about ‘Nowhere Campfire Tapes’: this artist knows how to create atmosphere, knows when to use the field recordings and knows how to use it in a beautiful structured way. The field recordings are complementing the music (not overruling it) resulting in a nice contrast between abstract sounds and concrete echo’s from nature. Interesting is the usage of (Italian) spoken word samples in ‘Adriatico Lisergico’ and ‘ Tsunami Notes’. Again warping the listener from a more abstract dimension in a more concrete one. There are no discrepancies between the tracks. Sounds return and evolve around each other, swelling and slowly disappearing in a perfect fusion. Rhythm and melody are almost absent, but that is no problem whatsoever, since the whole release sounds so maturely developed, so greatly structured. It has no need for concrete song-structures as melody or rhythm. The production is sublime. All sounds are crystal clear. I cannot wipe the smile from my face as I am reviewing this record. I’m already looking forward to listening to this record once more.
about: "nowhere campfire tapes" by Dan Warburton [Paris Transatlantic Magazine]:Entitling one of your pieces "Tsunami Notes" and featuring spoken text (on "Adriatico Lisergico" there's even the sound of waves breaking on the seashore) certainly goes against the grain of electronica's predominantly abstract non-programmatic agenda. In context, the glistening chords and gently collapsing rumble of the opening "Almost Anything" are heard more as doleful requiem than gradually shifting microtonal clusters, and the eerie bleeps behind the Chinese water torture of "Tsunami Notes" take on a whole new meaning. The closing "Almost Nothing" – the reference to Luc Ferrari's "Presque Rien N°.1", which originated on the other side of the Adriatic, couldn't be clearer – is a 26-minute tone poem complete with birds twittering merrily away while some sporadic (re)construction work carries on in the foreground and the occasional light aircraft drones by overhead. Whether it'll sound as good once the images of devastated paradise beaches and bloated rotting corpses has faded from our imagination is a moot point, but the elegance of the production and the precision and beauty of Adriano Zanni's music is undeniable
about: "nowhere campfire tapes" Eugenio Maggi [www.chaindlk.com]:Sound-wise, Adriano Zanni/Punck has departed quite a bit from his initial cdr releases, which were mostly based on sinewaves and digital electronics, but even that is true only to a certain extent. His first printed cd (initially to be released by the defunct S'Agita recordings, and now co-produced with AFE) follows, in a more mature way, the style of the 3" ep "A movie without images", mixing environmental recordings, piercing or droning electronics and, here and there, vocal samples. For his non-bucolic, non-documentary and brutally existentialist approach to field recordings-based music, Punck is very close to his fellows Logoplasm, so there is no surprise in listening to Paolo Ippoliti's frantic cut-up in "Tsunami notes". Zanni shows how the ever-present recordings of dripping or flowing water, the scraping of contact mics, and cold, primitive electronics, can convey the feeling of a diary written during a turbulent period, rather than dissolve in academic vagueness.
about "nowhere campfire tapes" by Marco Carcasi [www.kathodik.it]: Ascolto profondo; poi ancora più profondo. Materia che si dissolve, ricordo sbiadito di arti campestri di altri tempi. Indissolubilmente legato a storie nostrane eppure distante ed alieno come pochi. Punck se avesse parole da usare sarebbero macigni pesanti un secolo e lunghi un chilometro e su questo non ci sono discussioni di sorta. Collasso emotivo che esala miasmatiche fragranze polemiche, quando Paolo Ippoliti (Logoplasm) presta la voce ed incita a sentire il peso delle ore che passano sulla pelle si ha chiara e netta la sensazione di essere al cospetto di una vetta montana d'insospettabile altezza (nonché bellezza). Dentro questi quattro brani (+uno nascosto) accartocciati come fazzoletti usati ci sono molte più sollecitazioni sensoriali di tutto il cric crac propagato nell'etere da ben più blasonate nullità nonché santità. Ed il peccato che si corre è proprio quello di far si che questo prodotto venga lasciato a marcire in quel fottuto limbo che è l'ascolto di settore (Dio che vomito!); lasciato a marcire sotto il sole come è capitato e capita ad altre carni pregiate (Roberto Fega? Logoplasm?). E allora? Allora compratelo, non masterizzatelo; andate a vederlo dal vivo se potete. Scrivetegli pure che tanto mozzicare non mozzica e poi parlate anche la stessa lingua ed è più facile capirsi. Fatto questo fermatevi e contemplate la bellezza di questi paesaggi cupi e deserti ed attendete che gli sgocciolamenti dell'anima che sgorgano da questi strappi del quotidiano vi si insinuino lenti su per la spina dorsale. La serata successiva all'ascolto non vi parrà poi più cosi tanto rassicurante. Una piazza vuota a tarda notte, un'afosa sera d'estate, sopra un buco nero; poco più in là il morso feroce del sole in agguato
about "nowhere campfire tapes" by
Etero Genio [www.sands-zine.com]:
‘We’re
all water from different rivers-That’s why it’s so
easy to meet-We’re all water in this vast, vast ocean-Someday
we’ll evaporate together.’ (Yoko
Ono) La materia prima del nuovo disco del ravennate
Punck sembra essere l’acqua, com'è per la vita,
sia per quanto concerne i suoni che lo compongono sia per quanto
concerne l’umore che lo permea, e pure per una confezione che
dall’acqua cattura candide fantasie invernali. Un altro polo
del CD, accessorio basilare seppure non materia prima, è
rappresentato dalla voce umana che, da sempre, riveste
un’importanza fondamentale nell’economia sonora di
Punck. Anche se gli elementi usati nell’alchimia, acqua voce
e quant’altro, non sono una sua prerogativa, il composto che
ne deriva risulta essere affatto particolare, e ciò che
emerge è quel profondo senso d’angoscia, raro da
trovare in altri musicisti elettro-elettronici italiani, che finisce
per stigmatizzare indelebilmente tutta la sua musica. È
forse un caso se in una vecchia compilation distribuita in rete, dove
ogni brano era associato ad un’immagine, Punck scelse un
dipinto di Edvard Munch come contraltare alla sua traccia sonora? E se Adriatico
lisergico è un titolo che può far
pensare ad un trip psichedelico, la psichedelica di Punck è
la stessa dell’hobo di Tim Buckley e non certo quella dei
‘conigli bianchi’ jeffersoniani. Questo
è “Nowhere Campfire Tapes”, con le sue
atmosfere avvolgenti e sature di malinconia; atmosfere solenni, ma mai
pompose, che vengono sovente disturbate da refoli di rumore e segnate,
in
Tsunami Notes, dalla voce recitante di Paolo Ippoliti. Tsunami
Notes: l’acqua può essere un elemento di
vita, ma anche un elemento di morte, e nessuno può saperlo
meglio di un ravennate, la cui memoria storica è
letteralmente imprigionata fra un mare (anche) atroce e ammorbanti
paludi. Nessuno come Punck può sapere che alle festose
estati, piene di vita, di folla, di sole e di venditori ambulanti,
fanno seguito inverni nebbiosi e ventosi nei quali le spiagge sono
deserte e puoi camminarci per chilometri senza incontrare anima viva.
