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le vecchie recensioni:
 

aal: " dear dead days"
cdr (s'agita recordings 006) -2002

di Adriano Zanni

Capitolo numero 6 del catalogo s'agita recordings a firma aal ,pseudo dietro il quale si nasconde il toscano Davide Valecchi (gia' per altro colui che inauguro'  il catalogo della label romana), e che porta il titolo di "Dear Dead Days". Si tratta di un lavoro dalla media durata (23 min) suddiviso in 7 traccie . Se per quel primo capitolo ("13" s'agita001) il nostro si muoveva in ambito di registrazioni ambientali e field recordings, qui aal opta per soluzioni piu' marcatamente elettroniche . Il suo approccio  nei confronti della materia digitale appare pero' decisamente anomalo rispetto ad i dettami attualmente in voga. E' si' vero infatti che si odono glitches ,codici impazziti e sequenze ripetute, ma utilizzati funzionalmente e non invasivamente rispetto a quanto davide  cerca di comunicarci,appaiono cioe' come un completamento della composizione e non parte portante della stessa. Pare quasi che aal sia restio a rendere publico il suo stato d'animo e raggiunga cosi' una sorta di compromesso interiore regalandoci questi 7 liquidi frammenti della sua vita quotidiana. Musica strumentale,rarefatta e rallentata  fino quasi al limite in alcuni episodi,piu cupa ed  ossessiva in altri. Tutta pero' di notevole impatto e grande fascino. Ambient oramai significa tutto e il contrario di tutto, e' un territorio sempre piu' labile i cui confini si sono espansi a dismisura ed incontrollabilmente, aal pero' pare trovarsi a proprio agio in queste  immense e siderali atmosfere spazio temporali e ci invita a compiere un breve viaggio in  compagnia sua  e dei suoi "cari giorni morti".
Altamente consigliato.
contatti:
http://spazioweb.inwind.it/aal
s'agita recordings



Dronæment "Yr"
Nimh "Frozen"
Peter Percept "Pilgrimini"
2002 CDs Afe Records

di Etero Genio (no ©)

Questa rece vuol essere innanzi tutto un riconoscimento all’ottimo lavoro fatto, attraverso la sua etichetta Afe Records, da Andrea Marutti. Musicista egli stesso, suoi i progetti Amon, Never Known, Wolkspurz & Ramirez, Spiral e Lips Vago, da qualche tempo gestisce quest'etichetta specializzata in CD-R che vanta già un catalogo di tutto rispetto; è obbligatorio parlarne e, dato che il catalogo della Afe è composto in buona parte da nomi stranieri, questo spiega la contingente apertura di questo spazio anche ad artisti che risiedono al di là dei patri confini. Inizio con le critiche, in pratica una sola, da individuare in un'abbondante produzione che alla distanza penalizza i più validi fra i singoli CD, una maggiore selezione non sarebbe nociva né da un punto di vista dell'immagine né per quanto riguarda la media del livello qualitativo. I pregi sono invece molti, a iniziare dalle confezioni che spaccano il culo a numerose produzioni maggiori. Spesso i CD sono racchiusi in digipack corredati da splendide immagini, ma non mancano eccezioni di ulteriore raffinatezza come il CD di Dronæment, per esempio, che è involtato con una speciale carta giapponese legata con un pezzo di rafia. Per coloro che, giustamente, non si accontentano di una bella confezione c'è la musica che di solito raggiunge buoni livelli qualitativi e, a volte, addirittura ottimi. "Yr" di Dronæment rappresenta proprio uno dei casi di eccellenza. L'autore è Marcus Obst, un tedesco che fa anche parte del duo Das Rhythmische Ornament e gestisce la piccola etichetta Nauze [Muzick]. "Yr" è proprio il frutto di una collaborazione produttiva fra la Afe e la Nauze, cooperazione che si allarga addirittura a una terza etichetta, la milanese Blade Records. La musica è molto evocativa, drones creati con un vecchio organo e un synth che solo in quattro dei sette brani vengono rispettivamente addizioni con registrazioni di una risacca marina, di una chitarra acustica, di un temporale e, infine, dallo splendido violoncello di Markus Altmann. Il CD contiene anche una traccia per computer dove, oltre a numerose informazioni sul disco e sull'autore, vi sono delle immagini dai colori ovattati nelle quali è già possibile immaginare e scoprire il contenuto delle tracce audio. Penso non ci sia altro da aggiungere su una musica che solo l'ascolto, e le emozioni che ne derivano, può aiutare a decifrare ulteriormente. Un acquisto consigliatissimo.
Un buon livello contraddistingue anche "Pilgrimini" e "Frozen", quest'ultimo è l'unico di questi tre CD-R che può essere considerato interamente made in Italy. "Frozen" era già uscito due anni fa in versione autoprodotta e la decisione della Afe di ristamparlo in questa nuova veste più curata è, quanto meno, encomiabile. Si tratta di un unico brano, quasi un'ora di durata, che propone una rappresentazione molto suggestiva dei grandi deserti di ghiaccio. La figura solitaria che, nell'immagine di copertina, si staglia sulle tonalità blu-turchine dello sfondo sembra già un simbolo di solitudine, ma anche di immenso e incontrollabile. In sintonia con ciò i drones creati da Nimh generano un effetto di masse che crettano, che si staccano e che si sciolgono per poi liquefarsi. Nimh ha pubblicato, quasi in contemporanea con "Frozen", anche un 3" CD-R per l'etichetta francese Taâlem. In "Lanna Memories", questo il titolo, vengono utilizzati soltanto strumenti tradizionali tailandesi e field recordings. La messa a confronto fra i due dischi è utilissima per comprendere l'abilità e la sensibilità dell'autore nel passare dall'utilizzo di strumenti tradizionali, alla rielaborazione-montaggio di registrazioni naturali e a forme di elettronica incontaminata. Ciò che piace in Nimh, e che crea simpatia, è proprio questa sua attitudine che lo porta a comprendere con la giusta sensibilità sia il grande sud che il grande nord, sia una strada di Theran che un’isola artica; se questa sensibilità fosse patrimonio comune probabilmente nel mondo ci sarebbero meno guai. Dietro la sigla Nimh si nasconde Giuseppe Verticchio, lo stesso tipo che, con una sensibilità altrettanto sincera, gestisce il sito Oltre il suono (http://web.tiscali.it/oltreilsuono).
Dietro al paravento Peter Percept si cela invece il francese Andréas Marchal che alcuni già conosceranno per lo splendido "Sensible EP" pubblicato a nome Autistre sempre per la Afe. Si tratta di un fantasioso esploratore di ritmi e melodie dal vago sapore aphexiano, abbastanza audace nelle soluzioni e quasi sempre improntato a un sano e folle divertimento. In contemporanea con "Pilgrimini" esce, per l'etichetta scozzese Mouthmoth Records, "Caca Poussière" che il funambolico Marchal firma con lo pseudonimo Captain Stéphanie. Nonostante alcuni episodi meno riusciti, anche questo CD ha le caratteristiche per lasciare soddisfatti, se non tutti almeno gli appassionati di questo tipo di elettronica più scanzonata, pazzoide e dalle caratteristiche quasi pop.
Contatti e info: Afe c/o Andrea Marutti, Via Villoresi 5, 20143 Milano - http://www.aferecords.com - e-mail: info@aferecords.com - fax ++39.02.8358225



paolo ippoliti: "libera una falena capodoglio imprigionata nelle plastica"
cdr (a la verticale de l'ete' 001) 2002

paolo ippolit,laura lovreglio,davide valecchi: "a lifetime in a blink"
cdr (a la verticale de l'ete' 002) 2002

di Adriano Zanni

Buone nuove da casa s'agita recordings.
La cdr label laziale (oramai diventata una delle certezze e uno dei pochi punti di riferimento della scena sperimentele italiana) ha creato la sua prima sotto divisione.
Il nome scelto per questa operazione e' il suggestivo  "a la verticale de l'ete' " .
Le due prime uscite scelte per inaugurare il catalogo sono realizzate "in famiglia" e portano rispettivamente le firme di Paolo Ippoliti (la meta' di Logoplasm) con il suo primo lavoro solista,
e quelle dello stesso Paolo stavolta in compagnia di Laura Lovreglio (l'altra meta' di Logoplasm) e dell'amico fraterno Davide Valecchi (AAL).
Come sempre la prima cosa che colpisce e cattura l'attenzione e' la confezione scelta e realizzata per contenere i suoni che ci vengono proposti.
Entrambi i dischi sono infatti insertiti in buste di cartone nero sul quale vengono sovrapposti (incollati) dettagli di foto dai bordi irregolarmente ritagliati e bruciacchiati.
Confezionati con certosina pazienza con l'intento di creare pezzi unici, tutti simili fra loro ma evidentemente uno diverso dall'altro.Splendidi "Oggetti".
Le sorprese non si limitano certo  alla confezione, ma proseguono piacevolmente andando ad esplorare il loro contenuto.

"libera una falena capodoglio imprigionata nelle plastica" e' il primo lavoro solista realizzato da Paolo Ippoliti ed e' un disco "durissimo" quasi dilaniante.
Piu' che di un lavoro solista si tratta di un lavoro autobiografico.Paolo allega infatti un paio di pagine scritte di suo pugno e narranti momenti importanti della sua vita.
Momenti duri,momenti piu' piacevoli,sogni e delusioni esposti con disarmante chiarezza e immediatezza.
La scelta dei suoni inseriti nel disco appare come la logica conseguenza delle sue esperienze di vita.
Realizzato con la consueta tecnica del field recordings, il lavoro si discosta dalle tecniche di realizzazione abitaulmente utilizzate come Logoplasm.
Eccezion fatta per l'ultima traccia (piu' familiare) nei circa 60 minuti della sua durata "libera una falena capodoglio imprigionata nella plastica" ci spara dritte al cuore la crudezza delle registrazioni effettuate da paolo .Ascoltiamo cosi' il suono di pesanti blocchi di pietra trascinati sull'asfalto e registrati con microfoni a contatto,crepitii notturni,suoni metallici,conversazioni lontane.....
Il tutto senza rielaborazione alcuna e funzionalmente al testo di cui parlavamo pocanzi e che diventa percio' parte integrante e indispensabile chiave di lettura di questo lavoro.
Come dicevo prima si tratta di un affascinate durissimo viaggio nel quotidiano di Paolo Ippoliti, la trasposizione audio dei suoi stati d'animo,la materializzazione delle sue esperienze.
Ascoltarlo pare quasi di violare la sua intimita', emoziona e colpisce profondamente.
L'ultima traccia (piu' in stile Logoplasm come si diceva) sembra quasi riportarci alla "normalita' ",sembra quasi voler scandire la fine dei mometi duri passati, la speranza per il futuro......
La dimostrazione di come "semplici" suoni possano raccontare la vita.

Diverse atmosfere si respirano invece in "a lifetime in a blink" , secondo capitolo della serie realizzato da Paolo,Laura e Davide.
Alla fine di giugno del 2002 I Logoplasm si sono recati in vacanza a casa di Davide Valecchi(AAL) e' li hanno sfruttato il tempo a disposizione per concepire questo lavoro.
La rilassatezza delle atmosfere contenute nel disco pare quindi essere frutto di un momento sereno passato fra amici in un posto gradevole.
Ne sono nate improvvisazioni al pianoforte che  sono succesivamente state sovrapposte a registrazioni ambientali provenienti dallo sterminato archivio logoplasm.
Temporali ci portano "ten thousand miles away" ,Il chiassoso vociferio di bambini intenti a giocare all'aria aperta ci ricordano che " the sun is just a yellow star".
Interludi, "starry nigth" ed altre magie fanno si che il tempo divenga ,per piu' di un'ora ,un concetto assai relativo e poco importante, quasi secondario.
Un disco motlo intimista che trasmette ottimismo e pacatezza, improvvisazioni pianistiche "gentili" e funzionali al discorso.
Il tutto introdotto da una bellissima poesia di Paolo che apre il bel booklet allegato.

procurateveli
mettetevi comodi
spegnete luci e cervello
usate le cuffie
premete play
buon viaggio!!

http://www.sagitarecordings.vze.com



alibia : "alibia"
mcd (DFV) 2001

di Adriano Zanni

Siamo vicini al limite di compatibilita' con Spectrum. Intendo dire che la recensione di un disco Rock (pop?) su queste pagine ce la trovate per un semplice motivo : la evidente e riuscita contaminazione con l'elettronica.
Il gruppo campano si presenta al publico con un buon ep contenente 5 traccie e dalla durata di 21 minuti.Amano definire (ah le definizioni ......) la propria musica Elettrorartrock ma aldila' di tutto confezionano un pugno di popsong (ah altra definizione...) gradevoli ben fatte e ottimamente realizzate.Si comincia con "pagine" dal ritornello killer e dalla melodia cristallina,si continua piu' o meno sulla stessa direzione con "fino in fondo" e si arriva alle 3 piccole perle del lavoro :"Realta' Artificiale" ,trascinante e danzereccia che piacera' sia ai frequentatori dei club sia ai piu' rockettari ,"Come un riflesso" piu' intimista ed evocativa, entrambe ottimo esempio di quella contaminazione fra rock ed elettronica di qui parlavamo all'inizio.Chiude il tutto "un lungissimo istante" probabilemente il pezzo piu' bello dell'intero ep, semplicemente una bella canzone (basta definizioni.......).
Da sottolineare che nel cd e' compresa una traccia multimediale (comprendete bio,foto,video....)
21 minuti di musica sono un po' pochi per gridare al miracolo, ma le premesse ci sono.
A risentirci sulla lunga durata, speriamo ancora piu' contaminata.
 

info : www.dfv.it



Avenue 26 . "Viola Dior"
2002 cd-r autoprodotto

Di Adriano Zanni

Avenue 26  e la tecnologica creatura di Stefano Cerruti (amico e collaboratore di Luca Sigurta' gia' recensito su queste pagine..ndr).
Il mini cd che ci sottopone all'ascolto e' stato realizzato con l'ausilio di sofsynth  e molto lavoro di mixing "cercando di fissare la sua passione per l'elettronica minimale con la trance e il mouse on mars style".
Il lavoro parte bene con la buona e scarna "the burning sun" per  perdersi  purtroppo un po' per starda.
Intendiamoci le  5 tracce che seguono non sono da buttare, si percepiscono buone intuizioni e una discreta attitudine a muoversi verso territori affascinanti, ma manca quel tocco di originalita' e di varieta' che e' lecito attendersi da lavori come questi.
Insomma un po' di coraggio in piu' e qualche variazione ai temi affrontati in ogni traccia non avrebbero guastato.
I suoni  e le sequenze scelti sono spesso azzeccati, ma se ripetuti per tutta la durata del pezzo con solo qualche piccola impercettibile variazione alla lunga stancano, stesso vale per le ritmiche.
Un breakbeat mandato in loop per tutta la durata del pezzo contribuisce a vanificare il lavoro svolto per la creazione della stessa.
I concetti di trance e minimalismo andrebbero interpretati un po' meno alla lettera.
Da non intendersi come una stroncatura ma come uno stimolo e un punto di partenza  per un certo miglioramento.
Le idee non mancano , vanno solo sviluppate.
Attendiamo con ansia nuove cose da Avenue 26.