Nessuno come Punck può sapere che ai ricchi carichi di
spezie e ori si sono sostituiti quelli di immigrati affamati... Lo
tsunami ci coinvolge tutti, lo tsunami è dentro di noi,
cancro che ci rode, acqua che si consuma in un continuo e perenne
processo di evaporazione. Non ci resta che
‘urlare’. Un applauso a Punck che a piccoli passi,
con modestia ma determinazione, sta trovando una collocazione sempre
più definita nel panorama della musica italiana.
Ps: In realtà il CD non dura i 56 minuti segnati dal display
perché, alla fine del 4° brano, ci sono circa dieci
minuti di silenzio che preludono ad una ‘reprise’
sospesa fra danza sciamanica e paranoia dark-industrial. Vi consiglio
di ascoltarla.
about "nowhere campfire tapes" by brendax [www.basebog.it]:Quasi un’ora di suoni suddivisi in 4 tracce per il CD di debutto di Punck, nato da un accordo tra la sua etichetta Ctrl Alt Canc, e la milanese Afe. Nowhere Campfire Tapes parla di sensazioni intime e trae ispirazione (ma anche sostanza, grazie a campioni neanche filtrati) da un mare piuttosto lontano dalla classica iconografia della balneazione. Adriano Zanni, di Ravenna, dipinge con le vibrazioni i colori mutevoli del mare che si oscura, e passa dai grigi pomeridiani ai blu piatti e densi dei bagliori autunnali, come è evidente in ‘Adriatico Lisergico’. In ‘Tsunami Notes’ parte monocorde il parlato di Paolo Ippoliti (Logoplasm) e si arricchisce di decorazioni al modo dei musicisti concreti: aeroplani in lontananza, brevi scrosci di pioggia, rumori di boscaglia in lontananza, cinguettii forse attutiti da nebbie mattutine. Qualcuno ha ritrovato in questo disco la descrizione fatta al modo dei giorni nostri della ben nota, anche se un po’ lontana, Emilia Paranoica. Punck utilizza tutti gli strumenti a disposizione dell’elettromane con l’amore per l’acustica (il nostro vanta trascorsi industrial) e costruisce tracce in continua evoluzione, flussi cangianti che ritraggono le ombre e i toni sottili dei luoghi dove batte poca luce. Una ghost track che parte dopo venti minuti chiude il cerchio (o forse il quadrato) con i tuoni di un temporale che finalmente si consuma e conclude un lavoro speciale, frutto di una vocazione che non ha mentori ne’ modelli di paragone evidenti. Valgano come semplice riferimento le produzioni di Sub Rosa, RasterNoton, Line, Rune Grammofon, per citare le più note e, tra gli italiani che producono con il medesimo sentimento, Bianco-Valente, Z.E.L.L.E. e Andrea Gabriele (MouLips!).
about "nowhere campfire tapes" by Enrico Biagini [www.ondarock.it.it]Terza uscita con lo pseudonimo Punck per Adriano Zanni, artista attivo nella scena elettroacustica italiana fin dalla prima metà degli anni 90. Dopo l'esordio "Mu", uscito nel 2002 su supporto cd-r, segue il 3 pollici "A Movie Without Images" su etichetta Ctrl+Alt+Canc, piccola netlabel fondata dallo stesso Zanni e dedita alla diffusione di suoni sperimentali che, tra le altre cose, annovera nel suo catalogo anche gli Ovo di Bruno Dorella e i Sinistri. "Nowhere Campfire Tapes" è quindi una produzione matura di un artista conscio dei propri mezzi e del proprio retroterra, musicale e non. Il punto di partenza è una dimensione prettamente casalinga e territoriale, intrisa di trame familiari e ricorrenti nell'immaginario dell'artista di Ravenna. Il rapporto tra elemento acqua e ambiente circostante è il filo conduttore che lega i quattro brani del cd. Acqua e vita, l'uomo e il tutto. Il senso e lo spirito del field recording rivivono e vengono anzi amplificati dalla dimensione elettronica. I 12 minuti di "Almost Anything" si aprono con un fruscio al quale si sovrappongono poi concretismi e frequenze, quindi pioggia, linfa vitale in mezzo a tanta fredda tecnologia. Nella seconda traccia, "Adriatico Lisergico", l'elemento acqua domina. Il mare in sottofondo e voci che si perdono in glitch, elementi importantissimi, suoni che richiamano un immaginario "homemade" ricco di semplicità nello sperimentare, ma allo stesso tempo altamente efficace e soprattutto evocativo, ideale punto di connessione tra musica e scenario. Il campfire che ricorre nel titolo, in poche parole, suoni elettronici resi umani, compito non esattamente facile. Pioggia che va e viene, che si alterna alle parole di Paolo Ippoliti in "Tsunami Notes", minacciosa come la tempesta a cui si ispira, senza che per questo si debba ricorrere a esagerazioni. Il senso di catastrofe è dato dalla contrapposizione tra il suono di un rigagnolo d'acqua e un fischio a frequenze sempre più alte, un aereo (?) sullo sfondo, davvero molto bello.Il tutto si chiude con "Almost Nothing" che risulta essere la traccia più "facilmente" riconducibile a parte della musica cui Punck trae ispirazione, la Raster Noton e l'elettro-acustica di inizio Novanta. Un facilmente virgolettato, perché l'esperienza uditiva è sempre abbastanza inusuale. E sono proprio i suoni "fatti in casa" (il rumore di una macchinina radiocomandata, un carrello elevatore?) a spiazzare, a rendere quasi gravoso il compito di ricondurre tutto a forme sonore già sentite. Armato "solamente" di laptop e microfono, Zanni riesce nel non facile compito di miscelare elettronica e umanità senza per questo risultare pretenzioso e scontato. Bel disco davvero, approfittatene.
about "nowhere campfire tapes" by Massimiliano Osini [www.rockit.it]: "Nowhere Campfire Tapes" è il primo CD sulla lunga distanza di Punck, al secolo Adriano Zanni, classe 1964, musicista elettronico con trascorsi rock-industriali che dalla seconda metà degli anni ’90 ha cominciato a inserirsi nel giro della musica elettronica di ricerca. Registrato tra il 2004-2005, il disco è l’ultimo episodio di una lunga serie di partecipazioni a compilation, cd-r autoprodotti, spettacoli dal vivo che lo hanno visto guadagnare una stima incondizionata tra addetti al settore sia in Italia che all’estero in ambito elettronico. Per chi volesse approfondire le sue numerose uscite consiglio di collegarsi al suo sito personale e a quello della sua etichetta ctrlaltcanc. Con questo disco Punck raggiunge un livello di esecuzione decisamente alto, probabilmente quanto di meglio espresso finora dalla sua carriera. L’ambito in cui si muove è quello dei dipinti sonori ambientali, della drone-music e della musica concreta. Come molti suoi colleghi contemporanei (vale la pena di citare tra le sue ispirazioni Ryoji Ikeda, Pan Sonic e Alva Noto), egli elabora la propria musica manipolando fonti sonore di varia origine elaborandoli in seguito attraverso un uso sistematico di software e computer. Le tracce di "Nowhere Campfire Tapes" sono lunghe composizioni in lento svolgimento. "Almost Anything" è un collage di frequenze disturbate. "Adriatico Lisergico" fonde campionamenti di onde marine con reperti di voci distorte e, mutatis mutandis, rappresenta la “Emilia Paranoica” della situazione, diversa per mezzi, ma simile come concetto di una provincia italiana creativamente al passo coi tempi e modi delle capitali internazionale. "Tsunami Notes" propone un recitato di Paolo Ippoliti, molto teatrale, ma nel senso positivo del termine, qualcosa di raro in ambito elettronico e quanto mai azzeccato in questo caso. "Almost Nothing" è il riassunto sommesso di quanto mostrato in precedenza, con un buco di silenzio di dieci minuti che prelude a una ghost-track di sapore industriale. Tra la sempre più folta schiera di (validi) musicisti elettronici italiani è quindi d’obbligo segnalare anche il nome di Punck.
about "nowhere campfire tapes" by Giancarlo Curro' [Rockerilla Magazine #299-300]: Dal sottobosco Adriano Zanni esce allo scoperto con la complicita' della Ctrl Alt Canc e della Afe riflettendo nelle quattro lunghe composizioni di Nowhere Campfire Tapes sulle sterminate possibilita' della sperimentazione sulle macchine, nel trattare e ritrattare le risorse acustiche della natura. Le onde del mare sulla battigia sono la base strutturale di "Adriatico Lisergico" , traccia contemplativa disturbata da un cut-up di campioni vocali che sembrano provenire da un altro pianeta. Il vento, la bufera e' l'elemento di "Tsunami Notes" per supportare la voce narrante di un'altra storia scomoda,faticosa,delirante. Punck stuzzica la curiosita' nei solchi di un disco insolito ed intrigante.
about "nowhere campfire tapes" by Aurelio Cianciotta [www.neural.it]:Finalmente una prova di più largo respiro (dopo diverse partecipazioni in compilation ed autoproduzioni in cd-r) per il ravennate Adriano Zanni, in arte Punck, progetto nato da un accordo tra la sua etichetta Ctrl Alt Canc e la milanese Afe. Sono solo quattro però le lunghe incisioni (comprensive d'una ghost track), definite con cura dall'utilizzo di field recordings e sample minimali, tutte caratterizzate da una forte componente evocativa. Oscure, sfuggenti le atmosfere, a delineare una particolare geografia dei sentimenti, spleen di provincia, dove affiorano tra le pieghe i trascorsi industrial, nutriti d'influenze elettroacustiche e contemporanee. Click'n'cuts e stridere di fondo bene articolati soprattutto nel brano iniziale 'Almost Anything', per poi lasciar spazio a sonorità più ambient, organiche e liquide, nella successiva 'Adriatico Lisergico'. Meno convincente a mio avviso (ed è un peccato, in un album per il resto molto controllato) 'Tsunami Notes', un poco aggrovigliata nella recitazione che riporta a certa 'poesia sonora', senza amalgamare i differenti piani narrativi. Nel complesso però una buona prova che rende merito dell'impegno di questo artista da anni attivo nelle scene più sperimentali.
about "nowhere campfire tapes" by Luca Confusione [www.musicclub.it]:Adriano Zanni è Punck! Punck è su cd dopo una vita medio-lunga (come progetto elettronico) passata fra compilation, release mp3 e cd-r per varie cd-r et-labels (fra l’altro anche Adriano ne gestisce una per la quale ha avuto uscite di tutto rispetto, la ctrlaltcanc Records). Non è detto che questo sia un traguardo (io rimango un estimatore di cd-rmp3), ma è comunque un uscita che ha il suo peso. Quattro lunghe tracce (da sei minuti a venticinque) scandiscono il tempo dell’ascolto. Sine waves e field recordings, crackling, poi nel mezzo del cd il mostrare diventa raccontare. “Adriatico Lisergico” prende e spezzetta una voce che in “Tsunami Notes” diventa narrazione con Paolo Ippoliti (già Logoplasm e voce scritta in http://www.tsunaminotes.org/), poi picchiettare, gocciolare e squilli di forme d’onda incorrotte. La lunga suite finale chiude con un racconto per immagini, per quelli che sanno quali immagini pescare, perché sappiamo crearci anche un immaginario iconografico... insomma qui la narrazione diventa una cosa complessa, multistratificata, recensire un cd, quasi recensire una persona.Bello, non ho mica paura, anzi non vedevo l’ora. Consigliata frequentazione di http://www.punck.net/ e blogs connessi, non si garantiscono sorprese piacevoli, ma comunque sia, sorprese.