Autobam:"Untitled"
2001 cdr autoprodotto

di Adriano Zanni

Da Livorno giunge la proposta di Autobam. Artista multimediale impegnato a plasmare la materia digitale a proprio piacimento facendo interagire fra loro le sue possibili  forme espressive.
Quindi grafica ,web design e audio che pare nascere appositamente per sonorizzare tali forme espressive.
La branchia applicativa ( fra quelle che e' solito frequentare) che Simone decide di condividere con noi e  quella destinata a stimolare i nostri/vostri padiglioni auricolari.
Lo stimolo avviene grazie ad un cdr contenente 5 brevi  composizioni  digitali la cui somma totale (in termini di tempo ) raggiunge  i 16 minuti.
Autobam porta il suo attacco sonico utilizzando quasi completamente elementi ritmici  costruiti con sapienza e originalita'.
Click"n"Cuts taglienti  sui quali trovano posto solo pochissimi suoni, voci (o pseudo tali) filtrate, basse frequenze utilizzate per spezzare la piacevole ripetitivita'  e per conferire profondita'
Alcuni brevissimi interventi "proto industrial" e accenni elettroacustici compaiono qua' e la' come  per confondere le acque .
Minimalismo diffuso e piacevolmente profuso a piene mani.
Visto che il lavoro e':
di 2 anni fa e dura solo 16 minuti, aspettiamo a gioire compiutamente,
ma ci sono gia' ottimi motivi per sperare di trovarsi di fronte a qualcosa di concreto.

http://www.autobam.it/



aa.vv "AutoCd3"
mp3 compilation 2002

di Vittorio Marozzi

Lo stato dell’arte dell’elettronica made in italy lo trovate in rete all’indirizzo technoseeker.com. Progettata dall’ultraaffaccendato Fabio Scalabroni, "/ AutoCd" è una raccolta autoprodotta che ogni mese si muove con disinvoltura tra molteplici sfaccettature della cosiddetta Intelligent Dance Music, stilando nel contempo un resoconto sull’avanguarda elettronica italiana meglio proiettata in avanti. Stavolta tra gli episodi di maggior rilievo spiccano Zeta Project con un electro boogie ad alto coefficiente melodico, Smokeproof con una superlativa suite techno-ambient, Steve Austin (hihihihi) alle prese con un coacervo di bleeps e suoni analogici dal retrogusto ludico, a seguire gli umori ambientali di Masta, le esplorazioni tessiturali di Cogor e degli Ambit 3 per chiudere con le movenze industrial di Paolo Veneziani e le Warperie di Syntax Error. Ce n’è per tutti i gusti in questa raccolta che si impone tra le migliori produzioni italiane del genere nonché come attendibile panoramica su una scena elettronica iperprolifica e fin troppo sottovalutata. Il tutto AGGRATISE!!

potete scaricare la compilation qui:
http://www.technoseeker.com/AutoCd/index.html



aavv: AutoCd/4
mp3 compilation

di Vittorio Marozzi

Proseguono le esplorazioni del progetto multimediale Technoseeker (www.technoseeker.com) nei territori dell’elettronica made in Italy. Stavolta il quarto appuntamento della serie “/ AutoCd” si supera in corsa per la qualità generale del suono e per l’ottima consequenzialità tra i rispettivi episodi. Con un occhio sempre puntato verso stilemi di limite in ambito idm, viene fuori un coacervo di codici che potrebbero suonare come gli Autechre di adesso se avessero continuato per la strada intrapresa agli esordi e culminata poi in quel capolavoro di elettroarrangiamenti ultraspezzati che fu l’album “Tri Repetae”. Un ottimo insieme che mantiene uno standard qualitativo altissimo, incredibile se ci si ricorda di trovarsi di fronte a produzioni esclusivamente italiane. Parte Masta con una traccia di puro ritmo e atmosfera, sincopi electro-intelligent ad incastro - non sono da meno i bleeps tessuti da Cogor - a seguire l’alieno Amptek  mette sul piatto della bilancia tutta la sua esperienza in tema di composizione e assemblamento con un inquietante martellamento ritmico ad alto coefficiente ambientale - catturanti le incedenze e le frammentazioni melodiche sognanti di Composite Profuse - gira bene anche il motore di Synchro Start pur se con suoni più di maniera prontamente atmosferizzati da squillanti accenni melodici - creano in fine un ottimo contraltare le scansioni ad incastro e le melodie in galleggiamento di Synapsia, le tensioni e i balzi orbitali degli S. Talker inc e le oscillazioni ambient degli Ambit 3 che chiudono il più riuscito capitolo della serie fin’ora. Restate sintonizzati su queste frequenze.



arg : "s/t"
cd (SIRR-ecords) 2002

di Adriano Zanni

Si potrebbe pensare che se un'artista italiano riesce a pubblicare un cd per un'etichetta discografica straniera,si e' ottenuta una piccola vittoria.
Se pero' guardiamo le cose da un'altro punto di vista non c'e' da stare un granche' allegri.
Non avendo trovato nessuno disposto ad ascoltarlo dalle nostre parti ,Graziano Lella, in arte ARG e proveniente da roma, e' riuscito a trovare nella interessantissima e portoghese SIRR-ecords l'unico interlocutore disposto a rendere pubblico questo materiale (registrato 2 anni fa!!). Come a dimostrare che in altri paesi esiste molto piu' coraggio e  spirito d'iniziativa che non qui da noi.
Arg si muove in territori a cavallo fra l'elettroacustico, i suoni concreti e il riprocessamento dei suoni attraverso l'uso del computer.
Il disco (4 tracce 45 min) si apre con "classer l'enfance/la vie que dort " pezzo suddiviso in 3 parti contenenti frammenti di varia natura e dedicato allo scrittore farcese Georges Perec, molto intrigante l'intenzione di lasciare libero l'ascoltatore di scomporre e rimontare a proprio piacimento (in un ipotetico rimontaggio) i frammenti di questo puzzle sonoro in cui a farla da padrone sono i suoni ottenuti dal maltrattamento/riprocessamento di un sax baritono.
Si prosegue con "policiclo" ,una affascinante e rigorosa sequenza di micrsuoni ottenuti partendo da una decostruzione (ottenuta con processi di sintesi granulare) di 2 brevissimi campioni vocali femminili.
Partendo dal "rigore compositivo di Robert Bresson",Arg ci trasporta direttamente nella terza traccia intitolata "pomeriggio a rovaniemi".Utilzzando prevalentemente un basso preparato,costruisce un'atmosfera concettualmente rigida ma al tempo stesso fruibile e ascoltabile ,fatta di silenziosi rumori alternati a rumorosi silenzi.
A chiudere il tutto i 15 minuti di "pupille gustative".Tipico esempio di musica concreta, un pezzo in cui vengono ricontestualizzati/decontestualizzati suoni di varia e indefinibile natura,montati e abbinati fra loro andando ad ottenere un criptica ma affascinate visione d'insieme.
In sintesi, un ottimo lavoro proveniente da un compositore attento e ispirato .
Speriamo che non debbano passare altri 2 anni per ascoltare in quale direzione Graziano Lella intenda indirizzare le proprie sperimentazioni.

per contatti:
http://web.tiscali.it/argart/
http://www.sirr-ecords.com



awr : "ethereal playground"
cd (awrlab 2003)

di Adriano Zanni

Se non ho capito male l'entita' awr e' (una) parte integrante del laboratorio di ricerca auto nominatosi AWRLAB ed impegnato ad esplorare le correlazioni esistenti fra udibile e vedibile.
Si sottopongono alla mia attenzione sotto forma di un cdr ottimamente confezionato ed illustrato in perfetto lego style.
Fitto campionario analogico e largo uso di parti suonate (con perizia e precisione )abbinate a massiccio drum programming.
Ricorrenti richiami ai sempre piu'  lontani anni 80 e al contrario di quanto dichiarato nelle intenzioni, piu' che ricerca e sperimentazione ci pare di percepire una discreta facilita' di ascolto fissata su disco. Chi vi scrive sta da tempo disperatamente cercando un appiglio a cui aggrapparsi, ma nonostante i continui passaggi  di questo disco nel lettore, fatica a trovare elementi che possano elevare questo disco al di sopra della sufficienza e al di sopra della media di (auto)produzioni elettroniche italiane
 Manca secondo il mio modesto e personalissimo parere quel qualcosa in piu' che rende l'ascolto di un disco un'esperienza straordinaria e coinvolgente.
Questo ethereal playground passa e ripassa davanti  senza mai catturare completamente l'attenzione, ti ritrovi sempre a pensare ad altro con il suo mid tempo in sottofondo.
Non me ne vogliano questi ragazzi, ma per catturare l'attenzione occorre trovare una via piu' personale e sviluppare qualche idea piu' coraggiosa.
Idee che seppur in fase embrionale , si percepiscono ,e  sulle quali occorre insistere  maggiormente.
Molto provocatoriamente potremmo dire :"Osare di piu' e suonare di meno". I mezzi ci sono......................

http://www.awrlab.subito.cc/



b.o.m electronic
"xdemo"
cd-r (2001)

di Adriano Zanni

Giampaolo Sofia e' il responsabile dei "rumori elettronici" ascoltati nel lavoro di h.c.-b gia' recensito da queste parti. Insieme ad Alessandro Giordano nel 2000 ha dato vita in quel di Catania a questo progetto sotto la fantomatica sigla b.o.m . Pare che il fulcro della loro attivita sia imperniato sulle esibizioni live con un repertorio all'attivo che supera le due ore. Questo demo viene descritto come parte di quel repertorio. Sorge percio' spontanea subito una domanda : Perche visto la quantita' di materiale  all'attivo esordire con un demo dalla durata di 10 minuti (3 tracce) ?. Questo perche' come potrete intuire una manciata di minuti non puo' essere rappresentativa (se non in parte) di un progetto decisamente piu' complesso. Ma tant'e'........ e ci troviamo quindi a cercare di descrivere quello che i "parsimoniosi" b.o.m ci concedono.
Le 3 traccie incluse sono realizzate su solide basi ritmiche realizzate alle volte con softwre a volte con drum machines  sulle quali si appoggiano comodamente le incisive  linee costruite da Alessandro con il suo basso.Il duo crea i pad utilizzando tastire giocattolo e suoni di synth (analogici?) che vengono maltrattati dai vari plug in caricati sui loro  mac.Fanno capolino qua e' la' voci estemporanee ,frequenze radio e noises vari. Le atmosfere che si respirano sono cupe  malsane, poco rassicuranti e nulla concedono al buon umore, forse non propriammente originali ma discrteatmente costruite e strutturate. Di sicuramente buono c'e che riportano alla (mia) mente alcune cose dei Cabaret Voltaire (sono vecchio !!!!!) anche se piu' per le atmosfere che per le sonorita' a dire il vero.
In sintesi come primo assaggio del pasto b.o.m  non c'e' male, ma per scoprire se la le loro ricette  sono di completo gradimento occorre attentdere le altre portate che ci auguriamo un po' piu' abbondanti.
 

per contattare  b.o.m   : curve55@genie.it



fausto balbo : "zero"
cd  (snowdonia 2001)

di Gianluca Niccolini :

Incedere di passi che diventano ritmo(un campione preso da qualche film?), interferenze radio (voci da cronaca sportiva anche) e sweeping di synth.
Riverberi, cling clang di chitarra, riff filtrati e batteria da piano giocattolo suonato da anfetaminico. Il tutto con atmosfera da piscina coperta e arpeggi da orologiaio pazzo.
Poco?
I primi pezzi.
E si parte a immaginare. La nostra stanzetta è piu’ fredda del solito. Guardiamo fuori. Lampioni che illuminano la strada. Nessuno in giro?
Cazzarola la situazione non mi era sembrata così tragica. Avanti.
Colonna sonora per un film di John Carpenter (un 1997 fuga da New York all’italiana?) o Cronenberg (ma non è troppo serioso?).
“Il terrapieno” una batteria, base di synth e ostinato assolo riverberato che si frantumano in base da film apocalitticometropolitano anni 80.
Il paesaggio mentale che ci formiamo è composto da pareti di cemento, vecchie ringhiere arrugginite azzurro acquamarina (belle eh?quando la vernice si stacca a scaglie!) e asfalto con fogli di giornali svolazzanti.
Tappeti di synth crescono. Entra una batteria aliena, sakuachi riverberati (forse. Ancora la cara vecchia chitarra trasformata?), chitarra in reverse (“Il serbatoio dell’acqua”).
“Il rifugio antiaereo” ci da sensazione di azione con il suo riff in loop e i ricami dell’assolo con delay. Ci stiamo muovendo dall’isola? Forse è solo una sensazione.
“L’acrobata” ci risveglia con le sue citazioni di virtuosismi, percussioni e fischi metallici. Poi si trasforma in un arpeggio protratto in ambiente alieno (bleep e drone) che si spegne in una tromba d’ascensore.
Si procede verso il finale fra fischi e percussioni filtrate e stranamente(?) metalliche.
“Sogni” una voce recitante con delay e riverbero che la rendono un altro strumento, un rumore d’ambiente. Sotto le chitarre danno il tempo alle nostre nenie da bambini spauriti. Entra una chitarra elettrica suonata con l’archetto, un synth.
Tutto finisce con Balbo(?) che mette fine al pezzo.
Stop fuori la cassetta. Una birra? Forse è meglio!
Spegniamo la tv.Il film è finito.
Ma tu guarda che roba passano a quest’ora.
Meno male.
Perché a me è piaciuto molto.
Chissà cosa c’è in programmazione domani su Snowdonia?



aa.vv beyond the sound
cd 2002 "oltre il suono"

di Luca Confusione

Una "raccolta di nuova ambient-electronic music dall'italia" sono le parole con le quali questo cd si autodefinisce nel retro-copertina.
Elettronica e ambient.
Significanti senza significato al giorno d'oggi?
Forse.
Significati che si ridefiniscono ad ogni ascolto, ad ogni recensione. Sicuramente.
Mi piacerebbe chiarire che le abilità elettroniche dei componenti il progetto si estende fino ad autoprodursi completamente o con l'ausilio di pochi esterni. E questo é già molto.
Questo é un punto al quale, con le possibilità offerte dallo sviluppo elettronico attuale, tutti dovrebbero arrivare.
Saltare direttamente anelli della catena produttiva. Per arrivare... dovunque ci si prefigga di arrivare. E una nuova (?) caratterizzazione della parola elettronica l'abbiamo sfornata.
Musica d'ambiente.
In questo caso é l'ambiente stesso che dà musica. Concetto affrontato e sviluppato già da altri, ma in contesti ben più esotici (penso ad un Alan Lamb o ad un Francisco Lopez).
Qui si sente l'aria di ambienti più familiari, ma rappesentati con un interessante sfasamento espressivo rispetto al normale oscillare dei pensieri. Un nuovo racconto di quello che vediamo ogni giorno, o forse di quello che non vediamo.
Buone intuizioni.
Su tutte Nimh con il suo viaggio metropolitano a bassissima frequenza (campionamenti sul campo con ronzio-synth che fagocita il resto).
Kar con resonance e riverberi di materiali trattati. Anofele con feedback di lfo su dente di sega che si stempera in campionamenti.
Il resto é contorno, a tratti piacevole, a tratti già sentito o poco mirato.
Aspettiamo la prova successiva, quando non avremo più ambient o elettronica come termini da ridefinire ma altre parole.
La connotazione, sia in musica che in altri campi é fonte di nuovi stimoli.
Preferisco non riuscire che ridefinire.