about "nowhere campfire tapes" by
G.Verticchio [www.oltreilsuono.com]:Dopo
due mini CD-R realizzati tra il 2002 e il 2004, attraverso i quali
Punck ha iniziato ad esplorare l'universo della sperimentazione
elettronica, giunge ora la prima prova un po' più
"impegnativa" dell'artista di Ravenna, nella forma di un primo CD di
lunga durata, (56:21, inclusi dieci minuti di silenzio assoluto
presenti nella quarta traccia...), interamente autoprodotto con la
collaborazione della Afe Records. In questo nuovo lavoro Punck sembra
riprendere il proprio discorso esattamente lì dove
si era interrotto con "A Movie Without Images", proponendo nuovamente
una "formula" musicale sostanzialmente invariata, basata su
situazioni sonore d'impronta piuttosto minimale e
para-statica con alternanza di diversi scenari che si
compongono ed emergono lentamente in modo equilibrato e
discreto, descrivono atmosfere attraverso suoni ben scelti e
registrati, facendo leva anche su un buon lavoro di assemblaggio e
missaggio delle parti, e tornano quindi a sprofondare nel buio, per
cedere il passo al nuovo "capitolo" del libro, o se vogliamo alla
successiva scena del film... Le sonorità, soprattutto quelle
d'impronta spiccatamente elettronica, sono spesso piuttosto fredde,
taglienti, quasi glaciali (molto in linea con le splendide foto scelte
per le grafiche del CD), ma l'efficace mix di tali suoni con substrati
sonori più profondi e dettagliate, "vive" e "calde"
registrazioni ambientali riescono a restituire alla musica il
necessario equilibrio, senza sbilanciare troppo (cosa purtroppo
piuttosto frequente in altri CD che mirano a descrivere gelide
atmosfere...) verso le frequenze alte e medio-alte il "centro" delle
masse sonore proposte da Punck. Qualcosa che forse ci saremmo aspettati
in più, da questa primo CD di lunga durata, è
forse un "guizzo" di maggiore fantasia e creatività,
giacchè, pur ben costruita, la musica contenuta in "Nowhere
Campfire Tapes" sembra spesso suggerire possibili e più
intriganti evoluzioni, per poi invece ripiegarsi più
"modestamente" su sè stessa, senza trovare uno "sbocco" un
po' più deciso, una forma un po' più
caratterizzante e, se vogliamo, un po' più "coraggiosa". Le
mie preferenze vanno comunque per i brani "Almost Anything" e
"Almost Nothing", mentre ho trovato particolarmente estraneo al
contesto globale del CD l'inserto in "Tsunami Notes" di una voce
maschile ben intellegibile ma poco espressiva che recita un testo in
lingua italiana, scarsamente efficace dal punto di vista prettamente
"musicale", nonchè (pur non volendomi improvvisare recensore
d'arte poetica...) piuttosto inconsistente nei contenuti e nella forma
about: "a movie without images" by
TD [www.funprox.com]
:I’ve always liked the 3” CD
format a lot, they look nice, they ask for custom packaging, and the
music is not too long. On this simple but nicely
packed CDR by Punck, is one 20 minute piece of concrete ambient
recordings and minimal composition. The recordings are very delicate
and immediately remind of the works of Toy Bizarre, Steve Roden or
Small Cruel Party. Soft, crackling soundscapes with a smooth atmosphere
are sporadically interluded by spoken word and small screeches,
crackles and pops.It forms some sort of
‘soundtrack’ to an imaginary movie, a movie without
images, a movie for the ear. This is very well done, and because its
length is only 20 minutes it does not become boring at all. An
excellent and exciting release with a very special atmosphere
.
about: "a movie without images" by Gino Dal Soler [blow up magazine # 74-75] : Con "a movie without images" ,punck l'alias per il ravennate Adriano Zanni inaugura la prima uscita discografica per la propria etichetta CtrlAltCanc ,c'e anche il suo sito omonimo se volete capirci di piu' dateci un'occhiata. Un disco sulla lunga durata nel mentre e' in preparazione per l'autunno e sara' coprodotto dalla S'Aagita recordings e dalla Afe records. Ma ora abbiamo per le mani questi 20 minuti di field recordings ,drones, manipolazioni elettroacustiche con spiccato senso cinematico.Non sfigurerebbe davvero nella serie Metankine. Piccolo Cinema per l'orecchio. (7)
about: "a movie without images" by Vittore Baroni [Rumore Magazine # 150-151] : punck e' la sigla utilizzata dal ravennate Adriano Zanni, con esperienze para dance e alcune autoproduzioni alle spalle.Questi inaugura con un cd 3" le uscite "fisiche della sua etichetta CtrlAltCanc, fino ad ora incentrate sulla diffusione in rete di mp3.Come spiega il titolo un"film senza immagini" in cui glitch e microrumorismi, ma anche solide campiture elettroniche, si combinano a dialoghi di vecchie pellicole in un conciso ma promettente squarcio di sapore fantascientifico.
about: "a movie without images" by Dimitry Vasyliev [http://iem.nigilist.ru/]: Punck is Adriano Zanni, known as "Spectrum" webzine editor, who started his own label and produced the first release - really beautiful thing! Combining hi-tec attitude and asocial meaning in his unique way, Punck creates short film score, the venture full of subliminal thoughts and casual effects. Someone consider it just like a debris and refuse it, but when you'll listen these minor parts and weird manipulations, it will open the door to the surreal world of possibilities, where the silence is more important than voices. So if you will be not disappointed from a start, a dreamy world will take you away, with a minimal but strange collages of numb and calm sounds, produced by something like tonal breathing. There is no pathos, no darkness overdose, no emotional collaps. Just maybe the solitude... It's a bit similar to early The Hafler Trio or T.A.G.C. works. But our circular journey comes to end which is the same point we started. During these 20 minutes, we have heard only two sentences, the first is interrogative one, the second is affirmative mumbling. The speechlessness which makes a flavour... the true cinema starts only after the final credits disappears from the screen.
about: "a movie without images" by enrico maggi [www.chaindlk.org]: Adriano Zanni/Punck's "Mu" cdr (2002) has been one of the most impressive works to come out of the Italian electronic underground over the last few years, mixing menacing digital cuts and a sense of urgency and ongoing catastrophe which I could only label as "political", in the best sense of the word. Something like Ikeda or Pan Sonic during Italian "lead years" or an anti-war demo. While eagerly waiting for his new full-length, due out soon on AFE/S'Agita, we can now enjoy this experimental ep, properly titled "A movie without images" - indeed, it's a sort of cinematic trip, less monolithic and sombre than his previous release or gut-wrenching live sets. Recorded using "laptop, objects, field recordings, contact mics, samples", the 3" cdr opens with a metallic scraping, reminding me of Loren Chasse, Steve Roden or fellow performers Logoplasm - then mysteryous vocal samples (from films, I suppose) are added, before a pulsing, industrial-ambient tinged drone rises, ominously closing the piece with dripping water and - in a circular way - the initial sequence of scrapings and vocals. Well-constructed and conveying a sense of anxiety which must be some kind of trademark of Punck's - only a bit more latent or esoteric, this time.
about: "a movie without images" by marco
carcasi [www.kathodik.it]: Torna a farsi sentire Adriano
Zanni in arte Punck con un dischetto breve breve quanto affascinante,
formula volendo anche antica quella espressa da queste parti eppure
carica di suggestioni e forza comunicativa invero notevole che ben
fanno sperare per l'imminente uscita sulla lunga distanza programmata
fra breve.Le caratteristiche tipiche del suono di Punck ci sono sempre
tutte, largo quindi a field recordings spettrali e samples di voci men
che mai al di sotto dell'inquietante e poi il solito superbo e gelido
lavoro di cesello al laptop; ma sembra chiara la volontà
dell'autore di allargare il suo spettro sonoro verso lidi dove una
flebile luce (speranza?) ad intermittenza ogni tanto rischiara
l'ambiente. Le eruzioni elettrostatiche e gli echi glaciali sembrano
aprirsi in parte a soluzioni melodiche prossime a certa dark-ambient
meno scontata; Lustmord perso fra le brumose albe del ravennate o lo
spettro comatoso di Adi Newton a passeggio placido fra i
boschi? Chiacchiere sterili però, Punck in venti
minuti mette in riga in maniera omogenea ed assolutamente matura
un'operina che potrebbe rivelarsi punto e snodo imprescindibile nella
sua sterminata produzione sotto ogni tipo di supporto. Vien voglia di
assegnargli quasi la fascia di novello Seth Nehil dei nostri pizzi se
non fosse che il signor Punck tratta la materia con uno stile critico
ed incline alla riflessione sociale (come le voci saettanti che fanno
capolino ci confermano) che il più famoso musicista
americano si sogna. Lavoro che si cimenta nelle zone impervie a cavallo
con il sogno, pochi prati però e molte zone industriali
vuote ed abbandonate; verso il sesto minuto una figura umanoide sembra
comparire all'orizzonte ma dura poco. Un miraggio rassicurante creato
dalla nostra anima impaurita? Vale quello precedentemente detto per
Roberto Fega; un sogno sognato da un sogno.
Ma occhio alle spine...
about: "a movie without images" by sergio eletto [www.sands-zine.com]: Ecco arrivare, dopo un po' di tempo trascorso in sordina, un 'piccolo' lavoro del musicista elettro-elettronico Adriano Zanni, meglio conosciuto come Punck, forgiato nella migliore tradizione del 'Do It Your Self'.La sua assenza dalle scene è da attribuirsi, esclusivamente, alla produzione discografica (voglio, a chi non l'avesse già fatto, consigliare di prendere contatto con “Mu”, uno degli ultimi dischi che ben metteva a nudo le spigolose geometrie sonore di Punck), invariata è rimasta, invece, l'attività concertistica e la militanza all'interno del collettivo IXEM. In merito alla produzione del tre pollici, fatta circolare in giro per la rete, basterebbero le parole corredate dallo stesso autore a porre fine alla recensione. Tali note, che narrano di “un misto di field recordings, droni, suoni concreti e campioni cinematografici... un lisergico film senza immagini, lungo 20 minuti...”, fanno venire a conoscenza dell'imput a cimentarsi, come fatto di recente anche dai colleghi capitolini Arg e Roberto Fega, con una struttura che insegua un concept cinematografico. Un film 'utopico' dove ogni singolo fotogramma viene elaborato dal singolo fruitore che vi si addentra... é questo l'arduo compito che il conduttore si prefigge di portare a compimento. La musica, d'altro canto, ama sostare in lidi sospesi, simmetricamente, tra un ambient di matrice isolazionista (ripensare al Bernhard Günter di “Brown, Blue, Brown on Blue (For Mark Rothko)” o del seducente “Buddha with the Sun Face / Buddha with the Moon Face” contribuisce ad avvalorare la tesi) ed un'altra propensa al mixage con scenari derivativi dell'industrial (penso, particolarmente, agli ultimi esperimenti solisti di Andrew McKenzie / The Hafler Trio). L’unica pignoleria, se vogliamo essere proprio fiscali, è da rivolgersi al campionamento vocale maschile, che fa la sua comparsa dopo pochi minuti dall’inizio. L'eccessiva massa corporea emessa, alle volte, dà la sensazione di trovarsi fuori posto, rispetto all'intero svolgimento, emotivo e musicale, in cui si articola la suite. Niente da dire, al contrario, su quella femminile, soffusa e sussurrata, che contribuisce a riscaldare, ulteriormente, la gradevolezza dell'ascolto nel suo insieme. Un sincero apprezzamento, come sempre, va all'operazione nel suo complesso (confezione, mood...) che ricorda, briosamente, la gloriosa serie a tre pollici della francese Metamkine.
about: "a movie without images" by g.verticchio [www.oltreilsuono.com]: A circa un anno e mezzo di distanza dall'uscita di "MU", Adriano Zanni ci propone un nuovo lavoro che sia per la durata (anche questa volta si tratta di un Mini CD-R di venti minuti...) sia per alcuni elementi di carattere prettamente musicale, mostra sicuramente diversi punti di contatto con il precedente CD-R d'esordio siglato Punck. Riscontriamo infatti ancora una spiccata prevalenza di atmosfere tese e claustrofobiche, cariche di una certa drammaticità, espressa attraverso una miscela di pochi suoni, piuttosto discreti, in parte di origine elettronica, in parte frutto di campionamenti e registrazioni microfoniche. In un contesto generale di fondamentale semplicità ed essenzialità, e nonostante le analogie con il lavoro precedente, c'è da sottolineare come "A Movie Without Images", costituito stavolta di un'unica lunga traccia, appaia in realtà un passo avanti rispetto al precedente "MU", risultando sicuramente meno frammentario, più fluido e "organico", sicuramente più maturo... Più accurata che nel passato la scelta dei suoni, maggiormente ricercati e misurati, migliore la costruzione dei vari passaggi, l'equilibrio in senso generale, per un CD-R che, seppure di breve durata e d'impronta piuttosto minimale, non manca di un suo fascino e di una certa personalità... In attesa di un altro lavoro, già annunciato dall'autore, che ci auguriamo possa finalmente concretizzarsi nella forma di un CD-R di durata normale, e quindi anche in una prova sicuramente più impegnativa e rivelatrice, il giudizio d'insieme su questo "film senza immagini", che definirei piuttosto una sorta di "cortometraggio sonoro", non può che essere positivo... Attendiamo però con grande curiosità e interesse la prossima uscita, dalla quale ci auguriamo possano emergere in modo più deciso il "carattere" e le effettive capacità artistiche e tecniche di Punck: quaranta minuti di musica pubblicata in un anno e mezzo di attività, suddivisi in due CD-R, sono ancora pochi per poter esprimere con assoluta convinzione un giudizio definitivo...