BlackSun
"Shred it!" (cd-r)
2001

di Nicola Chiavari

Altro progetto che arriva dall'underground elettronico è Blacksun, che si presenta con 'Shred it!' e cerca di ritagliarsi uno spazio nella scena italiana. Il ritmo è veloce, a volte addirittura frenetico e martellante (Virus-X), ma raramente si percepiscono delle variazioni della base tematica. Le voci di Luciano e Mara sono sempre sintetizzate e mai presentano degli spunti di originalità: sembra di ascoltare qualcuno che reciti una nenia del terzo millennio, sempre con lo stesso tono, sempre con la stessa impostazione vocale, sempre allo stesso ritmo. Purtroppo all'interno del lavoro mancano quegli accorgimenti che fanno fare ad un progetto il salto di qualità: si inizia e si finisce sfruttando sempre le stesse sonorità. Alla fine, inevitabilmente, l'attenzione cala.



bzzzauz : "demo"
2003 cdr autoprodotto

di adriano zanni

Un comune cdr, un solo post it rosa  appiccicato sopra riportante l'impronunciabile nome bzzzauz, nessuna nota allegata, nessun titolo alle canzoni (di questo si tratta!!!!), nessuna nota di copertina, anzi quella mi hanno detto via mail che me l'avrebbero spedita appena l'avrebbero fatta.
Eppure....................
Eppure i romani(?) fabio e lorenzo riescono a catturare l'attenzione con una avara manciata di canzoni pop spalmate su poco piu' di 15 minuti.
Tocco da "musicisti" , melodia, qualche orchestrazione, e un impasto forse non troppo originale ma comunque non banale e sufficentemente promettente.
Qualche reminiscenza jazz  un piglio quasi cantautorale ,qualche accenno di chitarra .
Tante idee che balenano per la testa  e che ancora si manifestano ad uno stato  apparentemente embrionale.
Una sana incoscenza traspare, aggiungendo un tocco di malsana follia quelle che rose  sembrano gia'.........fioriranno?

contatti : ziducaixao@tiscalinet.it



alessandro canova
"blank disc vol 1"
cd-r 2002

di Mauro Carassai

Proposta digitale davvero notevole quella che ci fa Alessandro Canova con lo splendido viaggio nei territori isolazionisti del suo Cdr “Blank Disc Vol. 1”. Un’immersione uditiva totale tra sonorità ai limiti del minimalismo, ambient rumorista ridotta ad alienazione cibernetica e glitch noises sapientemente dosati. Per tracciarne le coordinate sarebbe vano ricorrere a riferimenti come i Pan Sonic per la presenza di dilatazioni soniche quali il dub robotico di  771 o la stasi meditativa di First Day of January; né ci sono d’aiuto le concezioni post-ambientali riconducibili all’opera di Bernhard Gunter dato che in “Blank Disc Vol. 1” i suoni/rumori/disturbi restano comunque decisamente in primo piano senza calarsi negli interstizi della realtà. Le sperimentazioni che Canova conduce da qualche anno a questa parte su onde sinusoidali e rumore bianco lo hanno portato a confezionare un proprio (micro)sound davvero personale ed efficace. 2C-B ricorda i lavori di Richard Chartier o di marca 12K alla Taylor Dupree, con 773 Canova si avvicina alle sonorità di Inerex o Terrorstate, mentre per 774 si può immaginare un improbabile sovrapposizione di campioni ossessivamente ripetuti su un tappeto microtonale intessuto per l’occasione da Christopher Charles. Questi però sono solo tentativi di ancoraggio. “Blank Disc Vol. 1”, selezione di brani tratti da precedenti lavori pubblicati su Pachinkostudio e Pale Mother Recordings, offre uno spettro di atmosfere sintetiche realmente vario e ricercato. A questo punto non resta che attendere davvero con ansia i risultati del suo attuale lavoro per il progetto “Mega Structures” basato su registrazioni processate e sound design ultra-minimale. Da parte mia, conterò i secondi.



c_comman _dos : "new life in the grid"
cdr 2003 autoprodotto

di Adriano Zanni

" C_comman_dos e' un gruppo di sperimentazione visiva-sonora, per contribuire alla realizzazione del villaggio globale. Il gruppo e' composto da Mek, musicista-elettronico CR02-Robot, meccanismo di sintesi vocale e Marko designer.."
Questa e' la autopresentazione che abbiamo estrapolato dalla traccia multimediale contenuta nel cd che abbiamo ricevuto dal c_comman_dos.
Al di la' di ogni giro di parole  i ragazzi emiliani ci propongono la loro visione futuribile delle cose sotto forma di techno.
4 tracce dai titoli  in tema piu una 5a come bonus camuffata da dj set il tutto confezionato in una discreta grafica ed adesivi allegati.
Atmosfere dai 140 bpm in su , casse dritte che piu' dritte non si puo', vocoder in dosi massicce , linee di basso profonde e sequenze acide in "re-birth style"
Nulla di nuovo e sconvolgente dal punto di vista della proposta o che possa distinguerli dal marasma di produzioni analoghe che gonfiano  isub  woofer dei dance floor piu' cattivi d'europa, anche se dalla loro hanno una discreta attitudine minimale e un tocco tutto sommato personale.
Piu' interessante invece sarebbe approfondire le ragioni per cui questo genere di sonorita' catturano sempre piu' diffusamente le attenzioni degli adolescenti a cavallo di questi 2 millenni e come socialmente non sia una bestemmia considerare la scena tecnho la cosa attualmente piu' vicina all'attitudine punk e diy che animava noi vecchietti una vita fa.
Ma questa e' un'altra storia.............
Continuate a picchiare duro commandos!!!!



Cubico
Tracce + B sides (cd-r)
2001

di Romano Rigamonti

Siamo immersi nel rumore, di qualsiasi natura esso sia, e quando assume connotati organizzati in forme melodiche e ritmiche noi vi associamo il termine Musica.
Su questa base tutti possono fare Musica ed è la grande rivoluzione che ha scardinato il monopolio creativo legato al concetto ‘classico’ del ‘fare musica’, incapsulato in rigide forme codificate da un pentagramma.
Ora tutto questo non è più: esiste ancora il pentagramma, ma come sottoinsieme della Musica del Suono.
L’elettronica, Internet ed i nuovi formati mp3 sono le chiavi per comprendere questo cambiamento e per intuire le enormi possibilità che questi strumenti possono dare a chiunque abbia le idee giuste, come Simone Sorio in arte Cubico (www.cubico.it).
Grafica, multimedia, internet sono i suoi molteplici linguaggi espressivi, ma con la musica egli comunica e trasmette certamente le vibrazioni più interessanti, pulsazioni che troviamo nel suo nuovo cd dal titolo Tracce + Bsides.
Come nel precedente album Minimo Indispensabile, Cubico utilizza massicciamente il linguaggio espressivo dell’elettrone per veicolare il suo sound e vi riesce egregiamente in tutti i sedici brani di questa sua seconda fatica; in particolare i pezzi Spin 8, Compliceto, Poorjubgle pt.1 e pt.2 e Transistor rappresentano il suo personale standard, composto da un crossover tra l’electro, la techno ambient ed il breakbeat.
Le sue coordinate musicali non sono particolarmente cambiate dal precedente album, ed è un bene, un segno tangibile di una stabilità di gusti personali che lo fa avvicinare alla prima scuola Warp, con repentine fughe in quel di Rephlex, cercando una via del tutto nuova e personale alla sua musica.
Simone Sorio, in arte Cubico, sta imparando a volare sulle ali elettroniche della migliore scuola techno ambient e breakbeat, e già si intravedono spuntare le sue ali, altrettanto elettroniche, quanto forti e coinvolgenti.



d.i.y ."s/t"
cdr autoprodotto 2003

di adriano zanni

Do it yourself ? No, Digitally Influenced Youngster, ma non fa' poi molta differenza.
Chi siano e quanti siano poco importa perché' queste 6 tracce contenute in questo dr d'esordio(?) fanno intravedere buone possibilità' di sviluppo.
Seppur ancora acerbo e ancora indeciso su quale direzione intraprendere definitivamente il suono di questa formazione appare come un positivo work in progress.
Echi d'n'b, ritmiche spezzate (non sempre), interventi di tromba e repentini cambi di ritmo e d'atmosfera, fanno si che le tracce catturino l'attenzione e non passino inosservate.
Certo siamo ancora distanti da un vero e proprio marchio di fabbrica , ma poi non così' tanto.
La brevità' del lavoro certo aiuta e potrebbe fuorviare, ma ci siamo quasi e il prodotto in questione lascia ben sperare .
Non deludeteci.

Beat oriented.

bluesforce@libero.it



dedo:"toys"
cdr autoprodotto 2002

di Adriano Zanni

 Stefano Panzera aka dedo ferrarese di origine e trapiantato in quel di Bologna e' un amante del ritmo ,della melodia e delle canzoni.
Ama particolaremente certe atmosfere legate ed affini all'universo che ruota intorno alla  attuale scena  tedesca ed in particolare alle produzioni MORRMUSIC.
Le ama davvero ed incodizionatamente, al punto tale da realizzare la sua opera prima "toys" imperniandola su composizioni fatte nascere intorno a campioni tratti da artisti piu' o meno legati a quel giro o a quella etichetta.
3 delle 5 toy(leggi tracce) che costituiscono l'ossatura del disco sono infatti da considerarsi "libere versioni elettroniche ispirate dal brano da cui il campione proviene".
Quello che si ottiene e' davvero un piccolo gioiellino di melodia e ritmo, un lavoro ben realizzato e prodotto, melodico e ritmico.
Dedo se la cava bene sia nella costituzione delle atmosfere che nelle scelte ritimche.
Tutto ok quindi?
Non proprio, o meglio, solo in parte.
Perche'?
Perche in realta' non sono proprio convinto del tutto che ci sia poi cosi' bisogno di  emuli dei LIMP o dei FUNKSTORUNG, quando abbiamo gia' i LIMP ed i FUNKSTORUNG.
Mi spiego meglio: se ci sono capacita' e senso della produzione , e ci sono credetemi, perche voler a tutti i costi ricreare atmosfere gia' note ,quasi al limite del plagiarismo?
Perche invece non sfurttare tali doti nella ricerca di una via piu' personale?
La pratica del campionamento si dovrebbe sfruttare in maniera piu' "sovversiva".

la MORR c'e' gia', i MUM pure ,ora vogliamo DEDO!!!!!!!!



DEDO - BLUEMORNING
(2003, cd-r autoprodotto)

di Emanuele Rodolà
 

E' da un pò che non si sente buona melodia IDM in Italia; remando contro la corrente minimal/noise (che sembra la tendenza più diffusa ultimamente), Stefano Panzera (Dedo) costruisce questo arioso mini-cd (tre pezzi, due versioni dal titolo omonimo, più un 'bluepiano') tutto attorno a una stessa dimensione melodica, veramente adatta anche alla grafica che accompagna il cd-r. E' chiaro come l'autore abbia digerito abbastanza bene le diverse sfumature della cosiddetta 'elettronica intelligente', addirittura sviluppando alcune intuizioni che già avevamo sentito in Esa Ruoho (Lackluster, soprattutto le basse frequenze) e Xerxes (per quel che riguarda i campioni vocali, molto evocativi); la melodia implementata nella right version si fa decisamente più interessante (e meno tediosa) nella versione reverse (che è attualmente il pezzo che preferisco), dove anche gli spunti drill'n'bass (certo Kaneel), che non prendono mai il via, sono sostituiti da un pulitissimo snare contorniato da ali di insetti in riverbero che suonano e si immergono nella scena a dovere. Qualche riferimento a Idmonster e Mouses & Sequencers per il sound, che va comunque appuntato qua e là. Bluemorning si presenta ed eventualmente si propone come IDM-hit estiva; un lavoro pulito, ma c'è ancora un pò di strada da fare. Decisamente non il genere di cose che si dimenticano subito dopo l'ascolto.

per contatti: stefanopanzera@libero.it



dEMI : "vuoto a rendere"
cdr autoprodotto 2002

di Nicola Chiavari

Questa volta il viaggio parte da Torino, città simbolo delle sonorità elettroniche italiane degli ultimi anni. Nel pieno rispetto dei canoni cittadini, Fabrizio Fassio, qui come dEMI, presenta 'Vuoto a rendere'. E' difficile capire dove inizino le influenze dei Subsonica  e dove finiscano quelle del comune background, resta il fatto che 'Cono d'ombra' potrebbe trovarsi in un cd dei concittadini senza sfiguare. Tutto il lavoro alterna ritmiche dub, breakbeat, a tratti rock pop, condite da una grande (sia nella qualità che nella quantità!) presenza del basso. Da segnalare una veloce escursione nel territorio dnb/jungle in Mr.Tides. I campionamenti e le basi sono particolarmente curati e vengono gestiti con grande maestria (dEMI è nelle vesti del factotum: dal campionatore alle basi, voce, tastiere e tutto il resto... grafica inclusa!). Non appare dello stesso livello la gestione delle parti vocali del cd. Il cantato a volte assume tonalità che disturbano l'ascolto e lo rendono quasi noioso o dissonante. Molto meglio il parlato di 'Non mi aspettare' che conferisce al pezzo un clima quasi Royale. Quello che forse manca è il colpo del ko. Tutti i pezzi sono di buon livello, ma nessuno compie l'ultimo passo, il salto di qualità, che fa distinguere il cd in mezzo a tante altre produzioni italiane contemporanee. Comunque nel complesso è un buon inizio, in attesa di un nuovo capitolo che
sancisca il distacco dal cordone della città madre, sicuri che le qualità tecniche di dEMI sapranno ricreare ambientazioni più ricercate. Perchè la stoffa non manca


.dll "debut EP"
2002 3"CD Homemade Avantgarde

di Etero Genio (no ©)

Lorenzo Brutti rappresenta una delle conferme più convincenti sull'ottimo stato di salute di cui gode la musica elettro-elettronica italiana. È interessante seguirne il percorso - dal gruppo pop rock dei Lush Rimbaud al progetto dll - perché sintomatico di un interscambio ormai generalizzato fra rock, elettronica e improvvisazione… una tendenza che, usando un brutto termine, potrei definire come jimorourkismo. Il brano di questo mini CD è stato realizzato utilizzando un sampler di chitarra preparata e suonata con l'archetto (l'inglese ha un perfetto termine per definire l'atto di suonare con l'archetto, to bow, in italiano questa parola purtroppo non esiste a meno che non si utilizzino i brutti archeggiare o sviolinare); il risultato è pura magia, una litania suggestiva, crepuscolare e bellissima che può ricordare Haino come Ambarchi. A me ha fatto pensare soprattutto a quello che doveva essere il suono triste di un’armonica suonata da uno schiavo nero al ritorno da una dura giornata di lavoro nei campi di cotone. Un unico brano è sicuramente insufficiente per dare un giudizio definitivo su dll, però possiamo già scorgere una certa maturità, chiarezza d’idee e magari la possibilità futura, una volta che Lorenzo si sarà liberato dalla cappa di certi inevitabili modelli, di trovare una dimensione ancor più personale. Al momento questi 11 minuti sono comunque più che sufficienti per gridare al piccolo miracolo.
Vorrei segnalare il fatto che Lorenzo, oltre al progetto dll, è coinvolto anche nel duo John Deere, nel cui contesto la sua chitarra (spesso arpeggiata) si confronta con un laptop. Qualche impressione anche su questo piccolo gruppo (dovrebbe trasformarsi in trio) che, seppur interessante, appare forse più immaturo. Si nota soprattutto un distacco fra i suoni della chitarra e quelli elettronici che sembrano viaggiare come due corpi separati. Ho poi la sensazione che vi sia una tendenza a caricare ed arricchire eccessivamente i brani, anche quando sarebbe più utile concentrarsi sui particolari e sviscerare i singoli suoni. Comunque poco male, anche il primo CD dei Repeat suonava così, sfocato e mal amalgamato. Oltre ai due progetti musicali l'attività di Lorenzo si concretizza pure nell'etichetta di CD-R Homemade Avantgarde. Il brulicare di queste piccole realtà è un altro sintomo positivo a proposito dello stato di salute dell'elettro-elettronica italiana, non c’è che da esserne soddisfatti e buon lavoro a Brutti e ai suoi amici.
Contatti e info: homemadeavantgarde@hotmail.com - http://listen.to/homemadeavantgarde



Demiurgo :"Cromelech"
2002 Cd-r autoprodotto

Di Nicola Chiavari

Cromelech, secondo lavoro del Demiurgo Electronic Music Project, è come un viaggio nella macchina del tempo. Si entra in una stanza piena di tecnologia, software, sintetizzatori, mp3, pagine web e si esce in un'ambientazione medievale, dove la ricerca armonica, ritmica e melodica creano la colonna sonora di un racconto di fantasia. E' questa la nota positiva, originale, di questo progetto. Il risultato non è techno, house o trance. Non è basso e batteria. Non è un ritmo martellante. E' la colonna sonora di un viaggio fantastico che Paolo Di Pierdomenico e Luca 'Bafometto' Galli stanno scrivendo. E' la descrizione di ambienti, personaggi e avvenimenti con degli strumenti che troppo spesso generano solamente risultati commerciali.
Come se l'originalità non bastasse, questo demo ha un taglio tutto suo: non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Contrariamente a molti altri progetti, Demiurgo distribuisce gratuitamente questo materiale per avere un feedback dagli ascoltatori. Per scoprire pregi e difetti di ciò che stanno narrando hanno messo a disposizione le tracce mp3 nel loro sito www.demiurgo.it. Alcune tracce non sono 'ritoccate' [raw mix], altre sono in via di sviluppo, altre sono quasi definitive. Ascoltateli e giudicate!