about: "a movie without images" by fraans de ward [vital weekly #423]:Quite a while I reviewed the first CDR by Adriano Zanni, aka Punck (see Vital Weekly 357). Now he returns with another short CDR. Adriano uses laptop, objects, field recordings, contact microphones and samples. The work starts out with the rumble of contactmicrophones on surfaces and a whispering voice. This goes on for a while, and in a subtle way sounds are added. Indeed filmic music and easily fitting the tradition of Metamkine's Cinema Pour L'Oreille releases. However half way through the piece, synthesized sounds are added and the piece changes into a more ambient industrial piece which for me was a bit of a let down. The tension is gone and is now a mere good but standard ambient industrial piece. Bleak images of industrial sites at night is what is now on the film - if indeed it was film. A pity that the good start didn't make it to the finish. (FdW)
about "MU" by fraans de waard [vital weekly #357]:Punck is one Adriano Zanni from Ravenna, who also produces a webzine (Spectrum) and runs a MP3 label. From all of these releases, he might the most computerized person among the lot. Using synthesized sound and processing via software, he creates rhythmical, yet not danceable music. Short loops are created from say the sound of a xerox machine, but in general the digital area prevails and in a much more cut up style (this to avoid the rhythmical character I assume). The short CD (twenty minutes) is depsite it's brevity owever is quite nice. Those who buy it from S'Agita get a free CDR with remixes of this release by Paolo Ippoliti. He opens in a true Lopezian style of silence and after a minute of six he starts slowly building up the piece by using samples of the original, which grow and grow layer-wise over the course of the piece. Quite an intense mix.
about "MU" by Ilaria rimondi [rockit.it]:Questo cd è praticamente perfetto. E’ una registrazione senza pecche, concisa, senza lungaggini, senza un suono di troppo. Le tracce sono state create con “un laptop(un pc portatile), mille softwares, un lettore minidisc e un mixerino” come l’autore stesso mi ha comunicato. E’ elettronica pura, nel senso che costruisce trame sonore non ballabili, senza un ritmo facilmente percepibile ad un primo ascolto, ma individuabile con la concentrazione e con la fantasia, come può esserlo quello prodotto dalla ripetizione ritmata e continuata del rewind di una cassetta nel vano dello stereo. Pochi i segni di “realtà”, ma un insieme di rumori e risonanze assemblati con cura e ricercatezza. E cinque titoli espressi per lo più in numeri. Questo è Punck appellativo dietro il quale vive Adriano Zanni. Ma non ho incontrato vita umana in questo demo, non ne ho incontrato la manchevolezza, la melodia e lo sfogo. Tutto sembra non-umano e su tutto risulta sintetica e priva di vita la voce dell’essere che annuncia telefonicamente l’uccisione di Aldo Moro nel documento sonoro che fa da sfondo alla traccia “090578”. L’alienazione di una testimonianza del genere, sebbene eccessivamente angosciante, rientra con incredibile coerenza in questo insieme di suoni inumani.La cosa più difficile da descrivere riguardo “MU” è il contrasto che nasce tra la forte sensazione di freddezza, di mancanza di carne ed ossa e la consapevolezza fin dal primo ascolto che questo cd non è un semplice prodotto musicale, ma una registrazione di stati d’animo che non vogliono trovare le parole, i cantati per esprimersi. E’ come entrare materialmente dentro un pensiero che cambia nel corso degli istanti, che crea paesaggi e situazioni mentali personalissime e di proprietà inalienabile dell’autore. Mi risulta quindi complesso recensire in maniera obiettiva quella che considero una piccola parte del mondo psicologico del compositore, sarebbe più agevole se le cinque tracce fossero abbinate ad immagini, colori, quadri che potrebbero completare le atmosfere e le suggestioni facendole diventare più chiare e fruibili. In questo modo forse non sentirei la mancanza del “difetto”, quello che ha fatto piangere un Blade Runner rendendolo grandioso e indimenticabile.
about "MU" by ennio ciotta [i-dbox]:Punck è Adriano Zanni,sperimentatore ed agitatore tra i più attivi della penisola; Mu (termine che in giapponese significa nulla assoluto) è un mini cd contenente cinque suite elettroniche essenzialmente disegnate utilizzando feedback,plasmando sinfonie partendo dal rumore,strutturando armonie nel pieno della destrutturazione,il tutto con una buona dose di freschezza ed originalità. Da sottolineare “Mu4:090578”,attualissima conservazione di memoria storica. Sottolineo che è davvero un piacere ascoltare prodotti come questo,ormai vicini al confronto a livello internazionale. Distribuisce il tutto l’ottima S’Agita Recordings.
about "MU" by [succo acido]:Peccato per l'assoluta sciatteria grafica di questo demo, perché il contenuto è notevole. E' il classico cd che i giapponesi avrebbero messo in una strana custodia di pelouche oppure dentro una scatola di metallo da mezzo chilo con dei graffiti incisi con il cacciavite. E' francamente difficile non fare cazzate ed emozionare la gente con delle frequenze sporcate da rumore di vinile e sintetizzatori sospesi. Punck riesce con questi pochi mezzi a farmi provare delle emozioni, mi spinge a chiudere gli occhi, a tirare fuori le mie paure, seppur solo per una ventina di minuti. Bravo Adriano Zanni.