Denzoe
"ad occhi chiusi"
cd afrodite/self (2001)

di Nicola Chiavari

'Ad Occhi Chiusi', lavoro autoprodotto dalla band romana Denzoe e distribuito da Self, è un'altro di quei progetti, figli del terzo millenio, che difficilmente sono riconducibili ad un solo genere. Nello stesso ambito convivono strutture tipicamente pop con sonorità e ritmi elettronici, chitarre e campionamenti, vecchio e nuovo. Un continuo mescolarsi di riferimenti e di samples che danno come risultato un ottimo lavoro, mai monotono e molto curato: si va dal campionamento di Maria De Filippi ai Duran Duran, dalle chitarre rock ai ritmi jungle. I testi sono essenziali ma carichi di significati. Le parti vocali occupano i giusti spazi alternandosi con ritornelli melodici e messaggi martellanti. Come in un puzzle, ogni elemento da il proprio contributo ai singoli pezzi, ogni pezzo da un contributo al progetto. C'è una gran varietà di sonorità, ma nulla è superfluo, e il suono finale è comunque semplice, diretto e pulito. Forse proprio questa è la caretteristica che fa di questo cd, un ottimo cd.
Alcuni campioni potremmo avvicinare i Denzoe ad Aphex Twin, ma come faremmo a gustificare i ritmi più martellanti stile Prodigy e Chemical Brhoters? Come potremmo spiegare l'impostazione di 'Strana Strage' senza ricordarci di Erz? E il campionamento di Mussolini in 'Allucinazione collettiva'? Difficile catalogare il lavoro in questione, se non aprendo il cassetto dei lavori del terzo millenio. Rock? Pop? Electro? Denzoe!
Per contatti: www.denzoe.it



dozhens
"hi tech" 2002 cd

di Mauro Carassai

In accattivante confezione grafica ciber-minimale di pervinca blu e preceduto da una piacevole e  promettente Intro strumentale downtempo, arriva  diretto e senza fronzoli il messaggio dei Dohzens,band elettro-hip hop trutturata attorno ai testi e le voci di Silek e Boonnie, alle percussioni di Fungo ,alle musiche di Nevo, alle incursioni degli scratches  di Mote. Purtroppo le promesse dell'introduzione strumentale sono destinate a restare disattese, non
dal punto di vista qualitativo ma perché nei restanti sei brani i Dohzens affidano il loro discorso sonorosoprattutto al messaggio vocale. Belli i campionamenti utilizzati e anche gli incastri ritmici digitalmente processati, ma spesso le sperimentazioni su sonorità in stile dub-ultratecnologico (Hi-Tech, Luce e Tempesta, Sei Sicuro?) finiscono per costituire più che altro un'anomalia di fondo rispetto alle verbali marce rappate delle lyrics controculturali che uidano
la maggior parte delle tracce. Piacevole eccezione forse la parte introduttiva della finale Distorgo col suo immergere voci e musica in maniera brillantemente complementare in un'area grigia tra glitch-samples e voce cantilenante. Il Cd contiene, oltre alle sette tracce audio anche una traccia multimediale con grafica e struttura particolarmente curate, a conferma del fatto che Hi-Tech è sicuramente un buon prodotto sotto molti aspetti, anche se resta curamente dedicato più a chi insegue innesti elettronicamente rigenerativi nei terreni dell'hip hop che a chi non demorde nell'inseguire possibilità cantautoriali in territori sintetico-digitali.



e-N.E.E.M. Projekt "Jodel del segafanciullo"
2002 CD Burp Publications

di Etero Genio (no ©)

Si dice che la data di nascita del collettivo N.E.E.M. risalga addirittura al lontano 1964, quando a Firenze un gruppo di agitati / agitatori decise di dar vita a un’accozzaglia non meglio definibile se non Nuove Esperienze di Eresia Musicale. Nella storia del collettivo ci sono due date fondamentali: gli anni della contestazione sessantottina, quando su un camion carico di strumenti accompagna le manifestazioni suonando e lanciando slogan, e il 1979, anno in cui la Maso Records pubblica il precedente e, fino ad oggi, unico loro disco intitolato "Come eravamo brutti da piccini". Accanto a queste tappe fondamentali ci sono però altri momenti importanti come le collaborazioni con gli attori Carlo Monni e Victor Cavallo. Questo "Jodel…" rappresenta quindi il secondo progetto discografico di una N.E.E.M. che il tempo ha cambiato, manipolato, rinnovato e plasmato a sua immagine e somiglianza. Accanto ai pochi membri fondatori rimasti (Francesco Donnini, Guglielmo Lattanzi e Edoardo Ricci) ci sono forze nuove (passatemi il brutto termine) come Pippo Picchietti, Eugenio Sanna, Mauro Orselli, Jacopo Andreini e un intero set di DJs / manipolatori (l'importanza che l'elettronica ha oggi nella N.E.E.M., ancor più per quanto riguarda la comunicazione fra i vari elementi di un organico che si aggira sui trenta elementi che non per la musica stessa, è sancito dalla e- che precede lo storico nome). Si tratta di un insieme, come dicono loro stessi, formato da 'musicisti, attori, poeti, cabarettisti, scansafatiche, disturbatori della quiete pubblica, casalinghe, ferrovieri in pensione, punk foruncolosi e vecchie cariatidi'. Quella che ne risulta è un'esperienza unica per il nostro paese, un laboratorio libero al cui interno può succedere di tutto e nel quale termini quali teatro, poesia e improvvisazione musicale perdono inevitabilmente le loro rigide connotazioni. All'interno della N.E.E.M. confluiscono il teatro di strada, le bande di New Orleans, il barrelhouse , i kollektief olandesi, il cabaret, i medicine show e molto altro. Ma soprattutto nello specifico di "Jodel…", che è progetto discografico e quindi diverso da quelle che sono poi le esibizioni dal vivo, c'è tanta musica: dal jazz al blues, dal rock alla tradizione araba, dalla musica popolare alla tradizione demenziale italiana. "Jodel…" è un CD talmente ricco di idee che analizzarne i singoli frammenti esula dallo spazio e dal tempo che ho a disposizione, lascio quindi questa incombenza al lettore avventuroso che deciderà di addentrarsi in questo corroborante dedalo di gag, scampoli e citazioni.
Contatti e info: burpenterprise@yahoo.com



"uscite varie"
mens tune
 

Il Corposo pacco ricevuto (gia' da un bel po' ...ehmmm) da MENS TUNE records ci da' l'occasione di per fare luce sulle produzioni di questa etichetta.
Per inquadrare nei giusti binari il tutto conviene sicuramente riportare quanto scrivono sul loro sito web:
La Mens Tune è l'etichetta della Astrazioni Foniche che nasce nella primavera del 1999.
Ideata da un'equipe di addetti al settore, che fanno capo ad alcuni studios italiani, con l 'intento di produrre musica elettronica ad ampio raggio.
Prima della metà del 2000, la label conta nel proprio catalogo tre produzioni disponibili solo attraverso alcuni siti internet. Poco dopo e più precisamente alla fine di giugno 2000 verrà stampato e successivamente distribuito il cd di Star Tracker intitolato "Patchwork" nonché due mesi più tardi la compilation "Electrotune One",  che per l'occasione verrà rivista nella sua veste grafica ed arricchita in quella musicale. A distanza di un anno viene pubblicato un mini cd dei Figura Otto in edizione limitata contenente quattro brani ed il cd "Overground" de L'Ensemble.
Nel 2002 l'etichetta entra a far parte di AudioCoop (l'associazione italiana per il coordinamento delle etichette indipendenti italiane).
Alla fine di luglio dell'anno corrente al catalogo si aggiunge il secondo appuntamento con la compilation "Electrotune", questa volta allargata anche all'elettro-pop.
Le altre produzioni per il 2002 saranno  il nuovo cd dei Figura Otto intitolato "Too Much Sugar Can Decay The Teeth" e dei Project Form "Electrocaribe".
Per il 2003 sono previsti i nuovi lavori di Star Tracker e de L'Ensemble.

Veniamo dunque a perlare dei titoli che ci sono pervenuti:

 "Electrotune one"(cd 2000) e' una sorta di dichiarazione d'intenti e ci invita a compiere un viaggio esplorativo attravesro quelle che sono le sonorita' proposte dagli artisti che gravitano intorno allìetichetta.Si comincia con la proto IDM di RODION dal tocco abbastanza personale e dalla affascinate intro.Aseguire UBIT che ,con le sue melodie digitali a cavallo fra electronica ed electro, ci regala 5 minuti e 23 secondi di buone vibrazioni.La traccia 3 e' probabilmente una delle cose migliori del disco intero,a proporcela e' il progetto denominato
O.R.P.H.E.O .iL titolo del pezzo( Simple Jazz) gia' di per se' puo' farvi capiere quali sono le cordinate da seguire: NU JAZZ di pregevolissima fattura in cui campioni di matrice classica si confrontano con sonorita' digitali e ritmiche spezzate d'n'b.Un piccolo gioellino che se fosse provenuto dall'estero.......... Di seguito CLEAN PEE a rasserenare gli animi con la sua proposta soffusa e ipnotica dalla battuta "media" .E' poi la volta de L'ENSEMBLE con un rmx di un pezzo contenuto nell'album di cui parleremo piu' diffusamente in seguito. La succesiva proposta e affidata alle sapienti mani di M.RAMANZIN (membro dei FIGURA 8) che attraverso un perciso e curato programming ci riporta in teritori black (leggi Jazz) . Si cambia decisamente atmosfera con FUTURE PHASE che al di la' di ogni possibile catalogazione si presenta al publico con la sua "tissot", cristallino ed orecchiabilissimo techno pop dal retrogusto anni ottanta.Si prosegue con STAR TRACKER che remixa "lullabyte"(pezzo del suo album recensito piu' avanti) in chiave acid...Tocca a ROBERTO NOLE' che e' un chitarrista che si serve di sequencer,synth e macchine varie per accompagnare le sue trame e che purtoppo ci propone una traccia decisamente noiosa e sterile che pare riuscire solo nell'intento di farci sapere che con la chitarra ci sa' fare, troppo poco.....per fortuna l'atmosfera si torna a riscaldare con la buona ambient d'n'b proposta da MISTIK e con le raffinate atmosfere ascoltabili/danzabili di ASTRAL BODY.  A chiudere il tutto troviamo nuovamente STAR TRACKER.
 

"FIGURA 8 ep" (cd 2001)  Questo ep proposto dai veneti FIGURA 8 e un piccolo gioiellino e probabilmente la migliore delle uscite che MENS TUNE ci ha inviato.
In effetti basta poco per descriverlo , 4 tracce in cui il quartetto presenta  atmosfere jazz soul e black in genere  realizzate fondendo l'utilizzo di moderne  tecnolgie digitali(RAMA)con tastiere analogiche(ALE), una vera tromba suonata(PONCHO) e una melodiosa voce( DANIELA BRUSCIA). Quello che viene fuori e' una manciata di di canzoni che spaziano dal NU JAZZ alla HOUSE passando per atmosfere calde e rilassate da night club .La loro propensione al live show si percepsce anche in queste tracce da studio realizzate con classe e maestria e che meriterebbero sicuramente maggior diffusione non avendo  nulla da invidiare a molte produzioni che giungono dalla terra d'albione.   SARANNO FAMOSI?
 

 " L'ENSEMBLE: OVERGROUND" (CD 2001) L' Ensemble è il nome di un progetto che nasce intorno al 1995 da un' idea del compositore Italiano Davide Cremonini, ma che vede la sua maturazione solo quattro anni più tardi a causa della difficoltosa trasposizione concertistica. Particolare curiosità è suscitata dalle incredibili mescolanze tra generi musicali all' apparenza difficilmente compatibili, ma che nel caso de L' Ensemble trovano un' insolito quanto affascinante equilibrio. Strumenti acustici provenienti dalle culture più diverse e suoni elettronici sono gli ingredienti principali di una musica a tratti morbida, a tratti aspra e dalle forti ambientazioni cinematografiche.
Quanto leggete qui sopra e stato preso direttamente dal sito dell'etichetta e puo' sevire ad inquadrare il progetto di andiamo a parlare :L'ENSEMBLE.
Davide Cremonini si presenta al publico con questo  lavoro dal titolo "OVERGROUND" .Un lavoro difficile, complesso e purtroppo riuscito solo in parte.Il problema maggiore sembra essere quello del tempo che trascorre.Se non vado errato la composizione dei pezzi inseriti nel disco risale circa alla meta' degli anni 90  e la attuale rivisitazione non riesce a scrollarsi di dosso il peso di sonorita' gia' troppo sentite fino ad oggi. Nel disco ci sono anche episodi riusciti(la conclusiva Spontaneus Flux ad esempio) ma in generale l'atmosfera che si respira e' aime' abbastanza stantia e il tentativo dell'autore di svariare costantemente tra sonorizzazioni, chitarre gipsy, suoni naturali, lineee di basso e cupismi vari alla lunga riesce a disorientare anche il piu' predisposto degli ascoltatori.
Muoversi in questi territori non e' certo facile e Davide ce la mette senz'altro tutta ma l'eccletismo compositivo non sempre giova, alle volte occore piu' sintesi e  maggior concretezza per dar vita ad un prodotto organico.
Occore precisare che le idee a Davide non mancano e che ci auguriamo di risentirlo al piu' presto con nuove composizioni e con settaggi nuovi sui suoi synth.
 

  "STAR TRACKER : PATCHWORK" (CD 2000) . Dietro la sigla STAR TRACKER si cela in realta il solo Libero Bovolenta e il titolo scelto dal nostro per intitolare il suo lavoro d'esordio e estremamnete significativo e rappresentativo di cio che intende proporci.Personalmente non posso proprio dire di essere un appassionato di queste sonorita' ma in tutta franchezza devo riconoscere che il disco in questione e' decisamente ben fatto e riuscito. PATCHWORK e un prodotto destinato alla pista da ballo ma non solo, contiene infiniti campionamenti vintage, ritmiche varie e ben programmate profondissime linee di basso alle volte acide alle volte funk. Le influenze potrebbero essere individualte sia dalle parti di DAFT PUNK ma anche da quelle degli ORBITAL, ma tutto questo potrebbe risultare riduttivo in quanto il nostro sviluppa uno stile proprio e personale.Nel calderone  finisce un po' di tutto dal funk al reggae ai primordiali suoni electro dei primi anni 80 (da A.Baker a GRAND MIXER DST  via Hancock) ottenedo un esplosivo cocktail danzereccio di fronte al quale ti trovi volente o meno a battere il piedino al ritmo delle casse dritte che STAR TRACKER ci scaglia contro.
Ballare non e' reato e divertirsi tanto meno.
Bello, intelligente e divertente.
 

 "ELECTROTUNE TWO" (PROMO 2002) Se non vado errato questa che ho sotto mano e' una versione non definitiva di quella che dovrebbe diventare la nuova compilation MENS TUNE. Sul sito non sono ancora disponibili informazioni dettagliate e ne viene annunciata la publicazione per il settembre di quest'anno. La copia in mio possesso contiene 5 pezzi ed alcune novita'. Sono infatti presenti pezzi (1 a testa) per vecchie conoscenze dell'etichetta come FIGURA 8, O.R.P.H.E.O., FUTURE PHASE che confezionano pezzi in linea con quanto gia' scritto all'inizio, ma anche un paio di nuove conoscenze. Si tratta infatti di 2 artisti gia' noti e recensiti qui a SPECTRUM : PUNTO EXE  e CUBICO.  I bolzanini ci propongono il loro consueto "techno hip hop" con la solita dovizia produttiva e con i soliti testi arguti, il secondo si conferma  in ottima forma e si propone come uno dei maggior esponenti di "elettronica intelligente" del nostro paese.
Prima o poi qualcuno si accorgera' di Simone Sorio.



aavv: electrotune 2
cd (mens tune/astrazioni foniche) 2002

di Emenuele Rodola'

"La seconda uscita della collana Electrotune, ricalca l'impronta della precedente allargando, però, il proprio range anche all'elettro-pop."
Apre Future Phase con una IDM/chill molto old-school, tra la Warp di Brothomstates e la melodica incantevolezza del primissimo Mellow-D; un pezzo che non prende mai il via ma che è un susseguirsi continuo di intermittenze melodiche su cyber-synth e blip beats. O.R.P.H.E.O. ci propone breakbeat dal sound intelligente ed acquatico, sempre mantenendo una certa costanza chill-out e senza pretendere frenesia da d'n'b. Segue Sabina Orlandini, la prima vera sorpresa dell'album, cantato puro e filtrato, esattamente sensuale come altresì propone a livello testuale; una voce che si dilata su un ritmo costante e synth spaziali in panbrello, arie magiche alla Luke The Wizard vs Aaron Goldbody. Figura Otto ci invita a prendere un cocktail nel suo lusk bar dove persone piacevoli piacevolmente discutono e sorridenti lasciano che la Natura musicale sia complice e si adatti anzi all'atmosfera: fiati e corde e agogo sintetici, bassline profonde e pad cristallini vestiti di color caffè. Punto.exe si destreggiano tra acrobazie vocodiche in iterazione e linee ritmiche da dancefloor per poi evolvere in un rap (certi 99 Posse) filtrato e nascosto nel sintetico. Rassicurante synth-pop in Roundpear e Maxa Frizher, con un punto a vantaggio di quest'ultimo per la bassline decisamente più accattivante, episodi entrambi di valore e buon gusto. Altre atmosfere lussuose per Bodega Bay, che tra sassofoni e synth ci propone un Xhale molto lounge ma più pieno di sè, chitarre funky ad alta frequenza e tribalismi IDM alla Mitchell Akiyama. Buonissimo l'impatto di Onemanband e il suo synth rock 'February Sky', voce trattata e sovrapposta, molto belli i bassi e molto intrigante la scelta del sassofono a fine pezzo, veramente la ciliegina sulla torta. I leads a fine pezzo, il parlato giapponese e le armonie argentee ne fanno per certi versi il pezzo di punta della compilation. Ma le sorprese non sono finite, Cubico spiraleggia tra noise e leads quasi goa in salsa IDM, in un buon intreccio di percussioni intelligenti; forse mi sarei aspettato più frenesia e com-passione per l'ascoltatore, da questo artista che sto imparando a conoscere. Chiude Rodion con la bellissima 'Ephél', colonna sonora per un film di rimpianti e dolcezze lasciate alle spalle. Breakbeat costanti e tappeti malinconici, mentre i synth narrando si incontrano con teneri arpeggi sognanti. Ottima conclusione per un album che si è aperto altrettanto sapientemente e che sa decisamente mantenere l'attenzione alta per la varietà e la rinfrancante competenza musicale che propone.
Siamo in vista di un'ulteriore episodio.
 http://www.astrazionifoniche.it



elettrodo : "st."
2002 cdr autoprodotto

di Emanuele Rodolà

Contenuto e forma aderiscono perfettamente in questo lavoro di Daniele Torcellini. Un inizio per nulla malvagio (richiami alla synthpop di Culture Kultur), un risultato molto appuntito, sin troppo appuntito: peccato davvero per le seguenti prove, buonissimi spunti (Melotron, Hoffman, Japanese Telecom, Peaches), ma troppo acri, è veramente la trasposizione sonora di ciò che propone l'immagine di copertina. Nulla da dire ai suoni in sè, riescono anche a parlarsi in qualche occasione, nulla da dire alla composizione vera e propria, per nulla mediocre, ma troppo di già sentito, dai richiami house al breakbeat da videogame, ai synth acidi di una electropop molto tradizionale e comunque già esplorata. Un OK per track07 e track04, che riascolto spesso, e mi chiedo come mai Elettrodo non abbia osato, con questa demo.
http://digilander.libero.it/elettrodo2002



eniac vs roccu
"roccu vs eniac"
cdr split 2001
 

di Adriano Zanni

Eniac e Roccu sono due singole entita' operative in quel di torino e in quel di lecce.Entrambe sono da considerarsi progetti solisti ed ambedue appaiono decisamente fuori dagli schemi.
Fabio Battistetti mente pensante ed operativa del progetto Eniac vanta notevoli e numerose collaborazioni ,suona parecchio dal vivo e cosa piu' importante ha dato vita ad una sua personale etichetta chiamata "Stella Cadente" nata per diffondere la sua muisica e non solo.
Roccu mente pensante(?) e braccio armato di se stesso non pare abbia molta voglia di parlarci di se stesso, si autodefinisce " half human half roccu" e questo ci basta.
Questi due loschi figuri hanno avuto la brillante idea di mettersi insieme per dare vita a questo cdr split.
Il disco in questione e' infatti equamente diviso a meta' sia in termini di tempo che di tracce propste.
Ad aprirlo e' il delirante Roccu che ci propone l'ascolto di 8 composizioni create con il solo utilizzo di software (un demo di Fruityloops,Reaktor Simsynth) e di un lettore  cd difettoso come hardware.
I titoli scelti per le composizioni sono a cavallo fra il demenziale ed il criptico , ma la proposta audio e' decisamente notevole. Il "mezzo umano e mezzo roccu" si muove in territori conosciuti dalle nostre parti proponendoci elettronica scarna essenziale, piena di glitches e composta partendo dagli errori generati da macchine in crash.Tale materia viene gia' affrontata  da innnumerevoli esponenti in ogni parte del globo che non vale nemmeno la pena di citare, anche perche' roccu pare trovare un via decisamente personale ed un approccio originale a quella stessa materia ormai piu' o meno codificata internazionalmente. Glitches e drones si incastrano perfettamente fra loro rincorrendosi, allontanandosi , ricomponendosi , andando a formare godibili pseudoritmiche e facendo da contraltare ai campioni utilizzati e ai pads creati presumibilmente con il glorioso Simsynth  dimostrando (quasi) sempre una spiccata attitudine melodica.
Insomma Roccu ci sa fare e questa sua dote che pare indurlo a non prendersi troppo sul serio scadendo in quello che troppo spesso porta i solitari cavalieri laptop all'autocompiacimento fine a se stesso, fa si che le sue 8 tracce iniziali scorrano via che e' un piacere.
Si prosegue con la seconda parte del cdr split curata da Eniac .
La parte da lui curata e' decisamente piu' ambiziosa e per meglio inquadrarla riportiamo la autopresentazione stampata all'interno del disco: "eniac ha giocato questa volta sulla musica della rete,utilizzando campioni (file midi e wave) scaricati da vari website, trasformandoli nei suoni che compongono queste canzoni. Un concept sulla rete che ogni di' entra sempre piu' nella vita di tutti, creando una unica rete di cervelli fibre ottiche ,chips,dove vive la comunicazione ma dove muore anche la comunicazione fra 2 persone, i sentimenti ed il resto.Ricordarsi cosa vuol dire la comunicazione attraverso il percorso inverso: prendere dalla rete e trasformare in emozioni,canzoni,suoni, segnali."
In effeti le 7 composizioni di Eniac che vanno a chiudere il disco sono decisamnte piu' difficili da descivere ma non per questo da sottovalutare.In un disperato sforzo recensivo le potremmo definire "ambientali" anche se in maniera del tutto non covenzionale .Le atmosfere che si respirano sono rarefatte e dlitatate lente ed evocative sopre le quali si vanno a sovrappore i testi "recitati" da sara e che sono riportati all'interno del cdr.
La proposta di Eniac appare compiuta ed affascinate ed il lavoro di reciclaggio di detriti e scorie prelevate dalla rete pare aver dato i frutti sperati.
Per chiudere il discorso non si puo' che parlare bene di questo disco sia per quanto riguarda le sonorita' proposte ,sia per quanto riguarda la volonta' di collaborazione di 2 artisti apparentemente diversi fra loro e che hanno deciso di unire le forze in un comune progetto.
Come si diceva prima e' una questione di comunicazione/interazione che le nuove tecnologie ci mettono a disposizione, SFRUTTIAMOLA.
Vi consigliamo pertanto di procurarvene una copia,anche perche' pare che sia in odore di publicazione da parte della siciliana Snowdonia...... per cui !!!!



ent :"cohai"
2002 cd(?)r autoprodotto

di Adriano Zanni

Recentemente la webzine SINEWAVES ha publicato un bell'articolo a cura di Etero Genio che tenta di tracciare le coordinate della attuale scena (che brutta parola!) elettronica italiana.
Fra le pieghe di quell'articolo sono rimasto colpito da un'affermazione di Elio Martuscello che dichiarava:
"Sinteticamente, inevitabilmente con qualche imprecisione, si può sostenere di trovarsi di fronte ad un brano di musica concreta ogni qualvolta un'opera utilizza unicamente come materiali costitutivi solo eventi sonori registrati da fenomeni acustici naturali come quelli generati dai tuoni, dal mare, dalle voci di una folla, ecc. Oppure di musica elettronica se i materiali costitutivi sono di natura sintetica. Di musica elettroacustica se oltre alla combinazione di entrambi i criteri si utilizza anche uno strumentario live (acustico od elettronico). Di musica acusmatica quando un'opera è costituita da suoni sintetici o concreti, o da entrambi, ma che non prevede l'esecuzione live. Di musica improvvisata se non vi è nessuna partitura o criterio atto a condizionare i musicisti che suonano liberamente. Insomma, credo che attualmente è difficile trovare lavori che rispondano ad uno solo di questi criteri, spesso li comprendono tutti."
Sembrano dargli pienamente ragione i bellunesi ENT.
Quello degli ENT e' un caso emblematico , con un solo un cdr autoprodotto alle spalle hanno saputo ritagliarsi una certa notorieta' internazionale grazie sopratutto all'inclusione di un loro pezzo inserito nella lista  di mp3 on line del sito web della etichetta britannica Fat Cat.
L'uscita di questo nuovo lavoro era dunque molto attesa , le aspettative non sono certo andate deluse.
Confezionato in una bellissima busta in cartone ,autoprodotto in cdr(anche se occorre un buon occhio per rendersi conto di cio') il disco inquestione e' un autentico gioiello.
Cohai contiene 5 pezzi (contro i 4 dichiarati sulla copertina, la breve e senza titolo numero 3 viene saltata nella track list) di rara bellezza e raffinatezza.
Inutile sbilanciarsi in astruse definizioni stilistiche e categorizzazioni, secondo il modesto parere di chi scrive siamo davanti a splendida POP MUSIC.
E' certamente impresa ardua mettersi d'accordo su cosa sia, o rappresenti per ognuno di noi il termine POP viste le concezioni di comerciabilita' che il termine stesso puo' suggerire o lasciar sottointendere, ma tante' che se devo pensare a cosa oggi sia piu' accomunabile ,in ambito elettronico, al famigerato(per alcuni) concetto di pop, penso di poter affermare che COHAI degli ENT ci sia andato parecchio vicino. Melodoie cristalline si ricavano un proprio spazio all'interno di strutture apparentemente dominate da "rumori".Glitches vari che si trasformano in avvolgenti ritmiche.Parti acustiche alle volte  suonate  alle volte (forse?) campionate mescolate senza preconcetto alcuno con pariture digitali.Arrangiamenti che incuriosiscono per la loro apparente stranezza,  ma che convicono appieno per la loro straordinaria efficacia.La capacita non comune di passare con navigata noncuranza da passaggi di minimal elctronics ad atmosfere jazzate .La costante ricerca della melodia e della canzone ed un raffinatissimo gusto estetico  rendono questi 28 minuti di ascolto una delle esperienze piu' belle ed avvolgenti degli ultimi tempi.
Certamente una delle cose migliori pervenute dalle parti di SPECTRUM ma sicuramente anche una delle migliori uscite discografiche  italiane di tutto questo 2002.
C'e' solo da augurarsi che l'autoproduzione non penalizzi questo gioello.Non so se trovera' un'adeguata distibuzione , ma se un prodotto simile non riesce a catturare l'attenzione di qualche addetto ai lavori,allora vuol che ci attendono tempi ancora piu' duri di quegli attuali.