about "MU" by sergio eletto [kathodik] :Un sibilo, misto ad eruzioni elettrostatiche che sgorga in un estensione algebrica ambientale in Subleve101 decreta l’inizio dell’ultimo manufatto di Punck “Mu” -termine giapponese che significa nulla assoluto-, uscito per la cesellatrice sonica ‘S’agita recordings’. Si delinea l’interesse di Zanni non solo come fautore di siffatti elettronici, ma come fotografo della realtà (come nel caso dei campionamenti esterni modulati a ritmo matematico in 7min24sec) e del proprio entourage verso la ricerca di soluzioni scarne e metalliche (anche quando lo sciame che pulsa sotto può sembrare apparentemente statico). Echi glaciali ed ostici, crepuscolari trattamenti, criptati nei punti più reconditi dell’atmosfera sovrastante si rilevano in Subleve102. I frammenti di suono concreto in 090578 (titoli che ricordano Cage) rendono anche la testimonianza storica della telefonata effettuata dalle Brigate Rosse sull’annunciata morte dell’onorevole Moro, su sfondo di infrastrutture uditive schematiche. Il motivo per cui Zanni abbia deciso d’inserire questo pezzo di storia del nostro paese, non si capisce se sia da limitarsi a semplice testimonianza storica, oppure sia un messaggio personale dell’autore. La risposta la lasciamo al singolo individuo/ascoltatore. Apparentemente freddo e scostante "Mu" fa immaginare riferimenti che vadano oltre artisti dediti alle arti applicate digitali, ma spinge i nostri pensieri verso i patterns cromatici di Morton Feldman.
about "MU" by boban ristevski [microsound list ]: This is a self produced/released cd by Punck, distributed by s'agita recordings. The music is parted in 5 tracks that sound different, but have a similar feeling. It starts with some kind of neo-sinewave-ambient. The second track has something that sounds like odd and cut real-sound effects, repeated in a good and amusing way during the track... Then some ambients appear, made of very clear, intense, sharp and harmless stretched sounds, with additional continuously present alien sound effects. in one track even a phone conversation in italian appears... Having in mind that pop interpretations of experimental music can be a bit boring and repetitive sometimes, it's great to hear experimental music like this Punck release, without pop signs.
about "MU + "http//www.punck.net/appunti.html" by etero genio [blow up #56]: Punck (Adriano Zanni) è uno dei più intelligenti e personali architetti sonori del panorama elettronico italiano. Abilissimo nel dosare e abbinare i colori, che restano sempre nitidi e mai affastellati, cosiccome nel dare alla sua musica un notevole senso del ritmo anche quando questo non è manifesto (come in 7 Min 24 Sec). La sua è una musica che sembra a volte rispondere a geometrie call & response. I pezzi forti del mini CD-R sono il brano già citato (il cui titolo sembra omaggiare, non so quanto volontariamente, Cage) e 090578 dove viene musicata - con suoni forieri di guerra - la drammatica telefonata che annunciava l’uccisione di Aldo Moro. Ed è proprio l’oppressivo clima pre-conflitto che stiamo respirando in questi mesi ad aver spinto Punck a registrare i tre brani reperibili solo in rete. In essi vengono musicati con suoni elettronici e field recordings alcuni versi di Brecht e Georgacas recitati dalla voce di Tino Buazzelli. Scarni ed essenziali come il messaggio che intendono trasmettere (7/8).
about "forge ep" by luca confusione [kathodik.it]: Uscita di hallowen per Punck su 8Bit Records (mi piace molto questo nome). Elettronica italiana ma con ben poco di mediterraneo. La festa delle streghe si fa sentire, fa freddo... temperature da superconduttori... e da in-umani (freccia nera chi se lo ricorda? elettricità dalla testa). Medie ed alte frequenze in buzzing, squeaking. Noise digitali che evolvono e vengono manipolati. Tone rings in loop. Voci dall'altro mondo (e potevano mancare), ma bisbigliate. Tre tracce di ottima minimal evolving electronic music, dove timbri interferenziali abbozzano ritmiche per insetti con gli occhi consumati di fronte a un monitor. Frequentate Punck e 8BitRecords, avrete di che festeggiare
about "MU" by paolo ippoliti [logoplasm/s'agita recordings]:it took me more than twenty days to be able to write something about this disc, mostly because it blows me away, every single time i listen to it. i tried describing it, writing about my feelings, tried taxonomy, vivisection, hallucination. and still no way to write something that could even vaguely describe it. then in the morning i woke up, and listened to it again , over coffee. being now familiar with it, i let it run through my brain, from the piercing drone in the beginning, contrapuncted by slow and thick electricity pulses, passing through the simple soaring melody hidden in the short, threading envelopes of concrete snippets in the second track, to the chilling song where italian history, in the form of terrorists calling crying people to announce a killing, gets framed over what seems a processed unengaged phone line. still this works destroys me and leave me empty for words. i might write something like this disc deserving to be out on, say, 12k, but no, this is self-released, and a pride for everyone self-releasing, it would be senseless. so i'll stop writing, here and now. get this disc, do nothing else than getting this disc. then you'll understand.
about "MU" by giuseppe verticchio [oltre il suono]:Dopo aver esplorato in passato altri generi musicali, sempre comunque in un ambito elettronico inteso in senso lato, Adriano Zanni mette a punto, e ci propone, il CD-R "MU", un breve lavoro suddiviso in 5 brani, per una durata totale di 20 minuti. Le sonorità sono prevalentemente elettroniche, pur essendo presenti in diverse parti frammenti di rumori concreti, registrazioni di vita reale, nonchè un drammatico documento sonoro (in "090578") relativo alla telefonata con la quale nel lontano 1978 veniva comunicata l'avvenuta uccisione di Aldo Moro unitamente alle indicazioni necessarie al ritrovamento del corpo. Con questo lavoro Punck dimostra di essere in grado di ricreare suggestive atmosfere sospese, miscelando e alternando elementi e situazioni sonore che sembrano descrivere ambientazioni futuribili e claustrofobiche, a tratti alienanti e quasi opprimenti, ma intendendo dare a questi termini che ho utilizzato un significato assolutamente positivo. Improvvisi cambi di sonorità, e quindi di "ambientazione", restituiscono un andamento quasi "cinematografico" alle progressioni musicali di Punck, disegnando scenari sempre diversi ma legati da un'impronta fortemente drammatica, da una sensazione continua di inquieta tensione. Un buon CD-R che dimostra ancora una volta come sia possibile realizzare un'efficace musica elettronica sfruttando un approccio "discreto", senza ricorrere a tutti quegli elementi quali linee di basso, sequenze melodiche, soluzioni ritmiche, loops di sequencer, ed effetti troppo "speciali", che spesso finiscono per "appiattire", anonimizzare, e quindi banalizzare gran parte della musica prodotta con l'uso di strumenti elettronici e computers.