In attesa di conoscere il destino commerciale di questo disco siete obbligati a richiederne una copia a Emanuele Bartoluzzi e Michele Scariot contattandoli a questa email:
ents@libero.it

potete intanto scaricarvi un loro mp3 dal sito della Fat Cat qui:
http://www.fat-cat.co.uk/demo/

potete anche spronarli a completare (o forse e' meglio dire iniziare a realizzare) il loro sito che attualmene e' in costruzione, e che e' qui:
http://www.ent-love.org



fhievel :"fluctuazione"
2002 cdr autoprodotto
 
 

di Adriano Zanni

Dal piemonte e da Biella in particolare arriva Luca Bergero che utilizzando la sigla FHIEVEL costruisce questo suo esordio in cdr dal titolo FLUCTUAZIONE.
Di esordio si tartta e di esordio con il botto aggiungiamo noi. FHIEVELuca ci spara dritto nei nostri poveri e maltrattati padiglioni auricolari e nelle nostre stanche meningi(o almeno in quel che ne resta!!) le sue FLUCTUAZIONI.Ce le spara sotto forma di microsuoni e microsequenze, plasmate e adattate alla breve distanza di un unico pezzo di 15 minuti seppur diviso in 5 movimenti(leggi tracce) collegati fra loro senza soluzione di continuita'. La breve durata del lavoro ci costringere a non poter gridare al miracolo come l'istinto ci suggerirebbe, ma le premesse per ottimi sviluppi e seguiti ci sono tutte. Ottima qualita' di incisione ed equalizzazione per iniziare,ottima organizzazione dei suoni(rumori/glitches/frequenze/drones..ocomediavolovoletechiamarli) che vanno a creare atmosfere suggestive ed efficaci a cavallo fra sonorizzaioni e ambientazioni, dando vita alle fluctuazioni a cui il titolo del lavoro fa riferimento. Un ideale colonna sonora che descrive i tormentati stati d'animo del suo creatore alle prese cone le sue macchine. Un lavoro affascinante che cattura e incuriosice , caratterizzato da una  apparente semplicita' cosrtuttiva ma che fornisce complesse reazioni  emotive a chi lo ascolta.
A questo punto non ci resta che attendere FHIEVEL alle prese con la piu' inpegnativa lunga durata.
  info contatti e alcuni mp3 da scaricare qui
http://www.noisysoul.com
il lavoro e' distribuito da S'agita Recordings/S'Agita diffusion
 http://spazioinwind.libero.it/logoplasm/sagitarecordings/diffusion/



fhievel : "vetri di carta"
2003 cdr autoprodotto

di Adriano Zanni

Di fhievel avevamo gia' parlato(e bene) tempo addietro in occasione della publicazione del suo precedente cdr "fluctuazione".
Questo inizio d'anno ci ha portato la sua nuova fatica che porta il suggestivo titolo di "vetri di carta"
La prima piacevole sorpresa giunge dalla durata del lavoro ,che dopo le tempistiche ridotte del mini cd sulle quali era solito muoversi il nostro, si dilata fino giungere alla fatidica soglia dell'album.
Costantemente immerso in calcoli e formule  tipiche della programmazione in "Csound" Luca compie un piccolo miracolo : trasformare i freddi algoritmi e i cervellotici concetti di inviluppo in puro fluidissimo magna sonoro . Raramente si riesce ad ascoltare  in ambito di "microsuoni" , perche' e da quelle parti che il nostro sta dirigendosi, atmosfere cosi' ricercate a languide.
Le 4 tracce (48 minuti totali) sono susseguirsi di crepuscoli e e freddissime albeggiate, suoni inizialmete flebili e scomposti che magicamente trovano la propria collocazione complessiva all'interno di tessiture raffinatissime e dall'apparente semplicita'. Rarefazione e  liquefazione i sono termini che piu' si addicono agli acquarelli digitali che escono dalla tavolozza di fhievel.
Tavolozza che pare erroneamente essere coperta solo da tinte di grigio , ma che ad uno sguardo piu attento risulta essere in grado di riversare sulla tela colori piu' caldi ed intensi.
Suggestiva Microambient , sonorizzazioni digitalpsychadeliche.
Bellissimo!!!!
Fatevelo spedire a tutti i costi.
http://www.noisysoul.com/



fhievel "vetri di carta"
2003 cd-r s'agita recordings

di Etero Genio (no ©)

Luca Bergero è stato acclamato, già dai primi due mini-cd autoprodotti, come una delle più interessanti promesse della musica elettronica italiana. Tali entusiasmi, alla luce di questa prima realizzazione 'ufficiale', si dimostrano più che giustificati. Cosa c'è di particolare nella musica di Luca… niente e tutto, ma, soprattutto, ci sono quelle cose semplici in grado di farti riflettere senza riuscire a capire perché non ci avevi pensato prima, tanto paiono elementari. Un po' come succede per 4' 33" di John Cage. Un primo elemento che colpisce è legato all'eccellente qualità del suono, nitido e cristallino, che lascia intendere la padronanza acquisita da Luca sui mezzi che utilizza; Fhievel dimostra con ciò che la pulizia, l'ordine, l'attenzione riservata ai particolari, l'armonia e la delicatezza non sono necessariamente sintomo di ruffianeria e inespressività. Poi c'è il gusto nel miscelare suoni che possono espandersi, distendersi o frantumarsi gracidando, fischiettando e gorgheggiando; suoni che a volte sembrano inghiottire e digerire se stessi, come quando, in alcuni momenti, vengono accennati solubili pattern ritmici che svaniscono sul nascere. Sono suoni timidi, che sembrano aver paura di mostrarsi a causa di questa loro nudità così integrale. Tre o quattro anni fa rimasi colpito, durante un Festival di Angelica, dalla discrezione intrinseca allo splendido concerto degli AMM e oggi ritrovo lo stesso riserbo di quel concerto nel disco di Fhievel. "Vetri di carta" è fonte di buon umore e relax, ascoltarne le evoluzioni equivale a distendersi adagiati sulla riva di uno stagno o nell'intimità di una grande parco-voliera. "Vetri di carta" è il cd che consiglierei, in funzione terapeutica, a molti new-agers che conosco: rilassate le membra e lo spirito ma fatelo con classe, sobrietà e intelligenza. Fhievel è qui per aiutarvi.

contatti: http://www.noisysoul.com/



fong : "manifesto"
2003 cdr under my bed records

di Adriano Zanni

Da casa Under My Bed records giunge questo strano oggetto.
Pare essere un cdr , pare essere realizzato da qualcuno che si chiama fong, pare che si intitoli manifesto.
Pare essere non musica.
Pare contenere 22 pezzi , ma poi pare di capire che in effeti il pezzo contenuoi sia solo 1 e che tutto il disco duri 40 minuti.
Pare che fong sia un collettivo di non musicisti che preferisce restare anonimo.
Un sito web che non pare chiarire un bel niente.
Pare che sia musica che non esiste.
Pare che all'interno dello pseudo booklet ci sia scritto questo:
La musica in quanto materia finita di suoni organizzati dall'uomno non esiste.
Ogni cosa e' musica, la musica e' ogni cosa.
La musica in quanto prodotto di una singola mente e/o entita' , o di un gruppo di esse razionalmente organizzate, non esiste.
Ognuno produce musica, la musica non e' di ognuno.
La musica in quanto effetto di uno o piu' utensili consuetamente e canonicamente adibiti ad essa, non esiste
Ogni oggetto produce musica e la musica non e' cosa per gli oggetti.
La musica in quanto risultato dell'elaborazione culturale di una tradizione storica ,non esisste
Ogni eta' ha la sua musica e la musica non ha eta'.
La musica in quanto espressione di una o qualche conoscenza , non esiste.
La musica in quanto documento riproducibile,oggettivo e completo, non esiste.
La conoscenza non produce musica e la musica non determina conoscenza.
I supporti di ripoduzione  non contengono musica, e la musica non puo' fermarsi a quella riprodotta da un supporto esterno.
Pare comunque che il disco ESISTA.
Mi pare che sia qui nel mio riproduttore di formati acustici.
Pare.............

http://www.undermybed.org/main.html
pare anche: http://beam.to/fong



guignol
"electronica obscura"
cd-r 2001

di Luca Confusione

Elettronica autoctona italiana, scura e venata di a-ritmie downtempo, é il
prodotto che ci consegna Guignol.
Noi ascoltiamo...e godiamo del senso di spaesamento che ce ne deriva.
Frammenti di diverse realtà sonore vengono assemblati in loop mesmerici mai
privi di fascino ritmico.
Linee cupe ed essenziali di sequencer fanno da contrappunto a pattern di
batteria  (suoni vintage si trasformano eo vengono sovrapposti a break-beat
de-pitched) mentre tappeti, timbricamente riconducili a certe produzioni
EBM, e samples in reverse con lieto risuonare di riverberi metallici ci
accompagnano e dis-orientano.
Last Night Of The Kamikaze,Mistress Nikita e Witches Of
Donostia sono dilatazioni cerebrali per scuro-vestiti hacker.
Devils Are Surfing Over Mud é una  (Grand)Guignol[esca]
interpretazione, dove un Lustmord ammiccante sembra aver imparato la
break-dance.
2D Music é un sintetico e bidimensionale incedere di linee portanti e
ritmiche. Ubi Sunt é il pensiero di un affiliato industrial-ritualista
che poco alla volta devia verso il pensiero chimico.
Ma tutto il cd é su buonissimi livelli.  Da ascoltare e assimilare.
 

cotattate guignol per una copia
visitate il suo sito per scaricare mp3 e maggiori info
http://guignol.port5.com



Guignol : "g-spot inc."
2002 cdr autoprodotto
 
 

di Adriano Zanni

Bentornati nel malsano mondo di Guignol .
Un mondo fatto di  pillole e quarti d'acido, di guepirre in latex e sexy shop, di interludi ,zone di guerra  e canzoni d'amore ,abusi di alcool e risvegli con le membra a pezzi.
Ascoltare la musica del nostro e' un'esperienza fisica che non lascia tempo a troppe riflessioni o a elucubrazioni di sorta. Parte il cd e ci troviamo catapultati in qualche sudicio fumoso locale malfrequentato dove il dj spara break a manetta ma la gente ha altre attivita'(ben piu' interessanti) a cui dedicarsi.
EBM ? Techno? Trance? Punck Rock?
Niente di tutto questo e tutto questo insieme, fisicita' allo stato puro indipendente dal numero dei bpm proposti
Nichiliste scariche digitali, profonde linee di basso e atmosfere nord europee profuse senza risparmiarsi e senza perdersi in sofismi e tecnicismi inutili.
Dritto nelle palle!!!!
Uscite una sera con Gugnol e sicuramente la mattina dopo ve ne sarete pentiti

http://www.guignoldangereux.com/



Pietro Grossi
"battimenti" 2003 cd ants
"musicautomatica" 2002 lp die Schachtel
 
 

di Etero Genio (no ©)
 

A poco più di un anno dalla scomparsa di Pietro Grossi, uno dei precursori della musica elettronica italiana, escono questi dischi delegati a riproporne il nome; due pubblicazioni che cadono a fagiolo in un momento in cui, pur fra mille contraddizioni e difficoltà, i giovani sperimentatori elettronici italiani tentano di affermare la loro centralità creativa in un panorama musicale per il resto piuttosto arido. Cadono a fagiolo perché rilanciano la realtà di una solida tradizione dal carattere e dall'attitudine sperimentali, estranea quindi ai cliché della bella melodia, che nulla ha da invidiare a quelle che, da buoni esterofili, quotidianamente esaltiamo. Ma, oltre che alle tematiche generali, il nostro entusiasmo per queste due realizzazioni è determinato anche da motivazioni più intime. Innanzi tutto perché confermano la realtà di un'etichetta, la ANTS, che comincia a vantare un catalogo di tutto rispetto destinato, nei prossimi mesi, ad arricchirsi con ulteriori ottime realizzazioni; poi perché ci permettono di salutare la nascita di una nuova etichetta, ognuno sa quanto ce n'è bisogno, invero splendida nelle sue confezioni ricercate e ricche di informazioni sul musicista e sui brani proposti. Giuro che, ingannato dalla ragione sociale, ho pensato che si trattasse di un'etichetta tedesca, e mi sono stupito non poco quando ho scoperto che questa meraviglia aveva base nell'ancora italianissima Milano. Infine c'è il motivo che più influisce a suscitare il nostro entusiasmo, cioè la musica di Grossi che viene riproposta in alcune pagine essenziali, la sua prima composizione elettronica del 1961, due lavori basilari risalenti alla seconda metà di quello stesso decennio e una specie di testamento sonoro datato 1985, dove vengono indagati concetti quali musica senza fine, musica automatica e opera aperta, cioè nata da manipolazioni e destinata a essere manipolata. Grossi ha anticipato tendenze e motivi di discussione ancora oggi al centro dell'attenzione, dall'installazione sonora alla messa in discussione della 'proprietà intellettuale', dalle prime esperienze di telematica musicale alla creazione di rivoluzionari software; oltre a ciò ricordiamo l'insegnamento presso la prima cattedra italiana di Musica Elettronica (al Conservatorio di Firenze) e l'opera divulgativa fatta con l'associazione 'Vita Musicale Contemporanea'. Insomma, non c'è altro da dire per capire che si tratta di un personaggio da (ri)scoprire e da conoscere, magari prendendo al balzo la palla offerta da queste due ottime realizzazioni. Tanto di cappello e giù la testa.



HAPAX - HOME BY HOME
(2003, cd-r autoprodotto)
 

di Emanuele Rodolà
 

Conosciamo già Màoro Sanna (personalmente ho avuto il piacere di incontrarlo più di una volta di persona): lo ricordiamo per il suo progetto Black Dezign, avviato sotto pseudonimo, che fece anche comparsa nel famigerato Spectrum Box Project di un annetto fa. Màoro è sempre stato, per lo meno sotto il mio punto di vista, piuttosto ambiguo (musicalmente s'intende).
Ho sempre fatto una gran fatica a inquadrarlo, a dargli un genere, insomma a 'disporlo' nella mia libreria mentale-sonora. Certo è che sin dal primo ascolto ho osato configurare abbastanza audacemente il suo bagaglio musicale come ascendente una certa mentalità 'colta' e avanguardista che ho sempre ammirato. E le mie presupposizioni sembravano esatte. Sembravano, perchè sto di nuovo brancolando nel buio con questo Home By Home. Il lavoro apre con [operation], noise-rock (melodico?) assolutamente provocatorio (Provoke War è il titolo completo), per poi sfociare in un tostissimo ritmo synth da guerriglia, certo synth-pop tedesco con degradazioni e mitragliate di noise e hardcore industriale (Hypnoskull e squadra Ant-Zen docet). Un mosaico di integrazioni rumorose, che può talvolta dare fastidio per l'eccessiva eterogeneità di momenti che propone. E' un vero fare guerra se ci pensiamo, un continuum di assalti e di pause beffarde, sempre più violento e sempre più pacato, che mai si sovrappone, che ci fa ricordare che in guerra o si vince o si perde. Se un suono muore, un altro prende il suo posto, la coesistenza non è prevista nè tantomeno tollerata. Con 'The day is dawning' mi torna in mente ancora una certa tendenza dark-pop/EBM (Persephone, Melotron), dove mi aspetto un violoncello c'è un pad, e poi parte con un groove pazzesco quasi goa ma troppo noise (alcune produzioni di Haujobb). E' sempre cangiante, con un perenne acido nello stomaco. Uno scenario molto eloquente davvero.
Bellissimo il ritmo acido a metà brano, il noise alla Dj Cowbell/Junkfood (ultrafrequenze freneticissime per intenderci), il noise che veniva pubblicato in cassetta fino a qualche decennio fa.
Il brano da titolo è fantastico, ma quanto mi rilassa questo noise. Peccato duri solo qualche secondo. Per poi iniziare con il pezzo più distinto dell'intero prodotto. Molto molto rimembrante di Xpq-21, Hanzel und Gretyl e veramente troppo vicino all'EBM più versata per il dancefloor, con tanto di tribalismi ed effetti acustici e voci. 'Never ending war' è ancora Xpq-21, molto epico stavolta, decisamente la song più riuscita dell'album. Bassline ben fatta, il Chris Huelsbeck di Turrican, battaglie cybernoidi alla Terminator 3, frenetico e danzabile e tanto tanto colonna sonora (In Strict Confidence). Nulla di veramente nuovo, nè troppo sorprendente, tuttavia. Un lavoro da prendere a schiaffi per l'irrisoria sfrontatezza con cui si presenta, ma che va temuto per la carne cruda che ci fa assaggiare.
 

tutti i brani sono disponibili in formato MP3 su http://www.hapax.tk
per contatti: msanna@edig.it



Hi Life Connection
"demo" cd-r 2002

di Nicola Chiavari

Potremmo definirlo eclettismo sonoro. Quello strano gioco di atmosfere e
ritmiche diverse, culturalmente distanti, che si vengono a fondere nel
progetto Hi Life Connection. Il progetto nasce dall'incontro tra un dj
[Michele Isnardi] e un compositore [Guido Mignone], che con la
collaborazione di altri artisti, spaziano senza difficoltà tra trip hop,
dnb, dub, house e indie. Si parte dall'Oriente con Silver Haze, un misto tra
Nitin Sawhney e Thievery Corporation, e gradualmente si aumenta il ritmo
passando da Extatic Fever a Funk Sedition: ritmica funky-house, la voce di
Manuela Florio e una varietà di campioni che riempiono l'atmosfera. Oltre,
ci sono da scoprire le ritmiche dub di Nobody Knows, lo stile
dnb-orientalizzato di Digital Indica e Dancing at Dawn. Poi il viaggio
finisce: mai monotono ne ripetitivo, forse proprio per la varità
ritmico-stilistica che Hi Life Connection propone. Sicuramente un lavoro
positivo anche se l'eclettismo lo rende difficilmente catalogabile nella
'scaffalatura' elettronica attuale.



h.c.-b.
t0-10-222. (cd-r)
2001

di Adriano Zanni

"H.C.-B e' un progetto nato a catania nel settembre 2000.consiste in 6 persone e diversi strumenti (chitarre,basso,armonica,radio sintetizzatori,tromba xilofono e qualsiasi cosa produca un suono) ... Il lavoro e' stato creato con l'intenzione di creare una colonna sonora improvvisata sulle immagini del cortometraggio ElectronicLabyrinth di George Lucas. Cosi' recita il poverissimo (di informazioni) flyer allegato al cd.
Inserisco il cd nel lettore .... play,.... rumori crepitii improvvisazioni,...... strani suoni , strane atmosfere dilatate e lente, fiati ,......voci campionate filtrate e mandate in loop,elettronica che a volte prende il sopravvento sul suonato e suonato che a volte prende il sopravvento sull'elettronica,post rock(?),free jazz(!), la sensazione che ne ricavo e' di distacco. Il cd rimane nel lettore e io continuo a fare le mie cose distraendomi ,leggo scrivo telefono....... quando ad un certo punto mi accorgo che il tempo e passato e siamo gia' al terzo ascolto consecutivo. t0-10-222. comincia ad entrarmi in circolo e il mio organismo comincia ad assuefarsi. Comincio a prendere confidenza con i suoni che escono dalle casse e senza rendermene conto comicio ad immaginare le sequenze visive alle quali dovrebbero essere associate.Tutto diventa piu' familiare e coinvolgente, quasi rassicurante, sono pronto per (ri)cominciare il viaggio................... play........... rumori crepitii improvvisazioni,...... strani suoni , strane atmosfere dilatate e lente, fiati ,......voci campionate filtrate e mandate in loop,elettronica che a volte prende il sopravvento sul suonato e suonato che a volte prende il sopravvento sull'elettronica,post rock(?),free jazz(!).
Le immagini le crea il vostro cervello, la colonna sonora ce la mette h.c.-b.
 

per contattattre h.c.-b. gianapoli@supereva.it



hal 9000
demo (cd-r) 2001
 

di Mauro Carassai

Nel variegato universo delle autoproduzioni le collaterali strategie di promozione del proprio prodotto artistico godono di una libertà pressochè totale, ivi compresa quella di sottrarsi ad esse. Forse è per questo che il secondo demo degli Hal 9000 (Chiara alla voce, LaSte: rhodes, synth, programming e Luchino: basso, programming con la collaborazione di Dj Spoon) si presenta completamente scevro di orpelli informativi puntando soltanto sulle quattro tracce sonore corredate a malapena dei titoli. Così come l’Hal 9000 di Kubrikiana memoria era un essere commovente, dalla voce dolce e lusingatrice, i messaggi digitali del gruppo ravennate sanno insinuarsi nella mente dell’ascoltatore con la stessa capacità ammaliante. Dispensando piccole dosi di house, grooves sintetici a tratti davvero coinvolgenti, e orecchiabili melodie quasi sempre accattivanti, gli Hal 9000 confezionano in queste quattro tracce la fusione ideale tra sonorità wave dei tardi ’80 (grazie al gusto retro’ dei sintetizzatori di LaSte) e l’attitudine indie-pop degli Ustmamo’ (di cui si sentono gli echi nel cantato di Chiara). Dall’ondeggiante ballabilità di “Emotivamente instabile” e “Ti cerco spesso” attraverso la più riflessiva “Parlami” si giunge alla più riuscita della serie che è “Divagazioni”, forse perché più barocca, a tratti mentale e capace di caleidoscopiche esplosioni digitali di sorprendente fluidità. Non resta che ri-abbandonarsi ad occhi chiusi all’elttrodance del loro demo e sperare che, a differenza dell’Hal di Kubrik, gli Hal 9000 non si spengano in un rantolo incomprensibile e siano invece in grado di portare a termine la loro missione. Gli obiettivi sembrano vicini.



AA.VV. "On How A Picture Can Sound"
2003 mp3 Homemade Avantgarde
 
 

di Etero Genio (no ©)

mp3 si - mp3 no. Ultimamente, dovunque mi giro, sento infervorare la discussione, tanto che la questione sembra essere ormai diventata un affare di stato (e forse lo è davvero). Voglio allora spezzare una lancia a favore del si, pur fra mille dubbi, e dare alla distribuzione via mp3 il giusto riconoscimento per la risoluzione di almeno due problemi: (1) la possibilità di arrivare a un pubblico più ampio per musicisti che i costi di produzione e l'andamento del mercato chiuderebbero inesorabilmente fra le mura di casa e (2) la possibilità, per molti appassionati che vivono a distanza dai pochi negozi veramente specializzati, di poter indirizzare i propri acquisti basandosi su un ascolto diretto, saltando quindi la mediazione offerta da recensione, distribuzione e pubblicità. Voglio anche azzardare un parallelo fra queste compilation - o almeno fra le migliori di esse - e quello che sono le state le "Nuggets" per il garage rock, e spero che i protagonisti non si sentano sviliti da questo paragone che vuol essere tutt'altro che denigratorio.
Prima di scandagliare questa notevole raccolta mi sembra giusto rendere i dovuti meriti al suo ideatore, che modestamente si è tenuto fuori dai giochi, cioè a Lorenzo Brutti (ex Lush Rimbaud e oggi a capo dei progetti dll, John Deere e dell'etichetta Homemade Avantgarde); a lui vanno i nostri ringraziamenti per aver realizzato questo estroso incontro fra musiche e…  beh si, immagini… dacché ho dimenticato di specificare che ad ogni brano è associata un immagine pittorica, fotografica o di altro tipo, o forse è meglio dire che ogni brano è un libero commento all'immagine che il musicista stesso ha scelto.
L'apertura è destinata alla musica grottesca del duo italo-giapponese Tottemo Godzilla Riders, che potrei definire anche come no wave verace. L'immagine scelta è un'opera d'arte contemporanea, di Crescenzo Del Vecchio Berlingieri, in cui vengono miscelati fotografia e fumetto, e direi che si adatta perfettamente alla poetica sghemba dei TGR.
Segue egø (aka Enrico Glerean) che alterna deliziosi tocchi di pianoforte con sospiri, interferenze di rumori e altri suoni meccanici. In questo caso l'immagine, rappresentazione di nudità manichinea, è una fotografia di Cindy Sherman intitolata Sex Pictures: Untitled # 261.
Direi che il più prevedibile nella scelta dell'immagine, quand'anche splendido nell'interpretazione, è Luca Sigurtà con L'assassin menacé di Renè Magritte. Il commento sonoro, già definito splendido, si basa su microsuoni concreti che fanno da sfondo a solenni tessiture di tipo organistico-chiesastico.
Lo svizzero Strotter Inst. oppone la manipolazione di quattro giradischi (senza fare utilizzo di alcun vinile) all'opera, datata ai primi del Novecento, di uno dei pionieri della fotografia, Young Farmers di August Sanders; che dire di questo brano costruito su una ripetitività dal tocco leggero, quasi che fosse ottenuto con una jew's harp messa in loop, se non che lo vedrei bene, per quanto lo trovo immacolato, nella mitica serie sugli strumenti autocostruiti della Ellipsis Arts.
Gli arpeggi di chitarra di Mouses And Sequencers (aka Nicola Giunta) galleggiano in un mare di suoni che fanno pensare a una voliera per oggetti canterini meccanici, splendida la 'pop art' collagistica di Luca Valenti che fa pendant con questo brano.
Ancora un ottimo accoppiamento è quello fra le manipolazioni chitarristiche, poetiche e trasparenti, dello svedese Differnet (forse significa different + net) e l'Elegy To The Spanish Republic n° 34 del pittore astratto Robert Motherwell; alle fluttuazioni della chitarra fanno da contrappunto suoni che sembrano provenire (o provengono?) da un piccolo mulinello d'acqua e dal miagolare di un gattino… il tutto è particolarmente seducente.
Seducente, del resto, lo è anche il brano successivo firmato dai Maxanto, fatto di pulviscolo e bolle di sapone (ancora manipolazioni chitarristiche), che ha per contraltare lo splendido monocromatismo Blue di Yves Klein. Curiosa è anche la storia di questi due ragazzi che Brutti ha conosciuto chattando, questa particolarità riattizza oltretutto le mie idee riguardo ai paralleli con le "Nuggets" del passato.
Nella parte finale della compilation sembrano essersi dati convegno gli ammalati di malinconia, a partire dai Mou, lips! che, poetici come sempre, appaiono però meno frizzanti e ritmati del solito. Pensare che hanno voluto abbinare il loro brano, raffinatamente melodioso e dalle tonalità organistiche, a un'esplosione di colori firmata da Emmanuel Allard (ma non è il boss della List?).
Dietro al simbolo ·  si nasconde l'accoppiata Fabio Ricci / Ivan Rossi, il primo bassista dei Vonneumann e l'altro proveniente dalle fila del collettivo ELEC. Il loro brano, il più ligio alle idee di scompenso digitale e meccanico, è in ogni caso intriso di malcelata poesia. Imprevedibile la scelta dell'immagine, un esempio del teorema di Claude Elwood Shannon (il matematico che con "A Mathematical Theory Of Communication" ha dato un contributo essenziale allo sviluppo dell'informatica).
Ahi ahi Punck…  ci sei? (sssssshhhhh!!!! è il padrone di casa, guai a parlarne male)... non bastava impostare una musica così introversa, mi vai anche a scegliere un dipinto come Melancholy del norvegese Edvard Munch (quello noto per l'Urlo e per le persecuzioni subite durante il regime nazista). Il dipinto, situabile fra tardo impressionismo e primo espressionismo, e la musica elegiaca che sta in equilibrio fra paradiso e inferno (o, se più vi piace, fra melodia e rumore) sono un duro colpo al cuore per noi amanti, mai pentiti, del grande Tim Buckley.
Un passo indietro, in direzione impressionista, viene fatto con il successivo brano di Sawako che, più riservata del solito, si mostra comunque fedele al suo gusto bucolico. Le mie impressioni sono confermate dalla scelta di una sua foto intitolata Snow Dream; Sawako è l'unica della raccolta ad abbinare materiale visivo e sonoro doppiamente suo, con un paesaggio campestre innevato che potrebbe benissimo derivare dalla Parigi secondottocentesca.
A chiudere in malinconia ci pensa la tromba di Demis Da Rold che è ben supportata, con il gusto che sempre li contraddistingue, dagli ENT (in realtà è il primo che è ospite dei secondi ma mi sembra che, nell'economia del brano, vada ad assumere il ruolo del protagonista). Abbinamento insindacabile con la tela Teste Vuote di Davide Zucco, un artista che mi sembra influenzato dalla pittura murale, sia in senso di murales che di graffiti.
Parti soniche e artwork sono scaricabili, interamente gratis, su www.homemadeavantgarde.vze.com.
Se non l'avete già fatto vi consiglio di correre, il paradiso non può attendere.



p.01" (cd autoproduzione 2001)

di Mauro Carassai
 

Magnetismi calibrati:

"p.01" è la dimostrazione di come nell'elettronica di
frontiera, e nella deep music in genere, sia del tutto
possibile sfuggire a sonorità furbe (di solito offerte
già bell'e pronte dalle odierne risorse tecnologiche)
o a proposte strategicamente pretenziose nel loro
finto radicalismo. Il nuovo progetto musicale a nome
Kar [nato dalla collaborazione tra alcune delle menti
dei disciolti Goah (gruppo elettroartpop romano autore
di due CD autoprodotti degni di nota) e
l'immaginazione sonica di Adriano Scerna con
contributo grafico di Marco Puppini], si impone
all'attenzione di chi ascolta principalmente per la
precisione con la quale disegna percorsi uditivi
anomali ma mai difficilmente praticabili. Non sembra
necessario, in questo caso, essere feticisti del sound
postindustriale o essere reduci da lunghi training in
territori isolazionisti. La musica dei Kar invita ad
aggirarsi tra loop parzialmente concentrici ed
echeggianti rumori di fondo con incredibile agilità;
poco importa se i primi riferimenti che vengono in
mente riconducono a esperimenti elettronici radicali
come quelli di Main, Cranioclast o Zoviet France. La
stimolazione auricolare per quanto intensa non risulta
mai provante e questo grazie a strutture fluide ed
evanescenti sapientemente assemblate.
Gli sferragliamenti (in "+") e il soffice tribalismo
metallico (in "lascia" ad esempio) di Scerna flirtano
perfettamente con i drones e i respiri elettronici
innescati in ogni dove dai pulsanti di Carcasi senza
mai scuotere l'ascolto, così come le nenie vocali
sinteticamente rimescolare di Tiziana Lo Conte (ex
voce Goah e Gronge) evocano stati di ansia
immediatamente rifluenti, in un gioco ininterrotto di
sintomi provocati solo per essere di colpo nuovamente
anestetizzati. Sensazioni 'ex machina' probabilmente
sperimentate ad entrambi i capi della linea
compositore-ascoltatore.
Se la presenza umana appare soltanto gradualmente (in
veste di sprazzi vocali parcamente disseminati o di
clangori percussivi delicatamente ritmati) in un
tragitto fatto per lo più di ambienze aliene, è
ugualmente solo nell'ultimo brano "izba" che si
riprende in qualche modo familiarità col termine
"musica" grazie ad un cullante suono di basso
elettrico in grado di farci salpare per un ondeggiante
traversata al cui orizzonte sembra forse di scorgere i
porti indistinti di Mogwai e Piano Magic.
Nonostante l'apprezzabile micro-eterogeneità delle
atmosfere (che seppur avvertibile non è mai scomposta)
comunque, il filo rosso che unisce le sette tracce
presenti in p.01 è proprio il non affievolirsi mai per
un solo istante dello stato tensivo in cui
l'ascoltatore viene mantenuto all'incedere dei brani.
Se dovessi descrivere la musica dei Kar con una
metafora, vi consiglierei di immaginarla come un
materassino anti-decubito dove adagiare i vostri
padiglioni senza alcuna paura circa possibilità di
atrofizzazione. Vi consiglio caldamente quindi di
portarvi in casa un simile tappeto sonoro dato che il
suo dispiegamento è oltretutto a costo zero. Il CD
infatti è reperibile gratuitamente contattando
l'indirizzo mail: mailto:grahgreen@yahoo.it. Vi costerà
soltanto alcune righe di commento una volta gustato
l'ascolto. Corrispettivo, questo, sul piano
dell'intelligenza promozionale, dell'attenzione che i
Kar riservano ai loro ascoltatori sul piano del
coinvolgimento uditivo.

"Profondo, evocativo, non solo per androidi."