about cdr01 by purusha [ogredung]:cdr01-01 ci introduce con reverse beats e francesismi quasi lush in un mondo fatto di linee e leggi fisiche puntuali e schematizzanti, distruggendo tuttavia ogni teoria musicale ma mantenendo la matrice matematica e puramente analitico/sintetica del suono. il pezzo seguente si è aggiudicato una vasta audience in seguito alla release sulla ben nota netlabel commie, è molto bello il sound globale ma si avverte chiaramente la sorgente. non vorrei andare errato ma quel genere di suoni si producono con sw tipo coagula e simili giusto? nulla di male in questo ma sin troppo riconoscibile, ottimo l'uso che punck fa di queste sonorità, addirittura migliore dell'afx più steganografo di window licker. la remix del belga formatt è bellissima, ottimo il sound e tutto il resto. ooo la remix di punck lift2 è graaande, la voce sintetica alla decimal music è grandiosa e quando il pezzo inizia sono caduto dalla sedia. sinceramente questo genere di ritmiche nella microwave non le avevo mai sentite eppure sembrano calzare benissimo. a 2min circa troppo godibile l'aria, games&toys riverberato funziona e il noise di fondo si spalma benissimo su tutta la traccia. cdr01-03 presenta una bellissima ritmica, difetti di equalizzazione zero in tutto l'album, le vocine ci circondano e ci fanno stringere la mano col rapido synth trasversale che ci accompagna per l'intero pezzo, in un mondo minimale ma non troppo. la bella sawako al lavoro di nuovo su cdr01-02, lo stile nipponico si riconosce benissimo per la sua carezzevolezza; un loop che non mi stancherei mai di ascoltare, i suoni in reverse lo-fi ci conducono direttamente al nocciuolo dove macchinari lavorano e ogni tanto schizza qualche rotellina. veramente bello. un'orchestra di pentolame e bottiglie che stupisce e vive. ma punck continua nell'opera di destrutturizzazione sonora con il suo cucito di waves in un mood più 'psych' e dal suono più uk (duodecimo, lambent). white noise 'pulitissimi', miele per le mie orecchie; gran bel lavoro con cdr01-04, bestiale il trattamento delle voci, la signora orca canta una ninnananna per il piccolo orchetto che intanto litiga con i bambini di makunouchi bento in un ideale seguito incazzato di milipong. si respira un pò di die form (transgressions) ma l'intento è qui palesemente diverso. voglio conoscere questa nyva. ottimo anche l'harsh punck di fine album, dissonante e uhf con stile proprio, lo schermo mi sfarfalla con questi suoni e questo è bene. avrei giocato un pò di più sull'intermittenza di onde ad alta/bassa frequenza, anzi potrei tradurre questa affermazione con 'hm qui ci starebbe una bella remix'. a 3:03 entrano i suoni alla muira puama, very very intrigante e ben digeribile. il cd intero è da paura. non ci sono pecche nel mastering e non annoia. il sound è ben riconoscibile e ciò definisce chiaramente punck; un progetto che va portato avanti assolutamente.
about cdr01 by romano rigamonti [musicboom]: L'anima del sound di un laptop è la virtualizzazione dello spirito creativo umano che ne manipola le funzioni informatiche ed è anche il contenuto del primo frutto sonico del progetto Punck, Cdr01. Il poliedrico Adriano Zanni, originario di Ravenna, è la realtà umana dietro il progetto Punck, una forma solida che è già fautrice di un altro progetto musicale, quello di Loop Collective, che nel mondo virtuale della rete ha da diverso tempo avuto modo di farsi apprezzare appieno. Proprio il media informatico della rete globale sembra essere il miglior veicolo per il sound di Punck, poiché, nascendo in una realtà assolutamente virtuale, si trova in perfetta sintonia con essa.Punck si avvale della collaborazione d'altri artisti nella stesura dei brani di questo Cdr01, come il giapponese Sawako, il belga Formatt, e Nyva, anch'esso originario della nostra penisola, tuttavia come tutto il sound di questo album è esprimibile in una sequenza di byte, anche le collaborazioni vivono di questa sostanza virtuale, essendo maturate attraverso il media della posta elettronica. Punck, come anche Loop Collective, sono esempi eclatanti di vita artistica multimediatica ed assolutamente virtuale, legata ai flussi d'informazione che incessantemente percorrono la rete mondiale dei computer.Musicalmente i nove brani di Cdr01 risentono molto di questa totale dispersione artistica sul globo elettronico e ne riflettono le molteplici facce, sia ritmiche, sia strutturali, scivolando in modo fluido e senza scossoni dalla techno ambient dalle sonorità ipnotiche del pezzo Cdr01-02, al breakbeat di lift2 punck rmx e Cdr01-03, fino a momenti di puro rumorismo atemporale del brano Cdr01-02 sawako rmx e Cdr01-05.La mente umana di Adriano Zanni apre un nuovo canale di comunicazione verso il mondo virtuale della rete musicale e lo fa nel modo migliore con questo suo progetto Punck, che attendiamo presto a nuove imprese...virtuali.
about cdr01 by alberto [sinewaves]:Cdr01è il lavoro primo del progetto punck di adriano zanni. Nove tracce, due remix di punck per formatt e sawako e due remix di quest'ultimi per il nostro. Il cd viene idelamente attraversato da un fanstasma sonoro (l'anima, l'essenza del progetto) che si manifesta pienamente nell'ultima traccia "cdr01-05". Un fanstasma che ricorda le intuizioni decostruttive/decostruenti di microstoria e di oval e che lascia la sua impronta su diverse tracce di diversa caratterizzazione stilistica. Il progetto si apre con una riuscitissima ouverture, "cdr01-01", in cui la presenza di una voce narrante accompagnata da una base ritmica suonata all'inverso, riprende il tedesco ester brinkmann. Una traccia di micro-hip-hop, "cdr01-05" e una traccia di micro-ebm, "cdr01-08" svelano definitvamente il personale approccio dell'autore che ama mischiare ed immischiarsi in generi diversi. La presenza dei remix di e per formatt e sawako movimentano l'equilibrio, tutt'altro che statico, del lavoro.
about cdr01 by francesco imperato [rockit.it] : Punck è il progetto solista del ravennate Adriano Zanni, già deus ex machina di Loop Collective e curatore della webzine Spectrum ( http://dive.to/spectrum) dedicata alla divulgazione dei