Kar "p.02"
2002 CD Autoprodotto
 

di Etero Genio (no ©)

A volte mi chiedo se, a oltre trent'anni dall'estate californiana, può avere ancora senso parlare di psichedelia ma dopo aver ascoltato “p.02” direi proprio di sì. Infatti, se per psichedelia si intende una musica dilatata, evocativa, sognante e che non disdegna tratteggiature popolari, non c'è dubbio che questo è un disco psichedelico. Però non dobbiamo pensare ai Jefferson Airplane, e neppure ai Grateful Dead, perché in tal caso quella definizione sarebbe soltanto fuorviante, e d'altra parte certi termini sono da utilizzare con una certa malleabilità. Secondo me, ad esempio, uno dei dischi psichedelici più belli è stato fatto da un minimalista e, per la precisione, si tratta "A Rainbow In Curved Air" di Terry Riley. Ma torniamo a "p.02" che, in certi momenti, può ricordare i Floyd, i Faust e gli Spacemen 3, certo, ma al cui interno quella memoria viene lavorata come pongo e addizionata da altri elementi. Percussioni dal suono metallico che vengono utilizzate con una maestria invidiabile, ad esempio, e una strumentazione particolare che esula dai classici chitarra, basso, batteria, o al massimo tastiere, a cui spesso viene subordinata la psichedelia di tradizione più prettamente rock. Qui ci sono retroterra quali l'industrial o un tipo d'ambient non di sottofondo, che, in quanto tale, non è più ambient. C'è molto da scoprire, insomma, e la coppia Carcasi / Scerna sembra aver fatto notevoli progressi rispetto al pur ottimo disco d’esordio "p.01". La musica ha acquistato in fluidità, le aperture melodiche sono più significative e la scelta, con conseguente organizzazione, dei suoni è più accurata e nitida. Soprattutto mi sembra di notare un avvicinamento alla produzione dei Logoplasm, con i quali i Kar hanno un ottimo rapporto d'amicizia e collaborazione; ecco, credo di essere vicino alla comprensione di questo disco dicendo che fotografa le stesse situazioni già inquadrate dalla coppia Ippoliti / Lovreglio, solo che lo fa utilizzando un'angolazione diversa. In conclusione, lasciatemelo dire, "p.02" è un piccolo capolavoro. Perché spendere 20 euro e passa in un CD del pincopallino di turno quando con molto meno si può avere roba della madonna come questa?
Contatti e info: grahgreen@yahoo.it - ascerna@yahoo.it - zeropiu@yahoo.it



Kar + Tiziana Lo Conte "Check & Set"
2003 CD S'agita Recordings
 
 

di Etero Genio (no ©)
 
 
 

L'attesa per ascoltare nuove delizie firmate Kar è stata questa volta relativamente (mai troppo, comunque…) breve. Eccoli di nuovo in pista, dopo lo splendido "p.o2" recensito in questo spazio non molte lune or sono, accompagnati per di più dalla maga turchina Tiziana Lo Conte, e va detto che i bagliori promessi dal connubio - non nuovo, dal momento che la vocalist era presente anche nel loro primo disco - vengono mantenuti scintilla per scintilla. Il contenuto di questo dischetto, facendo fede il titolo, proviene da un concerto del 26 Febbraio; spezzoni del soundcheck e dell'esibizione ver-e-p-propria vengono sezionati e rimontati in tre brani che definire splendidi è davvero poca cosa. In occasione di "p.o2" ebbi a descrivere la loro musica come psichedelica e l'incidente, mi sembrò di capire, non piacque granché ad Adriano Scerna. Mi dispiace per lui ma devo confermare quell'impressione; basterebbe ascoltare la reiterazione ritmica situata fra il diciassettesimo e il ventesimo minuto circa del terzo brano, che non ho nessuna remora a definire come faust-floydiana, per capire quanto la mia espressione calzi a meraviglia con quello che vanno facendo i Kar. Tutta la loro musica è intrisa da un carattere visionario in grado di catturare la mente e lasciarla viaggiare… Riporto le parole sritte da Paolo Ippoliti dei Logoplasm, a proposito dei loro concerti, poiché le trovo piuttosto calzanti ed esplicative: "…dal vivo raggiungono una intensità quasi sciamanica, nel finale dell'ultimo concerto, di supporto a Nobukazu Takemura e Aki Tsuyuko, ero indeciso tra piangere e urlare ....". Probabilmente non ci sarebbe nulla da aggiungere, ma voglio sottolineare ulteriormente le loro caratteristiche sciamaniche, orgiastiche e tribali perché sono le cose che, in "Check & Set", più mi hanno colpito già dal primo ascolto; caratteristiche che vengono ampliate a dismisura dalla presenza, in veste di officiante al rito, di una splendida Tiziana che urla, geme e ansima quasi fosse posseduta… dagli spiriti vaganti di Yoko Ono e Patty Waters… cosa avevate mai inteso!!?!
Coinvolgenti, vibranti, intensi, malati, febbricitanti… di più, torridi… quasi a temperature da alto forno, così sono i Kar. Le qualità di Tiziana le conoscevamo fin dai tempi dei Gronge e dei Goah, la stessa cosa possiamo dirla a proposito di Marco Carcasi, anche lui è un ex Goah, e Adriano Scerna, che di recente ci aveva deliziato con l'ottimo "Akoe" (accreditato al suo alter ego Anofele); ma non sempre uno + uno + uno fa tre, in questo caso, per esempio, tende a infinito.



KINETIX: "X" + "Possible Forms"
2003 cd (Nova Ars Digitandi/Microsuoni)
 
 

di Vittorio Marozzi

Esordio per la nuova label italiana Nova Ars Digitandi e per Kinetix: misterioso progetto intorno al quale si mantiene il più fitto silenzio, anche se David di Microsuoni ci assicura che ne sentiremo molto parlare. Effettivamente in questa (non)musica si avverte una certa padronanza della materia elettronica, per cui scartiamo subito l’ipotesi che il o i fantomatici autori che si celano dietro siano alle prime armi. Due emissioni fra le mani: il primo disco, X, è fatto di una parte esterna che lo apre e lo chiude tra  impulsi e interferenze in sospensione, e una centrale con due tracce portanti di avant techno inframezzate da una suite atmosferica dilatata e glaciale. Il secondo doppio concept album è digital processing di limite: 2 dischi, entrambi di 8 tracce, della medesima durata (5:20) ciascuna, dove perdersi tra clicks, interferenze e giochi di frequenze ultrasoniche immersi in un meccanismo ritmico cangiante; ottima la resa finale. Tutto ai limiti dell’incomunicabilità. Restiamo sintonizzati.
 

nota di spectrum riguardo "possible forms" (tratta dal sito di microsuoni)
[il concetto: i 2 cd contengono lo stesso numero di tracce, tutte esattamente della medesima durata (5'.20"). così, se suonati in modo random su due lettori attivati contemporaneamente, generano una combinazione di 64 possibili forme sonore diverse. i suoni: con questo prodotto kinetix abbandona ogni residuo industriale, esprimendosi in architetture glitch e minipulsazioni techno di scuola nippon, tracciando richiami alla tradizione minimalista storica di alvin lucier. consigliatissimo ai microteorici e ai puristi della frequenza seno.]



Sashamato "forever in love"
aavv "Purity" vol 1
klubvision 2002
 
 
 

di Nicola Chiavari
 

Arriva, dalla neonata etichetta marchigiana Klubvision, il singolo di Sashamato 'Forever in Love'. Rispettando pienamente il progetto dell'etichetta, questo lavoro rientra nell'area Techno/Trance meno commerciale e meno generalista dello stile DANCE. Distante dai soliti motivetti estivi che impazzano per l'Italia, Sashamato si presenta con due mix di ottima fattura, in attesa del mix aggiuntivo by Robert Smith che arriverà in Settembre e completerà il lavoro.
Parallelamente a questa uscita va segnalata 'Purity vol.1', compilation di 8 tracce che raccoglie sonorità Trance. Da notare la presenza di John Digweed, dietro al progetto Bedrock, che è stato recentemente premiato come miglior dj del mondo. Suoi due lavori: Heaven Scent e Beautiful Strange.  Altri elementi degni di nota sono la presenza di dj Danjo con un remix di 'The Silmarillia' [importante uscita del 1998] e la presenza di Mark Shimmon con 'Take Me' [Coda].
Sicuramente un ottimo esordio per questa etichetta, che allarghera un pò gli orizzonti delle produzioni italiane.



Kriminal Museum "Plateau Phase"
2002 CD Chocolate Guns
 

di Etero Genio (no ©)

Il gruppo dei Kriminal Museum è un progetto del batterista veronese Zeno De Rossi, un musicista i cui interessi spaziano dal jazz alla musica klezmer e che ha all'attivo numerose collaborazioni con alcuni fra i migliori artisti italiani e stranieri, fra i gruppi dei quali fa parte ci sono: Kaiser Lupowitz Trio, Meshuge Klezmer Band, Full Metal Klezmer, Rope, Palo Alto e Sultry. La formula a quattro dei Kriminal Museum vede coinvolti il sassofonista Briggan Krauss e i tastieristi Ted Reichman (fisarmonica) e Jamie Saft (synth). Tutti e tre sono musicisti di primo piano della scena downtown newyorchese e hanno alle spalle collaborazioni eccellenti con nomi altisonanti e noti anche al grande pubblico quali John Zorn, Bobby Previte, Laurie Anderson, Anthony Braxton, Paul Simon, Don Byron e Bill Frisell. Mi piace pensare alla musica di questo gruppo come a qualcosa che si genera al centro di un triangolo che ha per apici il vecchio trio di Albert Ayler, i Pillow e il New Klezmer Trio. Sono sensazioni che provengono dagli spasmi del sassofono di Krauss, dalla fisarmonica che per definizione dona sempre un senso popolare mediterraneo e dal mood improvvisativo dei quattro musicisti, venato di contemporaneità, che spinge continuamente verso la creazione di figurazioni astratte. Il magma sonoro è oscuro, pressante e elasticizzato in cicli di tensione distensione, si srotola alla maniera in cui si distenderebbero fibre di tessuto sbranato, ed è proprio all'interno di questo meccanismo che la batteria di Zeno de Rossi gioca il ruolo fondamentale che spetta al musicista leader del gruppo. I suoi giochi di luci e ombre riescono a dare un senso e un cemento a un insieme tutt'altro che facile da amalgamare. Tutti e quattro i brani sono stati registrati dal vivo nella Grande Mela, due al Tonic e due alla Downtown Music Gallery. Complimenti alla Chocolate Guns di Andrea Belfi che, dopo lo splendido “Ned N°2” dello stesso Andrea, con questa uscita fa ancora un centro pieno. Due su due, la media non è male.
Contatti e info: http://www.silenzio-distribuzione.it - http://www.s'agitarecordings.vze.com



krisma
"fido" (lp atlantic 1983)
 

recensione di Guido Chiesa publicata su Rockerilla gennaio 1984

Che i Krisma di Maurizio Arcieri e Cristina Moser non fossero un gruppo strettamente italiano,lo si sapeva gia' da molto. Non solo perche' frequentavano gia' da anni gli ambienti della new wave elettronica europea (la rivista newyorkese INTERWIEV ne parla come di un gruppo svizzero.....),ma anche perche' vuoi per la professionalita', vuoi per le registrazioni,la loro musica aveva un qualcosa che nessun giovane gruppo riusciva a realizzare. Ma che il discusso duo riuscisse ad atterrare in America e riuscisse a firmare un contratto con una grande compagnia come la Atlantic, e' certamente qualcosa che non ci aspettavamo e per cui dobbiamo tiglierci tanto di cappello.
E le sorprese non sono finite: a collaborare con loro nella stesura dei testi di questo primo lp americano,c'e' nientemeno che Arto Lindsay , di cui non finiremo mai di cantare le lodi quale ispiratore e protagonista della no wave. Dalla collaborazione con Arto,basata sulla reciproca amicizia piu' che su una impellente necessita' artistica (i Krisma da sempre cantano in inglese),sono nati testi bizzarri e piuttosto eclettici, che rappresentano una delle migliori soluzioni del disco. FIDO e' stato completamente registrato dal solo Arcieri con un CASIO MT 65 , uno strumento con cui si possono fare miracoli, ma che e' inevitabilmente limitato. Il difetto principale di questo disco e' infatti una certa piattezza che rischia di rovinare episodi per altro eccellenti. Sono soprattutto gli arrangiamenti e il mixing della voce a risultare insoddisfacenti, in particolare se rapportati al precedente album. Tra i brani piu' riusciti spiccano EYE TO EYE, FIND A FRIEND e la lirica HEROES OF THE SEA. Inutile stare a individuare le influenze perche' ce ne sarebbero troppe e nessuna. Vale ancora la pena di ricordare che i KRISMA sono l'unico gruppo italiano ad avere il privilegio di veder programmati i loro video sui network locali e nei club newyorkesi (come al DANCETERIA) .Resta un po' l'amaro in bocca per una prova non perfetta, ma che dovrebbe rappresentare il primo passo verso una nuova fase del gruppo italiano ( e speriamo che non sia l'unico.....).



aavv  sanity vs insanity
cd-r 2002
illogik records

di Adriano Zanni

 di ILLOGIK records ne so poco o nulla, se non che questa neonata(?) etichetta discografica (o crew come si definiscono) ha sede a torino e si occupa di musica elettronica. Ha un bel sito web, ma anche quello (come sempre troppo spesso accade) e stracolmo di animazioni in flash ma abbastanza carente di informazioni.ILLOGIK ci ha comunque inviato il cdr di cui andiamo a parlare.
Si tratta di una compilation che include 9 tracce proposte da 6 artisti che immaginiamo italiani(ma non ci giuriamo, vista la totale carenza di info allegate alla spedizione)

Le coordinate necessarie per inquadrare il tutto vanno ricercate in inghilterra dalla parti di WARP e REPHLEX alle quali la maggior parte degli artisti coinvolti nel progetto paiono accostarsi stilisticamente.Il termine IDM appare decisamente ipersfruttato e limitativo, ma tutto sommato serve ad inquadrare un certo tipo di cose che pur partendo da basi sperimentali e di ricerca, riescono comunque a smuovere le chiappe dei meno indolenti e piu' ricettivi frequentatori di dance floor.Si intuisce un massiccio uso di laptop e vecchie consolle atari utilizzate per la creazione degli ambienti sonori proposti sul cd.
Apre le danze MK2EROS con suoni da game boy prima generazione smontato e rimontato acorgendosi che qualche chip ci e' rimasto in mano, segue PULSAR con un ottima traccia che ricorda gli AUTECHRE piu danzabili e geometrici di un paio di album fa, si va avanti con tale  REMO WILLIAMS che ci propone una sorta di minimale e contorta electro a cavallo fra il danzabile e il riflessivo con loop vocali di sottofondo.Rientra nella casse PULSAR con un notevole esperimento ingegneria sonora disturabta e malsana per poi dare nuovamente sapzio a MK2EROS, il quale ha nel frattempo rimontato nel game boy i chip avanzati la volta scorsa, ma che evidentemente senza istruzioni non sa piu'che pesci pigliare (per fortuna!!) visto che questa volta gli esce una sorta di proto d'n'b di buon facino e atmosfera  e che lascia troppo presto spazio a DJ DADDY, il selecta in questione su una buona ritmica mid tempo pare voglia proporci una sorta di remake di qualche colonna sonora di un vecchio b movie fantascientifico di MARIO BAVA (RIP !!!!!!!!) condito da inquietanti voci aliene.Ci riprendiamo un attimo dal viaggio nel pianeta dei vampiri e ci caliamo nella proposta seguente a cura di PALIN DROME ,pare APHEX TWIN che musica una partita al vecchio e glorioso SPACE INVADERS utilizzando il fomso game boy di cui si diceva pocanzi e che  ripassa nelle mani di MK2EROS, che lo ripone in un cassetto ,e passa al suo laptop per costruire la sua ultima e migliore proposta .Chiude il tutto SEOUL con suoni riprocessati digitalmete e di difficilissama catolgazione ma sicuramente fra i miglior dell'intera proposta, a tratti pare di ascoltare un'ecoscandaglio da sommergibile alle volte pare di risalire in superfice per poi ripiombare negli scuri e poco rassicuranti abissi oceanici.
In sostanza e conclusione un'ottima proposta da parte di questa fantomatica crew/label ILLOGIK della quale speriamo di sentir parlare